Serie A: 11^ Giornata. Risultati e classifica

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Cade l’imbattibilità della Juve che perde lo scontro contro l’Inter, stecca ancora il Napoli. Rinascono Milan e Roma mentre crolla la Lazio. Notte fonda a Genova. Ecco le partite valide per l’11^ giornata di Serie A.

 

Milan-Chievo 5-1: 16’ Emanuelson, 18’ Pellissier (C), 36’ Montolivo, 41’ Bojan, 75’ El Shaarawy, 93’ Pazzini. Nell’anticipo si rivede una prestazione da parte dei rossoneri degni del Milan. I rossoneri ripartono con lo stesso modulo visto nel secondo tempo contro il Palermo e mostra che forse questo è il metodo di gioco più adatto. Passano in vantaggio i rossoneri dopo circa un quarto d’ora con un tiro mancino di Emanuelson sporcato che si infila nell’angolino basso alla destra di Sorrentino. Il vantaggio dura poco però: due minuti dopo su un calcio d’angolo Pellissier salta in anticipo sul primo palo e realizza il gol del pari. Il Milan si scuote e decide di chiudere il match nel primo tempo e lo fa prima con Montolivo (tiro a rasoterra dal limite nello stesso angolino di Emanuelson) poi con Bojan che con il suo primo gol in rossonero sigilla il punteggio finale del primo tempo: 3-1. Nella ripresa il Milan controlla la partita e nel finale dilaga con El Shaaraway, ancora uno dei migliori, e con Pazzini che in pieno recupero fissa il punteggio finale: 5-1. Per questo Milan la risalita sarà sicuramente meno complicata. Difficile poter giudicare il Chievo, ma sicuramente Corini ha dato la scossa necessaria ridando vita ad una squadra che sembrava morta, o quasi.

Juventus-Inter 1-3: 1’ Vidal (J), 58’ rig. e 75’ Milito, 89’Palacio. Cade l’imbattibilità della Juve dopo 49 partite perdendo allo Juventus Stadium (dove i bianconeri non avevano mai perso) il big match contro l’Inter. L’inizio è di quelli shock: passano 18 secondi e la Juventus è già avanti con Vidal, il gol però è viziato da una netta posizione di fuorigioco di Asamoah. L’Inter protesta ma il gol è convalidato. La Juve cerca nel primo quarto d’ora di dare il colpo del K.O., specialmente con Marchisio, ma un ottimo Handanovic e un Inter ben messa in campo respingono gli attacchi. Prima della fine del tempo c’è ancora spazio per le proteste per la mancata espulsione a Lichtsteiner per doppio giallo (verrà sostituito poco dopo con Caceres),ma il primo tempo finisce 1-0 tra vecchi veleni. Il secondo tempo è quello che però non ti aspetti: i tre attaccanti dell’Inter impediscono alla Juve di costruire gioco, la squadra di Stramaccioni sta meglio fisicamente e aggredisce ogni pallone e al minuto 58 l’episodio che cambia l’inerzia del match. Punizione da posizione invitante per l’Inter, batte Cassano per Cambiasso che di tacco serve Milito: Marchisio lo trattiene in modo evidente ed è calcio di rigore. Il numero 22 nerazzurro è freddo e batte Buffon. Al minuto 75 poi avviene il meritato sorpasso. Guarin, decisivo dal suo ingresso in campo, ruba palla nella metà campo avversaria e si lancia in contropiede facendo partire un destro terrificante che Buffon respinge benissimo, ma Milito è il più rapido sulla ribattuta e sigla l’1-2. Nel finale la Juventus non riesce a rendersi pericolosa nemmeno con tre attaccanti, è anzi l’Inter a colpire in contropiede con Palacio per l’1-3 finale. Il campionato si riapre con questo risultato mostrando come la Juve non sia più la macchina da guerra imbattibile dello scorso anno e come l’Inter entri prepotentemente di diritto tra le contendenti per la vittoria finale.

Pescara-Parma 2-0: 48’ Abbruscato, 93’ Weiss. Torna alla vittoria il Pescara salvando la panchina di Stroppa. Gli abruzzesi vincono una partita giocata più con i nervi che con il bel gioco. Il risultato si sblocca nella ripresa dopo che nel primo tempo il Parma ha tenuto le redini del match trovando sulla sua strada un buon Perin (che si supererà nella ripresa). Dopo soli 3 minuti del secondo tempo ci pensa Abbruscato a trovare il gol, come un fulmine a ciel sereno: il suo piatto mancino si infila alla destra di Mirante, dove l’estremo difensore parmense non ci può arrivare. Da questo momento il match assume una fisionomia ben definita: il Parma in attacco e il Pescara che ci prova in contropiede favorito anche dall’ingresso di Weiss. La squadra di Donadoni va più volte vicina al pari, soprattutto con Lucarelli poco dopo il gol dei padroni di casa ma Perin dimostra di essere un ottimo portiere già ora e non solo in prospettiva futura salvando i suoi in ogni occasione. A tempo praticamente scaduto il contropiede di Weiss sigilla il risultato sul 2-0. Ossigeno per gli abruzzesi che si staccano dalla zona calda della retrocessione mentre per il Parma una battuta d’arresto che non cancella quanto di buono mostrato fino ad ora.

Bologna-Udinese 1-1: 46’ Diamanti (B), 73’ Di Natale. Finisce in parità l’incontro al Dall’Ara. Dopo un primo tempo certamente non memorabile dove regna la noia e la paura delle due squadre di subire gol nella ripresa si sveglia il match. Passa solo un minuto e il capitano dei padroni di casa porta in vantaggio i suoi: Taider allarga sulla sinistra per Gabbiadini che crossa a rasoterra per l’accorrente Diamanti che realizza il gol del vantaggio. La rete dà coraggio e forza ai rossoblù che guidati dal loro capitano Diamanti cercano di chiudere il match, ma come spesso capita nel calcio, sono invece gli ospiti a trovare il gol. Lasciato solo al limite dell’area, errore clamoroso della difesa di Pioli, Di Natale al minuto 73’ insacca nell’angolino in basso alla destra di Agliardi. Il gol subito mette paura al Bologna che non riesce più a ripartire e rischia di subire il gol dello svantaggio, ma finisce 1-1, un pari che per i padroni di casa serve a poco.

Catania-Lazio 4-0: 8’ e 28’ Gomez, 25’ rig. Lodi, 69’ Barrientos. Crolla la Lazio ed entra ufficialmente in crisi. Mai in partita la squadra di Petkovic subisce il gioco e la velocità degli uomini di Maran. Passano solo 8’ minuti e Gomez porta in vantaggio i suoi con un sinistro sotto l’incrocio (Bizzarri tutt’altro che esente da colpe). La Lazio non riesce a reagire e un’ingenuità di Dias concede il rigore al Catania che Lodi realizza spiazzando Bizzarri. È il colpo del K.O., gli uomini di Petkovic appaiono sulle gambe e smarriti e tre minuti dopo ancora il Papu Gomez segna la sua doppietta personale e porta il risultato sul 3-0. Nella ripresa la Lazio cerca una reazione più con i nervi che con la manovra e finisce per subire il poker da Barrientos che su assist di uno scatenato Gomez insacca il facile 4-0. La partita finisce qui e si trascina fino al 90’. Male la Lazio, ora tocca a Petkovic trovare la chiave di volta per la sua squadra che si è vista scavalcare in classifica dalla Fiorentina (e domenica c’è il derby). Il Catania continua ad incantare al Massimino e la zona per sognare l’Europa è ora più vicina.

Fiorentina-Cagliari 4-1: 14’ Rodriguez, 42’ Casarini (C), 50’ Jovetic, 54’ Toni, 84’ Cuadrado. Primo tempo equilibrato, nella ripresa invece la Fiorentina dilaga e batte il Cagliari confermando di essere la rivelazione di questo campionato. Sblocca il risultato la Fiorentina con Rodriguez su calcio d’angolo. La Fiorentina fa il suo possesso palla e il Cagliari prova a colpire con le sue ripartenze e al 42’ trova il pareggio con Casarini con un tiro deviato. Prima però la terna arbitrale annulla la rete per poi tornare su suoi passi in quanto la deviazione è stata di Roncaglia e non di un giocatore cagliaritano. Giusto convalidare il gol. Nella ripresa si sblocca Jovetic che su angolo ritrova il gol e il sorpasso viola. Ma il Cagliari non ci sta e 4 minuti dopo accade l’incredibile: Sau lanciato in contropiedie calcia verso la porta, Tomovic salva sulla riga e sul contropiede che ne segue Toni insacca il gol più facile dei gol su assist di Jovetic. È il 3-1 e nel finale una difesa cagliaritana sbaglia un disimpegno regalando uno splendido gol in pallonetto a Cuadrado per il 4-1 definitivo. La Fiorentina ora può sognare e Montella si dimostra uno dei migliori tecnici del nostro campionato.

Napoli-Torino 1-1: 6’ Cavani, 91’ Sansone (T). Torna Cavani, ritrova il gol ma il Napoli non trova i tre punti complice un ottimo Torino mai domo. La partita però parte benissimo per gli uomini di Mazzarri che dopo soli 6’ minuti passano con il Matador che insacca in rete dopo una brutta respinta di Gillet su un tiro di Hamsik. Sembra il preludio di un pomeriggio trionfale per i partenopei, invece la squadra di Ventura non perde la pazienza e continua a tessere la sua manovra avvolgente andando più volte vicina al pari già nel primo tempo soprattutto con Bianchi. Nella ripresa il copione della gara non cambia nonostante l’ingresso di Insigne e nel finale ha con Hamsik la più ghiotta della occasioni per chiudere l’incontro: lanciato a rete salta Gillet ma conclude sull’esterno della rete. Due minuti più tardi Aronica compie il fattaccio sbagliando un retropassaggio verso De Sanctis e servendo di fatto Sansone che realizza il gol del meritato pareggio granata. Male il Napoli che non riesce ancora a ritrovare il gioco fluido e rapido di inizio anno che lo ha caratterizzato mentre il Torino di Ventura mantiene la sua imbattibilità fuori casa; ora per il Torino bisogna cercare di fare risultato tra le mura amiche.

Sampdoria-Atalanta 1-2: 2’ Bonaventura, 53’ Maresca (S), 76’ De Luca. Continua il periodo nero della Samp di Ferrara che ora rischia il posto, causa la sesta sconfitta consecutiva. L’inizio è dei peggiori per i doriani che dopo due minuti sono già sotto per colpa del gol di Bonaventura e di una disattenzione e poca concentrazione collettiva della difesa (specie di De Silvestri che si fa anticipare all’interno dell’area piccola). Il primo tempo è tutto bergamasco, gli uomini di Colantuono creano gioco e occasioni colpendo un palo con Denis e vedendosi annullato in modo dubbio un gol dello stesso argentino. Finisce 0-1 il primo tempo con una Samp molto evanescente. Nella ripresa entra in campo una Sampdoria diversa, più aggressiva e vogliosa di reagire e trova il pari con un eurogol di Maresca in rovesciata su cui Consigli non può fare nulla. I padroni di casa ora ci credono e si riversano in avanti, forse troppo perché in contropiede subiscono il nuovo svantaggio con De Luca su assist di un ottimo Denis. Ferrara getta nella mischia Icardi che sfiora il pareggio ma Stendardo salva sulla riga e per la Samp è notte fonda. Bene l’Atalanta che conferma quanto di buono visto nelle ultime giornata mentre per Ferrara serve una svolta, sei sconfitte consecutive sono tante, decisamente troppe e la prossima giornata c’è una sfida delicatissima contro il Palermo.

Siena-Genoa 1-0: 54’ Paci. Ritrova la vittoria il Siena e riaccende le speranze di una salvezza che a inizio anno pareva impossibile. Il primo tempo è vivace con un Siena che controlla il gioco mentre il Genoa prova a sfruttare la velocità di Immobile per le sue ripartenze. Primo tempo vivace sì, ma senza vere conclusioni pericolosi con i due portieri praticamente inoperosi. Nella ripresa con il passare di minuti cresce la paura di perdere e di subire il gol. Gol che però arrivare su palla inattiva, con un colpo di testa di Paci. Il Genoa non riesce a reagire e la paura di subire un’altra sconfitta rende i giocatori nervosi, mentre il Siena cerca di raggiungere il più velocemente possibile il novantesimo. Finisce 1-0 per il Siena che sale a quota 6 punti avvicinandosi alla zona salvezza mentre per il Genoa è la quarta sconfitta consecutiva, la terza su tre partite per Del Neri che deve sperare di recuperare il più in fretta i suoi uomini chiave (Vargas e Borriello su tutti) perché altrimenti così si fa molto dura per la sponda rossoblù di Genova.

Roma-Palermo 4-1: 11’ Totti, 31’ Osvaldo, 69’ Lamela, 79’ Destro, 84’ Ilicic (P). Posticipo ricco di gol, come tutte le partite della Roma di Zeman. Ottima prestazione dei giallorossi che dominano per tutta la partita senza mai rischiare. Partono forte i giallorossi che cercano subito di sfondare e ci riescono al minuto 11 con Totti, superlativa la sua prestazioni, che insacca di testa da pochi passi dopo che la sua prima conclusione era stata respinta. Il gol dà morale ai giallorossi che dilagano nel gioco e trovano il raddoppio dopo un clamoroso errore della difesa palermitana: lancio in profondità per Osvaldo, Ujkani e Munoz si scontrano lasciando alla punta azzurra la porta sguarnita e la palla del 2-0. Finisce il primo tempo con il doppio vantaggio giallorosso. Nella ripresa nemmeno l’ingresso di Ilicic riesce a dare una svolta al Palermo, mai praticamente pericoloso con un Miccoli troppo solo là davanti. Al 69’ si chiude il match con il settimo gol di Lamela, che segna da 5 giornate consecutive, che fissa il risultato sul 3-0. Nel finale c’è gloria anche per Destro che realizza il poker giallorosso dopo aver dribblato Ujkani, ma nell’esultare si sfila, non totalmente, la maglietta e si becca il secondo giallo e il conseguente rosso, niente derby per lui. Inutile nel finale il gol di Ilicic, nato probabilmente da un fallo di Miccoli non segnalato. Ottima Roma questa sera, sperando per i tifosi giallorossi che sia la definitiva rinascita dei giallorossi a cui non seguano nuovi clamorosi capitomboli. Palermo invece non pervenuto e troppo brutto e rinunciatario per essere vero; unica nota positiva il ritorno al gol di Ilicic dopo quasi un anno.

Classifica Serie A 11^ giornata:

Juventus 28, Inter 27, Napoli 23, Fiorentina 21, Lazio 19, Roma 17, Catania, Parma e Atalanta (-2) 15, Milan, Udinese e Cagliari 14, Torino (-1) e Pescara  11, Sampdoria (-1) e Chievo 10, Genoa 9, Bologna e Palermo 8, Siena (-6) 6.

Samuele Zaboi

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