Serie A: 10^ Giornata. Risultati e classifica.

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Juve e Inter si preparano alla super sfida della prossima giornata con due vittorie. Il Napoli senza Cavani va ancora K.O. a Bergamo. Crisi Roma. Ecco i risultati della 10^ giornata di Serie A.

 

Palermo-Milan 2-2 (46’ Miccoli (R), 47’ Brienza, 69’ Montolivo, 80’ El Shaarawy): partita da due facce. Nel primo tempo decisamente meglio il Palermo di Gasperini, la ripresa invece è stata segnata forse dal miglior Milan di stagione. La disposizione degli uomini offensivi rosanero (Brienza e Ilicic alle spalle di Miccoli) mette in difficoltà i tre difensori rossoneri che concedono tre palle gol nitide a Miccoli (una su punizione) che però non vengono sfruttate dal numero 10 palermitano. Il meritato vantaggio per i padroni di casa arriva allo scadere del tempo: Miccoli crossa in area e Abate colpisce la palla con la mano: è rigore, Miccoli non sbaglia, 1-0. L’inizio della ripresa è dei peggiori per il Milan che dopo due minuti subiscono il secondo gol: Brienza lasciato troppo libero di agire lascia partire un sinistro dal limite che si infila alla sinistra di Amelia: è 2-0 e notte fonda per i rossoneri. Allegri stravolge la squadra, entrano Bojan e Pazzini e si passa al 4-2-3-1. È la scossa per il Milan che si riversa in avanti e prima accorcia le distanze con Montolivo su assist di Bojan poi trova il pari a 10 dal termine con il solito El Shaarawy. Un Palermo nella ripresa troppo rinunciato lascia 2 punti per strada mentre il Milan visto nel secondo tempo può far ben sperare, senza dimenticare però la confusione che aleggia in casa rossonera: dal modulo, agli uomini ad un Pato che fatica a ritrovarsi.

Atalanta-Napoli 1-0 (19’ Carmona): terza sconfitta consecutiva lontano dal S. Paolo per il Napoli di Mazzarri (considerando anche il match di Europa League). Un’Atalanta che è sembrata essere tornata l’ottima squadra vista la scorsa stagione. Il gol che decide il risultato arriva dopo circa 20 minuti di gioco. Un palla al limite dell’area che Denis controlla e serve a Carmona che al volo batte De Sanctis nell’angolino basso alla sua destra. La squadra di Mazzarri reagisce e più volte va vicina al gol (ancora una volta buona la prestazione di Hamsik) ma senza riuscire a battere Consigli. Il mal di trasferta si fa sempre più sentire come un problema per i partenopei che lontano dal S. Paolo faticano sul gioco e sulla personalità. Pandev sembra soffrire al mancanza accanto a lui di Cavani più di tutti i suoi compagni. Il ritorno del Matador dovrà risvegliare i suoi compagni che con questa sconfitta si sono visti scavalcare al secondo posto dall’Inter e hanno visto la vetta allontanarsi momentaneamente e 6 punti. Bene i ragazzi di Colantuono che ancora una volta mettono in difficoltà e Napoli e strappano 3 punti pesantissimi nella corsa salvezza.

Cagliari-Siena 4-2 (6’ Nenè, 26’ Nenè, 28’ Sau, 42’ Bogdani, 89’ Thiago Ribeiro, 93’ Calaiò): continua il momento positivo del Cagliari che dopo l’esonero di Ficcadenti ha ritrovato gioco e risultati. È sembrato che sia bastato poco per avere ragione di questo Siena, spento e lontano da quello ammirato ad inizio stagione. Dopo 30’ il risultato è già sul 3-0 (Nenè prima di testa poi su punizione e Sau con un colpo sotto)facendo presagire una passeggiata per gli uomini di Pulga. Gli uomini di Cosmi non ci stanno e reagiscono: al minuto 34 hanno una ghiotta occasione con Calaiò che ha l’opportunità di trasformare un calcio di rigore: calcia nell’angolo basso alla sinistra di Agazzi che però intercetta e devia in corner. Il gol che sembra riaprire le speranze arriva a scadere del tempo con Bogdani con un probabile fallo dello stesso attaccante senese ma è 3-1 allo scadere del primo tempo. Nella ripresa il Cagliari amministra il risultato, il Siena fatica a reagire e finisce per  subire il gol del 4-1 allo scadere del tempo con Thiago Riberio. Pochi minuti più tardi Pinilla fallisce il 5-1 facendosi parare un calcio di rigore. Solo per il tabellino la rete di Calaiò a tempo scaduto. Siena che ha bisogno di una scossa per riprendere la rincorsa verso un’insperata salvezza ad inizio stagione. Ottimo Cagliari che sale in zona Europa League dopo questa serie di risultati utili.

Chievo-Pescara 2-0 (75’ Luciano (R), 76’ Stoian): sotto un nubifragio che si è abbattuto su Verona bastano due minuti agli uomini di Corini per avere ragione di un Pescara apparso decisamente sottotono. Durante i 90 minuti la vera notizia è stata “l’invasione di campo” dei cartelloni pubblicitari dovuti al forte vento presente al Bentegodi. Lo spettacolo non è stato di scena a Verona dove il Chievo ha fatto la partita e il Pescara si è limitato a poche ripartenze (complice anche l’inferiorità numerica dopo la mezz’ora del primo tempo) pensando più a difendersi che ad attaccare. Bene i ragazzi di Corini che confermano quanto di positivo visto a Napoli e ottenendo il secondo successo casalingo consecutivo. Male il Pescara e soprattutto Stroppa, ora a rischio esonero come non lo è mai stato fino ad ora.

Inter-Sampdoria 3-2 (20’ Munari,  52’ Milito (R), 68’ Palacio, 81’ Guarin, 94’ Eder): vince di rimonta l’Inter di Stramaccioni e lancia la sfida alla Juve per la sfida scudetto di Sabato. Il primo tempo è segnato dal gol di Munari, rete che gela S. Siro. Una punizione calciata in area dalla trequarti diventa improvvisamente pericolosa per un pasticcio tra Ranocchia e Samuel che non liberano l’area e lasciano la palla nell’area piccola, il più rapido è Munari che insacca alle spalle di Handanovic. Il primo tempo finisce 1-0 per gli uomini di Ferrara nello stupore di tutta la Milano nerazzura. Nella ripresa arriva la scossa dei padroni di casa che con Milito su calcio di rigore (che provocherà il cartellino rosso a Costa) trova il pareggio colpendo il palo interno alla sinistra di Romero. Il sorpasso arriva un quarto d’ora più tardi con un contropiede magistrale condotto prima da Milito (anche un palo per lui), poi da Cassano e infine da Palacio che conclude a rete con un diagonale imprendibile per Romero. A 10’ minuti dal termine il gol della sicurezza di un ritrovato Guarin (azione inizialmente viziata da un fuorigioco di Nagatomo che provocherà le proteste di Ferrara e la sua espulsione). Inutile il gol nel finale di Eder. Continua il periodo negativo della Samp dopo il brillante avvio di campionato e ora si trova a soli due punti dalla zona retrocessione. L’Inter di Stramaccioni arriva come forse meglio non poteva alla sfida scudetto di Sabato candidandosi come la prima rivale dei campioni d’Italia anche se il responso decisivo lo si avrà solo Sabato in tarda serata.

Juventus-Bologna 2-1 (54’ Quagliarella, 71’ Taider, 92’ Pobga): vittoria con il brivido nella notte delle streghe per gli uomini di Alessio. Partita che è sempre stata in mano dei padroni di casa, trascinati da un gigantesco Pogba che ancora una volta ha mostrato di essere lui il vero grande acquisto estivo dei campioni d’Italia. Pericoloso di testa (gol annullato per lui) e di piede (palo clamoroso con un tiro a girare di sinistro), personalità da vendere e capacità di essere decisivo.  Il primo tempo vede un gol annullato per parte, entrambi correttamente e mostra una Juve volenterosa m che non riesce a sbloccare la partita. Per trovare il primo gol del match occorre aspettare la ripresa dove Giaccherini con una sponda di testa serve Quagliarella che da solo in area dall’altezza del dischetto del rigore trafigge Agliardi. Sembra fatta per i campioni d’Italia ma a sorpresa arriva il pari di Taider: conclusione dal limite di destro che si infila là dove Buffon non ci può arrivare. Lo Juventus Stadium è raggelato e il Bologna assapora l’impresa di strappare un punto a Torino. Le partite però, si sa, finiscono al 90’, anzi, al recupero; ed è proprio nel recupero che Pogba di testa su cross di Giovinco trova il gol del vantaggio ricacciando l’Inter a -4 e facendo esplodere di gioia lo Juventus Stadium. Ancora una sconfitta per il Bologna orfana di Diamanti che ora si trova in penultima posizione, una scossa è necessaria per allontanarsi dalla zona retrocessione.

Lazio-Torino 1-1 (10’ Glik, 57’ Mauri): prosegue il momento di flessione della Lazio che dopo la sconfitta di Firenze e il pareggio in Europa League mancano ancora l’appuntamento con la vittoria. La squadra di Petkovic, rimaneggiata causa squalifiche, passa subito in svantaggio dopo appena 10 minuti di gioco con un colpo di testa di Glik. La Lazio subisce il colpo e fatica a reagire, il Torino invece non è abbastanza cinico da poter chiudere la partita e subisce nella ripresa il pareggio di Mauri. Una Lazio non entusiasmante dopo il gol del pari ritrova fiducia e addirittura sfiora il gol del sorpasso con Rocchi che dopo aver saltato Gillet conclude sull’esterno della rete. Nel finale ammonizione per Klose (forse tattica) che salterà la prossima partita ma rientrerà per il derby. Una Lazio che non ha convinto trova un pareggio guadagnato per come si era messa la partita mentre agli uomini di Ventura resta l’amaro in bocca per non essere riuscita a chiudere la partita dopo il momento di smarrimento dei blucerchiati.

Parma-Roma 3-2 (8’ Lamela, 34’ Belfodil, 37’ Parolo, 65’ Zaccardo, 71’ Totti): è crisi in casa Roma che ancora un volta si fa rimontare dopo essere passata in vantaggio. In un campo al limite del praticabile (inzuppato d’acqua) gli uomini di Zeman partono benissimo: dopo 8’ minuti Lamela raccoglie un rinvio non impeccabile di Zaccardo serve l’argentino che prende la mira e batte Mirante: è 1-0 e continua il periodo di forma del numero 8 giallorosso. Una volta in vantaggio la Roma sembra subire qualcosa e la paura si annida tra Totti e compagni. Al 34’ su un rinvio di Miranti Dodò liscia il pallone che giunge a Belfodil (entrato per Amauri) che di prepotenza entra in area e batte Stekelenburg. Passano 3 minuti e arriva il vantaggio gialloblù: Rosi serve in area Parolo che calcia con il sinistro, il terreno blocca la conclusione e lo stesso Parolo calcia nuovamente, questa volta in rete per il sorpasso parmense. La Roma va in confusione, si smarrisce e al minuto 65 subisce il gol del 3-1 dopo un’azione di batti e ribatti in area con Zaccardo. I giallorossi 6 minuti più tardi hanno l’occasione di riportarsi in partita con un calcio di rigore: calcia Totti, respinge Mirante ma il capitano della Roma è rapido a concludere in rete: è il 3-2 definito. Il periodo no della Roma continua e ormai la Champions appare un’impresa specie se si continueranno a fornire prestazione di questo livello. Totti ha suonato l’allarme mostrando che la piazza (e la squadra) è stanca del solito anno di transizione e tra due giornate c’è il derby. Bene il Parma di Donadoni che vola in classifica portandosi a ridosso della zona Europa League.

Udinese-Catania 2-2 (29’ Di Natale (R), 62’ Castro, 85’ Lodi, 92’ Di Natale): partono bene gli uomini di Guidolin che mostrano di essere in un buon periodo di forma dopo la vittoria all’Olimpico contro la Roma. Nel segno del solito Di Natale si portano in vantaggio alla mezz’ora del primo tempo trasformando un calcio di rigore (questa volta calcia nell’angolo in basso a destra). I friulani amministrano il vantaggio e terminano il primo tempo in vantaggio. Nella ripresa un Catania mai domo reagisce: al 67’ trova il pareggio con Castro dopo un batti e ribatti in area. Gli uomini di Maran vogliono reagire dopo gli episodi della partita contro la Juventus e a 5 minuti dallo scadere effettuano il sorpasso con Lodi che batte su punizione un incerto Brkic. L’Udinese si riversa in avanti fino a trovare il pareggio a tempo scaduto sempre con Di Natale. Ancora una volta il Catania si dimostra ottima squadra con mezzi e tecnica superiori rispetto alle altre squadre che lottano per la salvezza e dopo le sconfitte con Inter  e Juventus trova un punto ad Udine. Friulani che hanno ritrovato il loro capitano e con lui anche i risultati: con questa Udinese (ancora una volta straordinario il lavoro di Guidolin) la salvezza non dovrebbe essere un problema.

Genoa-Fiorentina 0-1 (14’ Pasqual): si decide nel primo tempo il posticipo del turno infrasettimanale. Una buona Fiorentina che conferma quanto di buono mostrando fino ad ora (forse è la squadra che gioca meglio in tutta la Serie A) ha avuto ragione di un Genoa troppo povero tecnica e apparso stanco nel finale, la cura Del Neri per ora non funziona. Parte bene la squadra di Montella che con il suo classico gioco sulle fasce mette subito in difficoltà la retroguardia rossoblù. Al minuto 14’ da un lancio dalla retrovie gli uomini di Del Neri si fanno trovare impreparati stando troppo alti, Pasqual si lancia verso la porta difesa da Frey e lo scavalca con un dolce pallonetto, è il gol dell’1-0. Ci si aspetterebbe una reazione da parte genoana, reazione che non arriverà mai; addirittura sarà la Fiorentina ad andare vicina al raddoppio con Ljajic, ma un Frey straordinario evita ai suoi un passivo più pesante. Genoa che è parso povero tecnicamente, con il solo Immobile abbandonato là davanti (pesano su tutte le assenze di Borriello e Vargas); squadra lenta nella manovra e che cala fisicamente nella ripresa in modo netto. Del Neri dovrà lavorare duro per ridare un’identità a questa squadra nella speranza che l’infermeria si svuoti il prima possibile. Solo parole d’elogio per questa Fiorentina che conferma di essere la squadra “rivelazione” di questo campionato portandosi ad un solo punto dalla Lazio. Punto di forza della squadra di Montella è sicuramente il gioco ma anche la forte solidità difensiva (Viviano quest’oggi è stato impegnato solo in uscite e nessuna vera parata) potendo contare su un giocatore di classe indiscussa come Jovetic.

Classifica Serie A 10^ giornata:

Juventus 28, Inter 24, Napoli 22, Lazio 19, Fiorentina 18, Parma 15, Roma e Cagliari 14, Udinese 13, Atalanta (-2) e Catania 12, Milan 11, Torino (-1) e Sampdoria (-1) e Chievo 10, Genoa 9, Palermo e Pescara 8, Bologna 7, Siena (-6) 3.

Samuele Zaboi

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