Handanović non è un punto di forza di questa Inter

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Quasi al termine del girone di andata della Serie A 2018-2019 l’Inter si trova al terzo posto in classifica con trentatré punti realizzati, a -8 dal Napoli secondo e a +5 dalla Lazio quarta. La difesa dei nerazzurri è la seconda migliore del campionato (insieme a quella napoletana) con quattordici reti subite grazie anche a Handanović o malgrado la presenza del portiere sloveno?

Uno dei dibattiti a cui si assiste più spesso nella rete è senza dubbio quello che riguarda Samir Handanović, ritenuto da molti tifosi dell’Inter un vero e proprio punto debole, ma praticamente sempre immune da critiche da parte degli addetti ai lavori. Non più tardi dello scorso sabato, lo sloveno ha nuovamente dimostrato i soliti limiti evidenti in molte situazioni di gioco, che hanno anche pregiudicato il risultato finale con i nerazzurri che sono stati bloccati sull’1-1 dal Chievo. Non è la prima volta in stagione e già dal 2016-2017 le prestazioni dell’estremo difensore ex Udinese sono sembrate in netto calo con errori sempre più evidenti, anche a causa di un lento declino fisico (ha compiuto 34 anni lo scorso mese di luglio) che non gli permette quasi più di rimediare ad alcune sue evidenti mancanze.

Il primo mito da sfatare è quello che presenta Handanović come un para-rigori di altissimo livello. Se questa definizione era giusta anni fa ormai il portiere sloveno è addirittura sotto la media: nel 2015-2016 sette rigori calciati contro di lui e sei reti, la stagione successiva sempre su sette rigori calciati ne ha intercettati due (in entrambe le occasioni l’Inter uscirà poi sconfitta dal campo), nella passata annata è stato bucato due volte su due, mentre quest’anno ha subito due reti (Berardi e Kolarov) ed è stato salvato dal tiro a lato di Antenucci contro la SPAL. Si evince, quindi, come l’estremo difensore non pari un rigore dal 22 aprile 2017 e che sugli ultimi diciannove rigori subiti ne abbia presi soltanto tre (media del 16%, ad esempio nello scorso campionato i portieri non hanno subito gol nel 25% dei casi).

Sabato si è nuovamente palesato il limite incredibile che ha sulle uscite con il gol subito di Pellissier che dimostra una capacità insufficiente per leggere anche le situazioni più elementari. Nella prima immagine si vede Handanović alla fine dell’inquadratura in posizione corretta per accorciare proprio in caso di spizzata, ma inspiegabilmente nella seconda si vede l’estremo difensore addirittura leggermente più indietro rispetto alla prima, a cui si aggiunge anche un’esitazione successiva che permette all’attaccante gialloblù di anticiparlo.

Completamente a sinistra si vede Handanović all’altezza del dischetto di rigore nella posizione giusta per intervenire in uscita
Incredibilmente dopo la spizzata di Stępiński lo vediamo ancora a livello del dischetto ed in corsa, chiaro segnale che si è spostato senza alcun motivo verso la propria porta

Difficoltà nelle uscite che ovviamente si sono manifestate anche in altre situazioni, come l’incredibile errore di lettura sulla rete di Belotti contro il Torino; il restare inchiodato sulla linea di porta con cross che spiovono molto all’interno dell’area piccola come sul gol di Higuaín contro la Juventus l’anno scorso, o sulla rete di Falcinelli contro il Sassuolo, o anche nel derby contro il Milan di questa stagione negli assalti finali rossoneri.

Punizione laterale della Juventus, il pallone cade poco meno di un metro all’interno dell’area piccola e Handanović è fermo sulla linea
Cross dalla fascia destra del Sassuolo che finisce a non più di un metro dalla linea di porta e Handanović è in ritardo e fermo sulla linea
Campanile calciato da Suso su una punizione da centrocampo dopo il vantaggio di Icardi. La traiettoria del pallone, dopo aver percorso circa cinquanta metri in aria senza troppa forza, finisce meno di un metro oltre l’area piccola e Handanović è fermo sulla linea

A ciò si aggiunge ormai l’abitudine di non tentare neanche la parata, anche su conclusioni dalla media-lunga distanza. Se i gol di Dimarco e Rosario sono imprendibili quello di Ünder lascia maggiori dubbi. La conclusione viene scoccata da circa ventisette metri e, osservando il piazzamento del portiere nerazzurro, si nota come alla sua sinistra ci siano circa due metri e mezzo da coprire con il pallone che gli passa alla distanza di due metri: praticamente gli sarebbe bastato lasciarsi cadere senza spinta ed allungare le braccia per deviarlo.

Si vede come Handanović sia nella posizione corretta per coprire senza troppe difficoltà un tiro sul primo palo
Il pallone non finisce neanche a fil di palo ma poco meno di mezzo metro più interno

Da notare anche le incredibili difficoltà palesate nelle respinte, in cui il primo tempo contro la Roma è l’esempio perfetto, dove viene salvato soltanto grazie ad un’attenzione fuori dal normale posta da Škriniar di fronte a lui.

Florenzi calcia dal limite dell’area e Handanović respinge, mandando il pallone verso il centro dell’area piccola dove per fortuna Škriniar riesce ad anticipare tutti
Zaniolo calcia da poco oltre i venti metri, la conclusione è praticamente centrale e Handanović respinge di nuovo in mezzo all’area di rigore, dove arriva di nuovo Škriniar per evitare un facile tap-in

Il cambiamento più evidente di Handanović nell’ultima estate è stato sicuramente il grande lavoro compiuto nel giocare palla sul corto anche in situazioni di grande pressing avversario. E, senza minima ombra di dubbio, la crescita è stata incredibile, con tutta la squadra in grado di superare la pressione avversaria per aprirsi gli spazi nell’attaccare. Il portiere nerazzurro è diventato un vero punto di riferimento, giocando anche il pallone con coraggio e compiendo scelte che spesso tagliano fuori la prima pressione degli attaccanti. Il problema di questa situazione arriva, però, quando lo sloveno decide abbastanza inspiegabilmente di non farlo più in certe fasi delle partite, specialmente nei secondi tempi quando la squadra è in vantaggio. Senza cambiamenti nel pressing degli avversari, l’estremo difensore inizia a rilanciare in avanti, mettendo in crisi tutta la formazione. Questo perché Icardi non ha le qualità fisiche per combattere con efficacia sulle pallate lunghe da dietro e Perišić non riesce a farlo con continuità. Inoltre, il portiere sloveno difetta in precisione, finendo spesso per rinviare su João Mário, Borja Valero o addirittura Politano. Il primo effetto di questa decisione è che la squadra finisce per allungarsi e dover rincorrere avanti ed indietro, finendo per perdere lucidità e far guadagnare campo agli avversari. E non si tratta di un caso isolato. Ad esempio contro la Lazio, probabilmente la migliore prestazione dei nerazzurri fin qui, con un primo tempo in cui su cinque rinvii dal fondo quattro sono stati giocati corti, mentre l’unico momento di difficoltà arriva a metà ripresa quando lo sloveno calcia lungo per tre volte consecutive e la squadra si allunga. Da notare come sui quattro rinvii totali lunghi fatti ben tre si traducano in palle perse e solo uno venga conquistato da Perišić. Situazione esasperata contro il Chievo, quando nella prima frazione sullo 0-0 Handanović inizia sempre l’azione da dietro in ogni situazione di pressione, mentre nella ripresa su tredici costruzioni dal basso rinvia lungo in nove occasioni (di cui soltanto tre andranno a buon fine), costringendo i centrocampisti e gli esterni a correre avanti ed indietro senza soluzione di continuità.

Il rinvio viene inspiegabilmente diretto verso Politano che perderà il duello aereo
Poco dopo stavolta il rinvio finisce su João Mário che viene sovrastato da Hetemaj
Handanović rinvia di nuovo verso Politano che viene, ovviamente, di nuovo sovrastato

Senza dubbio Handanović ha dimostrato di avere ancora degli sprazzi da grande portiere (le parate su Malen e Pellissier ed il primo tempo contro l’Atalanta), ma se si pensa che questi sprazzi hanno portato punti alla squadra soltanto contro il PSV Eindhoven si può ben comprendere come il suo avvio di stagione sia decisamente più vicino al negativo che al positivo e che spesso le sue incertezze non sono risultate letali all’Inter soltanto grazie ai salvataggi ed alle prestazioni dei difensori davanti a lui.

[Immagini prese da twitter.com e youtube.com]