Lippi dalla Cina: Jovetic? Magari a gennaio…

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Anche Marcello Lippi torna a parlare di calcio italiano, in particolare della Juventus, ultima squadra italiana di club allenata, prima di diventare campione del Mondo con la nazionale azzurra nella notte del 9 luglio 2006, passando per le sue dimissioni, il suo ritorno, la figuraccia ai Mondiali in Sudafrica, fino alla panchina del Guangzhou, lontano dall’Europa, in Cina.

 
Ecco le sue parole, nell’intervista rilasciata oggi a GR: “La Juventus mi piace, è tornata ad avere quella ferocia e quella determinazione che insieme al gioco la rendono forte. Conte è stato molto bravo, hanno aggiunto giocatori importanti per affrontare la Champions. Penso sia importante tornare in Champions dopo aver vinto il campionato e non da secondi o terzi nel proprio campionato, serve all’autostima. Vedo tanta voglia di far bene in tutto l’ambiente e penso che puntino a vincere anche la Champions. Se la Juve quest’anno non dovesse raggiungere certi obiettivi non sarà per l’handicap di non avere Conte in panchina. Carrera sa perfettamente i pensieri e le idee di Conte e li trasmette ai giocatori. A me è capitato per squalifica di vedere la partita in tribuna, si davano disposizioni, si preparava la partita e non era un problema anche se un anno intero è tutt’altra cosa. Ormai però si è creato un rapporto importante tra tecnico e vice e non ritengo che alla fine questo possa essere un problema vero”.
Ha concluso dicendo la sua anche per quanto riguarda il mercato juventino, in particolare sul mancato acquisto del cosiddetto top player di cui si è tanto parlato in questa estate appena trascorsa, etichettando Jovetic come il giocatore adatto allo stile di gioco dei bianconeri, ma comunque non indispensabile per la stagione in corso: “Jovetic era un grande giocatore, c’era il fascino della conoscenza con il connazionale Vucinic ma anche senza di lui per me la Juve può puntare in alto e poi non è detto che un top-player non lo prendano a gennaio”.

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