Come ogni venerdì su SpazioCalcio.it è tempo di dare uno sguardo ai migliori prospetti del panorama calcistico internazionale: oggi tocca all’argentino Ángel Correa, nuova stella del San Lorenzo de Almagro.

 

Nome: Ángel Martín Correa
Data di nascita: 9 marzo 1995
Nazionalità: argentina
Ruolo: attaccante
Squadra: San Lorenzo

La storia di Ángel Correa non è certo delle più comuni e, come spesso accade nel calcio sudamericano, è piena di risvolti incredibili e per niente simili a quelle dei giovani giocatori europei. Rimasto senza il padre, scomparso quando aveva soltanto dieci anni, è stato aggregato non molto tempo dopo alle giovanili del San Lorenzo, nel 2007, portandolo via dalla sua città natale, Rosario, e soprattutto dal barrio Las Flores, uno dei quartieri più poveri e malfamati della zona. Segnalatosi immediatamente come uno dei prospetti più interessanti del Cuervo, il 24 maggio 2011 ha ricevuto la cresima da Jorge Mario Bergoglio, l’attuale Papa Francesco, all’epoca arcivescovo di Buenos Aires. Il San Lorenzo gli ha fatto firmare il primo contratto da professionista, dopo aver rischiato di perderlo a parametro zero per un tentativo di “scippo” da parte del Benfica datato 2012, e il tecnico Juan Antonio Pizzi, ora al Valencia, l’ha fatto debuttare il 31 marzo del 2013, un paio di settimane dopo la nomina di Bergoglio come nuovo Papa, nella partita del Torneo Final contro il Newell’s Old Boys (curiosamente la squadra della sua città, ma lui è tifoso del Rosario Central, la storica rivale), subentrando al 67′ a Enzo Kalinski nel tentativo poi non riuscito di recuperare lo 0-1 con cui si è chiuso il match. Non c’è voluto tanto per vederlo andare in rete, soltanto un mese e mezzo, e non in una partita come tutte le altre ma in un Clásico del calcio argentino contro il Boca Juniors, chiudendo il 3-0 finale con un potente destro sotto la traversa. Da lì in poi è diventato un titolare fisso anche della prima squadra, venendo incluso tra le rivelazioni sportive del 2013 dall’illustre quotidiano argentino Clarín e segnando tre gol nel Torneo Final vinto dal San Lorenzo all’ultima giornata in un incredibile duello con altre tre squadre (vedi articolo), mentre in Copa Libertadores è stato determinante nella vittoria per 1-0 sull’Independiente del Valle, realizzando il gol partita. Non tutto però è stato positivo nella breve carriera di Angelito: a novembre dello scorso anno il suo nome è finito sulle prime pagine dei giornali a causa di un’inchiesta relativa a presunte operazioni di riciclaggio di denaro sporco da parte della nota banda “Los Monos”, specializzata nel narcotraffico. Sembra che parte del suo cartellino, soltanto per il 60% di proprietà del San Lorenzo (in Sud America molto spesso le società non detengono il completo controllo del tesseramento dei giocatori), sia per l’appunto della banda di criminali, e dopo il già citato gol al Boca Juniors è stata intercettata una telefonata tra uno dei leader e il suo rappresentante dove si diceva che Marcelo Tinelli, dirigente con enormi poteri del club di Boedo, aveva offerto un milione di dollari per rilevare il 30% appartenente alla banda, cosa che ha comportato il sequestro del cartellino da parte del tribunale di Rosario. Seconda punta, utilizzato come trequartista e esterno sinistro d’attacco, non sa soltanto segnare quanto mandare in porta i compagni con dei precisi assist, è piuttosto rapido e sfrutta la sua velocità per andare via agli avversari nell’uno contro uno, lui e Luciano Vietto (vedi scheda) sono già stati definiti il futuro del calcio argentino e non c’è dubbio che prima o poi entrambi riusciranno a sfondare anche nel calcio europeo.

[Immagine presa da giallorossi.net]