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Marco Fassone Milan

L’amministratore delegato del Milan Marco Fassone risponde alle accuse del presidente della Roma James Pallotta, che alla radio americana Sirius XM aveva criticato la gestione finanziaria del club rossonero.

Queste le parole di James Pallotta che il Milan, attraverso un video pubblicato sul proprio profilo Facebook, contesta: «Non ho idea di quello che stia succedendo, non ha senso. Non hanno i soldi in primo luogo per comprare la squadra, visto che hanno preso trecento milioni in prestito da persone che conosco a Londra, tra l’altro con un interesse piuttosto alto. Stanno spendendo, o almeno facendo importanti anticipi, per i giocatori e pagheranno le conseguenze a un certo punto. Dicono che è fatto per qualificarsi alla Champions League, ma non sarà abbastanza. Quando gli stipendi saranno uguali ai ricavi non so che diavolo succederà. Sono gli unici in Serie A che stanno perdendo la testa, forse loro hanno un grande piano che un giorno scopriremo, ma il resto delle squadre sono in qualche modo più razionali. Se potete spiegarmi il Milan in questo momento perché io non lo capisco».

Di seguito la risposta di Marco Fassone: «Sono sbalordito da queste dichiarazioni, primo per lo stile e il fatto che è veramente inusuale che un club attacchi in modo così diretto una consorella, secondo per le imprecisioni contenute in queste dichiarazioni. Sentir dire che la proprietà del Milan non ha i soldi per comprare il club, quando tutti sappiamo che qualunque operazione di questa entità viene fatta abitualmente con la leva finanziaria. Ormai tutti sanno che la parte relativa al fondo Elliott è di centottanta milioni, su un valore del club di settecentoquaranta milioni. Io non so a cosa si riferisca quando dice che pagheranno le conseguenze, tutti sanno che abbiamo messo un bond pari a cinquanta milioni di euro totalmente destinato alla campagna di quest’estate, siamo ampiamente al di sotto del consumo di questo bond e ci sono dei piani pluriennali presentati anche all’UEFA. Se sono minacce francamente le respingo al mittente. Non so come lui possa pensare che gli stipendi del Milan un domani possano essere uguali ai ricavi, la soglia è tra il 50% e il 60% dei ricavi della società quest’anno, siamo partiti da una soglia molto bassa perché nella gestione precedente gli stipendi erano al di sotto di un’asticella ampiamente competitiva. Il livello di indebitamento del club di centoventi milioni rispetto al fatturato è straordinariamente migliore della Roma, il bilancio è pubblico e chiunque può andare a vederlo. Mi preoccupa di più quando qualcuno fa un’accusa di perdere la testa, ogni investimento che viene fatto è calcolato e basato sul fatto che si pensa di ripagarlo con i ricavi aggiuntivi che farà. I giocatori che abbiamo acquisito finora danno un valore alla società, gli asset sono prevalentemente i giocatori, pensiamo che ci diano risultati sul campo nel breve e anche economici. Il Milan va avanti, quando lui vorrà sono a sua disposizione per confrontarmi sui bilanci miei e quelli della Roma, le critiche fatte in questo modo un po’ di fastidio me lo danno».

[Immagine presa da pianetamilan.it]