Milan-Chievo: cinque motivi per essere più allegri

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Un sabato da incornicare per i tifosi rossoneri che assistono prima alla vittoria dei propri beniamini contro il Chievo, un 5-1 condito dal 9° gol in 14 partite stagionali del solito El Shaarawy, e poi alla sconfitta della Juve per mano dell’Inter che pone in salvo il record d’imbattibilità che resiste ormai da 20 anni.

 

Un risultato forse troppo largo quello maturato contro i clivensi ma che può solo far bene a giocatori, tecnico e ambiente sopratutto in vista del delicato match di martedì contro il Malaga, sconfitto per 2-1 dal Rayo Vallecano nel turno di Liga.

LA PARTITA – Ritorno al 4-2-3-1 per Allegri, modulo che fin’ora ha dato migliori risposte sul campo, che schiera nuovamente Abbiati in porta, centrali Zapata al posto di Bonera squalificato e Mexes, Abate e Constant nell’inedito ruolo di terzino; mediana composta da Ambrosini e Montolivo, Emanuelson, Bojan ed El Shaarawy alle spalle dell’unica punta Pazzini.
Il Chievo di Corini risponde con un 5-3-2, segno evidente di come voglia lasciare il pallino del gioco agli avversari per poi sfruttare le ripartenze di Pellissier e Thereau in attacco.
Nei primi minuti si intravede poco, Pazzini con qualche tiro sconclusionato e qualche fallo conquistato a ridosso dell’area avversaria e l’egiziano autore di un tiro dalla distanza al 13′; appena 2 minuti dopo su cross dalla sinistra di Constant, complici un paio di deviazioni, la palla arriva ad Emanuelson bravo ad impattarla di sinistro e trovare l’angolino alla destra di Sorrentino, primo gol dell’olandese a S.Siro con la maglia del Milan.
Ci pensa Zapata a complicare le cose regalando nell’azione immediatamente successiva un corner che gli ospiti di casa sono bravi a sfruttare, Luciano batte con traiettoria a rientrare sulla quale si avventa Pellissier che, anticipa El Shaarawy, sigla al 18esimo il gol del pari momentaneo.
Il Chievo si fà coraggio e prova a tenere di più palla senza però riuscire a rendersi pericoloso fino al tiro di Thereau al 34″ che Abbiati è bravo a respingere e grazie al disimpegno ottimale di Ambrosini a dare il via all’immediato contropiede di El Shaarawy, la palla passa dai piedi di Bojan, Pazzini e Emanuelson prima che Montolivo (il migliore in campo) la sistemi sul destro e con un rasoterra angolato insacchi la rete del vantaggio rossonero. Da lì a poco replicherà Bojan con un rasoterra chirurgico da fuori area che coglie impreparato il portiere avversario; un paio di occasioni, al 40esimo di nuovo con lo spagnolo e al 43esimo con l’egiziano, chiudono il primo tempo sul 3-1 per il Milan.
La seconda frazione di gioco vede un Milan arrembante ma poco preciso con i tiri dei vari Ambrosini, Pazzini ed El Shaarawy al 70esimo minuto che sarà però bravo a rifarsi qualche frangente dopo spingendo in rete un cross di Abate che attraversa tutto lo specchio della porta senza essere impattato da Pazzini sul primo palo e dagli stessi dfensori del Chievo.
Emanuelson lascia il campo tra gli applausi sostituito da un Boateng che cerca il gol ad effetto senza riuscirci, in particolare su un lancio col contagiri da metà campo di El Shaarawy, protagonista indiscusso anche per il pregevole assist che permette all’abulico Pazzini di segnare il quinto gol per il Milan e mettere la parola fine alla partita.

QUALCHE NUMERO – Con questa vittoria, solo la quarta in campionato, i rossoneri hanno ottenuto dodici vittorie consecutive (fra partite in casa e match in trasferta) contro i veronesi: un record assoluto per quanto riguarda la Serie A; sono andati a segno cinque marcatori diversi per il Milan che ha subito il nono gol stagionale (su sedici complessivi) su palla inattiva.

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