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Torino, Abate: “Voglio un Toro coraggioso e riconoscibile”
Ignazio Abate si presenta da nuovo allenatore del Torino: identità, coraggio e valorizzazione dei giovani al centro del progetto granata. “Voglio una squadra riconoscibile e orgogliosa”.
DATE RITIRI E AMICHEVOLI SERIE A 26/27
È ufficialmente iniziata l’era di Ignazio Abate sulla panchina del Torino. Il nuovo tecnico granata è stato presentato allo stadio Olimpico Grande Torino, affiancato dal direttore sportivo Gianluca Petrachi. Come riportato da TuttoMercatoWeb, la conferenza è stata l’occasione per illustrare idee, filosofia di gioco e obiettivi di una squadra che punta a costruire una nuova identità.
Ad aprire l’incontro è stato Petrachi, che ha spiegato la scelta del nuovo allenatore: “Il presidente ha delegato me per presentare Abate. Ringrazio innanzitutto D’Aversa, è doveroso perché ha fatto un lavoro incredibile. Tutto sommato avrebbe meritato la conferma, ma c’era il mio desiderio di cambiamento: volevo fare un calcio diverso, più come piace a me, cercando di lavorare sui giovani e portando freschezza. Abate ha dimostrato di avere idee e capacità importanti. Condivido in pieno le sue idee, il passaggio è stato obbligato per andare in una direzione. Conoscete il suo percorso, è partito dai giovani. Non ha mai fatto la Serie A, ma sono convinto che possa ritagliarsi uno spazio importante”.
Il ritorno a Torino
Abate ha raccontato l’emozione di tornare in una città che conosce bene.
“Indossai questa maglia e percepii i valori, respiri la storia. Tornarci dopo tanti anni… è cambiato molto dal punto di vista organizzativo, ho trovato una società e un centro sportivo bello: sarà un piacere starci dentro. Qui avverti il peso della maglia, sento la responsabilità che cerco di rispettare nel quotidiano”.
Parole che testimoniano il forte senso di appartenenza che il tecnico vuole trasmettere al gruppo.
Un Torino propositivo e coraggioso
L’identità tattica è già ben definita. Abate vuole una squadra aggressiva, moderna e capace di comandare il gioco.
“Un Toro riconoscibile, vogliamo creare una grande identità. Voglio un calcio propositivo, per dominare il gioco e aggressivo. Non sono un talebano dei moduli, voglio un Toro coraggioso”.
Il tecnico ha poi spiegato che l’obiettivo è partire da una costruzione con difesa a tre, senza però fossilizzarsi sui sistemi di gioco.
“Non parliamo di numeri. Vogliamo impostare a tre, poi cercheremo soluzioni: le squadre statiche sono prevedibili”.
Mercato e priorità
Abate ha preferito non entrare troppo nel merito delle trattative, ribadendo piena fiducia nel lavoro della dirigenza.
“Siamo consapevoli che ci siano priorità, ma conosciamo le dinamiche del mercato: sarebbe sbagliato prendere tanto per prendere, serve gente funzionale. Ho massima fiducia in Petrachi, allestirà una squadra per il motivo per cui mi ha scelto: creare una squadra propositiva”.
L’obiettivo è arrivare a completare l’organico senza fretta, privilegiando profili adatti alle idee del nuovo allenatore.
Zapata capitano, fiducia a Casadei e Vlasic
Tra i singoli, Abate ha confermato la centralità di Duván Zapata.
“Credo di sì, non vengo qui a stravolgere le gerarchie. È un giocatore importante, ha rinnovato e mi aspetto tanto da lui”.
Parole importanti anche per Cesare Casadei.
“Mi aspetto tanto da tutti. È forte di testa e negli inserimenti, poi deve migliorare nella lettura del gioco e tecnicamente. Ma è un giocatore di livello”.
Su Nikola Vlasic il giudizio è altrettanto positivo.
“Vlasic ha caricato anche me… È un giocatore importante, dovremo trovarlo nelle zone di campo dove possa determinare. È bravo a rifinire, è un punto di riferimento”.
I giovani al centro del progetto
Uno dei punti cardine della gestione Abate sarà la valorizzazione dei giovani.
“I giovani non vanno caricati di responsabilità. Bisogna dargli fiducia, poi loro devono capire cosa serve per giocare a calcio”.
Il tecnico ha inoltre confermato che durante il ritiro osserverà con attenzione diversi ragazzi provenienti dal settore giovanile.
Il rapporto con i tifosi
Abate ha insistito molto sul legame con l’ambiente granata, promettendo una squadra che lotti sempre.
“Non faccio slogan, non vendo fumo: l’impegno è che, nelle vittorie e nelle sconfitte, la squadra metta sempre orgoglio. Dirò a questi ragazzi cosa significa indossare questa maglia, bisogna indossarla con sorriso e rispetto”.
Ha poi annunciato una novità apprezzata dai sostenitori: almeno un allenamento settimanale al Filadelfia sarà aperto al pubblico.
Nessuna paura della pressione
In chiusura il tecnico ha parlato delle responsabilità che lo attendono.
“A me non spaventa nulla. Mi sono sempre conquistato tutto. Non vengo qui per fare curriculum, voglio fare bene e ci metterò il cuore. Se siamo uniti, tutti insieme, arriveremo a qualcosa di bello. Togliamoci ogni alibi e cerchiamo soluzioni”.
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