La sindrome Champions colpisce anche la Roma: cosa prende ai giallorossi?

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Decisa, determinata, e cattiva in campionato. Debole, poco incisiva, e impaurita in Champions League. Questi i due volti della Roma di Garcia dopo l’ennesimo passo falso in chiave qualificazione.
Sembra di avere un Déjà-Vu guardando i recenti risultati della Roma in campionato, e mettendoli a confronto con quelli raccolti in Champions League nel secondo anno in cui alla guida della squadra della capitale si trova Garcia, che al suo primo impegno con una squadra italiana ha raggiungo la seconda posizione in campionato solo dopo 9 mesi passati con il suo nuovo team.

 

Il Déjà Vu risulta essere quello della Juventus di Antonio Conte, che nei tre anni del tecnico leccese, ha vinto tre scudetti consecuitivi, e nell’ultimo anno ha raggiungo anche la quota record di 102 punti, eppure in Champions League ha collezionato un solo passaggio del turno, venendo eliminata agli quarti dal Bayern, dopo un girone che seppur facile era stato sofferto, nel secondo anno di Conte, e non superando neanche il girone nell’ultimo, venendo retrocessa in Europa League, dopo la sconfitta contestata sotto la neve di Istanbul contro il Galatasaray. Inspiegabili i risultati di quella Juve che in campionato faceva paura a tutti, mentre invece in Champions non riusciva ad ingranare la marcia.

Stessa cosa succede alla Roma, che volendo essere realisti, possiede un organico ben più fornito rispetto a quello della Juventus che non riuscì a superare il girone lo scorso anno. Garcia ha avuto da Sabatini il miglior organico che la Roma potesse permettersi, con gli innesti di giovani promesse come Iturbe e Sanabria in attacco, e forti presenze in difesa e a centrocampo, come Benatia e Nainggolan. Insomma le previsioni, almeno in campionato, dovevano e sono state fino ad ora rispettate, con la Roma che è caduta solo a Torino,dopo una sfida che fa ancora parlare per le difficili scelte arbitrali, e a Napoli, dove arrivava con l’organico ridotto e con il morale a terra per le precedenti sfide in Champions. Indimenticabile sarà purtroppo, l’umiliazione subita in casa propria contro il Bayern di Monaco con il risultato di 7-1 a favore di Robben e compagni.

Non volendo trovare scusanti, e volendo abbandonare definitivamente il campionato, nel quale la Roma occupa comunque il secondo posto, dobbiamo spostarci in Champions e volgere lo sguardo al girone E, quello appunto dei giallorossi. Attualmente la Roma vanta 5 punti, al pari di Manchester City e CSKA Mosca, con l’unica vittoria proprio contro il CSKA per 5-1, che pone la squadra della capitale in posizione di vantaggio in classifica. Le ultime sfide saranno quindi Roma contro City e Bayern – CSKA, con la Roma che  se riesce a battere gli inglesi, passerà il turno indipendentemente dal risultato dell’Allianz Arena. In caso di sconfitta invece la Roma sarebbe totalmente fuori dai giochi, con il secondo posto conteso tra il City e la squadra di Mosca, con il vantaggio degli inglesi per gli scontri diretti. In caso di pareggio e di sconfitta da parte del CSKA, la qualificazione arriverebbe comunque, altrimenti si andrebbero a calcolare le differenze reti in caso di parità su tutti i campi.

La Roma ha tutte le carte in regola per passare il turno senza fare troppi calcoli, e cioè battendo il City all’Olimpico, e far rilassare i propri tifosi prima di Natale, in vista di un mercato di gennaio, che in caso di qualificazione dovrà portare nuovi rinforzi e soprattutto nuovo entusiasmo nella squadra di Garcia, che una volta agli ottavi, dovrà cambiare marcia se vuole essere più incisiva all’interno della coppa, e portare avanti l’orgoglio italiano.

(immagine presa da direttanews.it)