AIC all’attacco: preoccupazione per una norma dopo il Consiglio Federale

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L’AIC protesta per le decisioni di ieri del Consiglio Federale (vedi articolo). Il vicepresidente Umberto Calcagno spiega come i calciatori siano preoccupati per una norma che potrebbe portare le società a non pagare gli stipendi. Di seguito le sue parole all’ANSA.

L’AIC ha un timore a seguito del Consiglio Federale. Una norma definita ieri prevede la possibilità di pagare solo gli stipendi netti di maggio per iscriversi ai prossimi campionati (su quelli successivi il controllo sarà a metà ottobre), per cui molte società potrebbero lasciare senza ingaggio i propri calciatori. Questo il commento del vicepresidente Umberto Calcagno: «Siamo sorpresi e fortemente delusi dalle nuove norme per le iscrizioni. Consentono ai club, dalla Serie A alla Serie C, di pagare un solo mese di stipendio, e per di più al netto, di qui alla fine del campionato. Un comportamento assurdo e una norma irricevibile che non abbiamo votato né noi, né gli allenatori. Valuteremo con i calciatori, ma per la Serie B e la Serie C siamo seriamente preoccupati: questa è la volta che qualcuno protesta davvero. Il combinato delle agevolazioni dello Stato degli eventuali contenziosi e dei controlli ritardati comporterebbe in sostanza questo: che i giocatori si sono allenati a marzo, hanno fatto il lockdown a casa seguendo i programmi dei preparatori, tornano ad allenarsi, giocano fino al 20 agosto, e il rischio concreto è che in cinque mesi e mezzo prendano solo uno stipendio».

[Fonte: ansa.it]