I nuovi stranieri della Serie A: Cristian Rodríguez (Parma)

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Si muove in maniera rapida il nuovo Parma di Rezart Taçi, alla disperata ricerca di una salvezza al momento distante ben nove punti: nelle ultime ore sono stati formalizzati gli acquisti di Cristian Rodríguez e Silvestre Varela, oggi l’approfondimento si concentra sul primo.

 

Nome: Cristian Gabriel Rodríguez Barotti
Data di nascita: 30 settembre 1985
Nazionalità: uruguayana
Ruolo: centrocampista
Costo trasferimento: prestito

Lo chiamano El Cebolla, perché fa piangere gli avversari. Il soprannome dato a Cristian Rodríguez, uruguayano di Juan Lacaze, è piuttosto curioso e dimostra ancora una volta come la fantasia dei sudamericani applicata al calcio non abbia confini. L’origine del nomignolo si dice sia nata dal fatto che a inizio carriera, quando giocava al Peñarol, squadra di cui è un grandissimo tifoso tanto da essersi tatuato lo stemma del club sul polpaccio, saltasse sistematicamente in dribbling chiunque gli capitasse davanti, da qui l’allusione al pianto degli avversari e quindi alla cipolla, anche se in realtà lui pare abbia dichiarato che il soprannome era del padre e lui l’ha semplicemente ereditato, un po’ come Gonzalo Higuaín e Javier Hernández. La carriera di Cristian Rodríguez è sempre stata di alto profilo (anche in nazionale, dove ha vinto la Copa América del 2011), magari non da attore di primissima fascia ma sempre con un buon rendimento e in squadre di un certo livello: dopo i già citati inizi al Peñarol ha lasciato l’Uruguay per giocare due stagioni nel Paris Saint-Germain (molto prima dell’arrivo degli sceicchi, dal 2005 al 2007), poi un prestito annuale al Benfica e quindi l’acquisto a titolo definitivo da parte dell’altra grande di Portogallo, il Porto, dov’è rimasto fino al 2012 conquistando dieci trofei fra cui l’Europa League 2010-2011. Nelle ultime due stagioni e mezzo ha difeso i colori dell’Atlético Madrid, squadra di cui è stato più che altro una sorta di “dodicesimo uomo”, ossia spesso non titolare ma quasi sempre impiegato a partita in corso, Diego Pablo Simeone l’ha sfruttato soprattutto nel secondo tempo quando gli avversari erano più stanchi, tuttavia nella finale di Champions League a Lisbona dello scorso maggio è rimasto tutta la gara in panchina. Il ristretto minutaggio è stato il principale motivo per cui ha lasciato la capitale spagnola, già l’anno scorso voleva abbandonare l’Atlético, poi è rimasto non riuscendo a trovare una sistemazione e di fatto è stato una comparsa, con pochissime presenze e due gare complete soltanto in Copa del Rey. A Parma, dove arriva in prestito, di certo troverà un posto da titolare, visto che i gialloblù navigano in cattive acque e necessitano di un elemento come lui: rapido, estroso, sempre pronto a partire in dribbling e a dare una mano negli ultimi metri, magari potrebbe non trovarsi a suo agio in un centrocampo a cinque, essendo un giocatore con caratteristiche prevalentemente offensive, ma Roberto Donadoni potrà beneficiare della sua grande esperienza e della sua squisita qualità tecnica. Non segna tantissimo, è un esterno sinistro (il suo ruolo naturale era quello di ala, però ha perso un po’ del suo caratteristico passo) e pressa molto alto gli avversari riuscendo spesso a recuperare palla in zone di campo pericolose. Per far salvare il Parma non potrà bastare soltanto il suo contributo, ma magari riuscirà lo stesso a far piangere qualche avversario.

[Immagine presa da fcparma.com]