0-1, 1-1, 1-0, 1-0, 1-1, 0-0: questo non è un messaggio scritto utilizzando il codice binario, bensì la serie di risultati degli ultimi sei derby fra Inter e Milan. L'entusiasmo che da sempre avvolgeva questo incontro si è assopito, vittima del poco spettacolo e dell'assenza di grandi talenti. Questa può essere la stagione della rinascita?

 

Stasera ci sarà il derby di Milano, la stracittadina più famosa d'Italia e forse del mondo. Nessuna città come il capoluogo lombardo può vantare due società calcistiche di così alto livello: trentasei scudetti e dieci Champions League, infatti, scenderanno in campo al Meazza. Ai giocatori sarà richiesto un doppio sforzo: onorare la storia di due dei maggiori club della storia del calcio, e, soprattutto, risollevare l'interesse, che negli ultimi anni è andato scemando, attorno ad una partita che fino a qualche tempo fa faceva fermare una nazione. Inter e Milan si affronteranno davanti ad un San Siro tutto esaurito, con la consapevolezza per i protagonisti di non poter fallire. Gli investimenti fatti in campagna acquisti non permettono un nuovo flop: la rinnovata euforia dei tifosi, dovuta in gran parte ai botti di mercato, non può essere tradita. Dopo anni un derby può tornare ad essere importante anche ai fini della classifica. Stasera si giocherà davvero, per la prima volta, forse, da anni.

L'Inter arriva con i favori del pronostico sia per l'incoraggiante partenza in campionato (due vittorie, anche se di misura), sia per la campagna acquisti, che ha rinforzato la rosa in tutti i reparti. Roberto Mancini è stato accontentato in tutto e per tutto dalla dirigenza e stasera potrà mettere in campo gli undici che aveva richiesto ad inizio mercato, fatta eccezione (forse) solo per João Miranda. L'ambiente è carico di fiducia e i tifosi promettono di creare un'atmosfera degna dei migliori derby; gli uomini più attesi sono: Stevan Jovetic, la cui stella brilla sempre di più nel cielo nerazzurro, Ivan Perišic, che finalmente debutterà con la nuova maglia, e Mauro Icardi, il nuovo capitano e volto di un'Inter che ha voglia di riscatto dopo troppe stagioni passate nell'ombra. La partita sarà molto speciale anche per Geoffrey Kondogbia, che è stato protagonista di un entusiasmante derby di mercato vinto poi dai nerazzurri. L'Inter non può sbagliare per poter restare in vetta alla classifica e continuare a coltivare, in segreto ma non troppo, i suoi sogni di gloria.

Il Milan arriva con pari pressioni, ma con tre punti in meno. Certo, il calendario è stato più difficile, ma altri scivoloni non saranno accettati; i quasi 100 milioni investiti sul mercato sono un onere per gli uomini che scenderanno in campo, ma anche, e soprattutto per Siniša Mihajlovic, che queste partite le ha sempre vissute dall'altra sponda del Naviglio. L'allenatore serbo ha grande pressione addosso, e non vuole fallire lo scontro con il suo grande amico Roberto Mancini. Grande attesa vi è anche per il nuovissimo tandem offensivo, composto da Carlos Bacca e Luiz Adriano: i due hanno impressionato per intesa e concretezza nelle prime uscite, ma ora sono chiamati a trascinare nella partita più importante dell'anno. Ultimo ma non in ordine d'importanza Mario Balotelli, impossibile non fare riferimento al ragazzo che è stato autore dell'assist decisivo nell'ultimo derby vinto dai rossoneri. MB45 non partirà titolare, ma è certo che quando scenderà in campo l'atmosfera si scalderà molto, pochi, infatti, infiammano le folle (sia in positivo che in negativo) come lui.

Finalmente si può tornare a parlare di trepidante attesa in queste ore che ci separano dalla partita. I bar sport, in giro per l'Italia, brulicano di intenditori o sedicenti tali che già discutono e analizzano le possibili scelte dei tecnici; i tifosi, così come gli allenatori, fanno pretattica e si nascondono dal peso di un pronostico favorevole; le sedie e le poltrone sono già tutte prenotate per questa sera, perché alle 20.45 c'è la partita, e stavolta tutti lo sanno. Tutti aspettano. Milano è divisa, l'Italia è divisa, il mondo è diviso… Come nei derby di una volta.

Articolo scritto da Andrea Robertazzi

[Immagine presa da passioneinter.com]