Martín Palermo Argentina-Peru

Domani notte (all’1.30 di venerdì ora italiana) si giocherà Argentina-Perù, partita della penultima giornata del girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Per uno strano scherzo del calendario le due nazionali si ritrovano contro a otto anni di distanza da una delle notti più incredibili della storia recente di calcio sudamericano, e la situazione è molto simile.

L’Argentina trema, il Perù rischia di fare lo scherzetto. A due giornate dal termine delle qualificazioni sudamericane ai Mondiali le due nazionali sono appaiate al quarto posto con ventiquattro punti, ma domani notte si giocherà lo scontro diretto alla Bombonera. Chi perde ha un piede e mezzo fuori da Russia 2018, e anche il pareggio potrebbe non bastare visto che il Cile è un punto dietro e il Paraguay è a -3, per un finale al cardiopalma.

Per arrivare alla sfida più intrigante del turno è però necessario fare un passo indietro e tornare a otto anni fa, per la precisione alla notte italiana fra il 10 e l’11 ottobre 2009. Anche lì è la penultima giornata, anche lì si gioca Argentina-Perù, anche lì la Selección è in piena crisi al quinto posto col rischio di stare fuori dalla rassegna continentale (andrebbe ai play-off). In panchina c’è Diego Armando Maradona, ma le cose non stanno andando per niente bene: quattro sconfitte nelle precedenti cinque partite, con un umiliante 6-1 in Bolivia, hanno rimesso in discussione una qualificazione che pochi mesi prima sembrava scontata. L’occasione si presenta quando al Monumental si presenta il Perù, ultimo a dieci punti e già fuori dai giochi: sembra la classica partita dall’esito scontato anche per quanto riguarda le motivazioni, ma non sarà certo così.

È la notte del grande debutto di Gonzalo Higuaín e il Pipita non tradisce: dopo un primo tempo in cui l’Argentina gioca meglio ma senza sfondare l’attaccante all’epoca al Real Madrid apre le marcature al 48′ con un diagonale di destro su assist di Pablo Aimar. È un gol liberatorio, che leva la paura visto che al primo minuto della ripresa Juan Manuel Vargas (l’ex Fiorentina) aveva colpito la traversa, ma è solo l’inizio di una ripresa indimenticabile. La Selección continua a mostrare tutti i suoi problemi, gioca con paura e non chiude la partita, tenendo in corsa i peruviani che non hanno nulla da perdere. Nel frattempo su Buenos Aires si scatena un impressionante nubifragio, tanto che in TV il pallone si vede poco e niente: ciò che si intravede, però, è quanto succede al 90′, quando la difesa argentina non riesce a liberare e su un cross Hernán Rengifo, incredibilmente lasciato solo dal limite dell’area, incorna di testa dal limite dell’area piccola. 1-1 a quindici secondi dall’inizio del recupero, che è di appena due minuti.

In questa partita ha segnato Higuaín, c’è in campo Lionel Messi, c’è Maradona in panchina ma l’uomo della provvidenza è un altro. Si tratta di Martín Palermo, storico goleador del Boca Juniors che però in nazionale non ha mai avuto fortuna, anche perché nel 1999 ha sbagliato tre rigori nella stessa partita, persa 0-3 contro la Colombia in Copa América. Maradona l’ha richiamato dopo anni e lui ha già giocato qualche scampolo di partita, ma al Monumental (stadio del River Plate, lui che è uno dei massimi idoli degli acerrimi rivali del Boca Juniors) lo manda in campo dopo l’intervallo al posto di Enzo Pérez. Dopo il pareggio peruviano al 90′ l’Argentina è distrutta e di fatto con mezzo piede fuori dai Mondiali (al quinto posto alla pari con l’Ecuador, in contemporanea battuto 1-2 dall’Uruguay che diventerebbe quarto), ma sull’ultima azione c’è un calcio d’angolo: lo batte Federico Insúa e viene respinto corto, raccoglie Ángel Di María che crossa nuovamente in mezzo, ancora il Pocho si ritrova il pallone e calcia verso la porta, che dopo una serie di deviazioni viene toccata da due passi in rete proprio da Palermo.

È uno dei gol più festeggiati nella storia recente del popolo argentino e non solo. Maradona si tuffa sul terreno di gioco ormai ridotto più o meno a una piscina mentre tutti i compagni vanno a festeggiare il Loco e sugli spalti si assiste a scene di reale delirio collettivo. Finita? Manco per sogno, perché quando la TV sta ancora mostrando il replay del gol il Perù tira in porta sul calcio d’inizio e Sergio Romero deve alzare sulla traversa (molti manco se ne accorgono), ma il corner successivo non dà l’esito sperato. L’Argentina ottiene tre punti vitali e tre giorni dopo, vincendo 0-1 in Uruguay con gol di Mario Bolatti (pochi mesi dopo finito alla Fiorentina), si qualifica direttamente per Sudafrica 2010. Domani rischia di essere una notte molto simile (le premesse sono praticamente identiche, con la differenza che stavolta il Perù si gioca qualcosa), vale la pena stare svegli e seguirla in diretta perché potrebbero essere altri novanta minuti memorabili.

[Immagine presa da losandes.com.ar]