L’Inter ingrana la quinta: Cassano e Palacio firmano il successo contro il Catania

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Il tridente pesante regala tre punti importantissimi ai nerazzurri, che superano l’ostacolo Catania grazie a due gol degli attaccanti, con il terzo (Milito) che serve l’assist per il definitivo 2-0, in un momento della gara in cui il Catania stava cercando con tutte le sue forze di trovare il pareggio e poco dopo un netto rigore non assegnato a Gómez.

 

Si tratta della quarta vittoria consecutiva in campionato, la quinta in generale contando anche il successo di Baku, ed è un ottimo segnale di continuità dopo la sosta per gli impegni internazionali che aveva “bloccato” l’euforia post derby, ma se le altre vittorie erano “per risalire” dopo le due sconfitte nelle prime quattro partite questa è la prima vera occasione nella quale l’Inter può consolidare la propria posizione e cominciare a dare fastidio in alto. È vero che il Catania veniva da un ruolino di marcia decisamente negativo in trasferta, con un solo punto conquistato su tre gare e due gol fatti contro otto subiti, ma lo scorso Marzo i rossoazzurri avevano decisamente fatto penare l’Inter all’epoca di Ranieri, con lo 0-2 durato fino a circa venti minuti dalla fine e ribaltato solo grazie a un errore di Carrizo sul gol di Forlán e al pari di Milito, prima poi che Pazzini si divorasse il 3-2 in uno dei tanti orrori della sua disastrosa stagione: per questo motivo Maran non cambia le sue scelte e continua a proporre la stessa squadra che al Massimino regala punti e spettacolo, giocano quasi sempre gli stessi e l’unico dei titolari che non riesce a recuperare da un problema fisico è Bellusci, comunque sostituito dal rientrante Spolli, assente due settimane fa contro il Parma. Stramaccioni, che aveva fatto parlare molto dei numerosi cambi di modulo e formazione effettuati nei primi due mesi di stagione, stravolge ancora una volta l’undici titolare, e presenta per la prima volta tutte e tre le punte che fanno parte costantemente della prima squadra: Cassano, Milito e Palacio, quest’ultimo all’esordio da titolare in campionato (l’altro attaccante, Livaja, può giocare anche con la Primavera), maglia da titolare a centrocampo anche per Obi e Mudingayi, entrambi presenti dall’inizio solo una volta a testa in Europa League. Curiosità: sui ventidue titolari tredici sono argentini, numero destinato a crescere nella ripresa con gli ingressi di Ricardo Álvarez, Castro e Ricchiuti.

PRIMO TEMPO
Inizio bloccato, con due occasioni simili nei primi dieci minuti, una per il Catania con lancio dalle retrovie di Barrientos che pesca in area Almirón, il cui controllo è buono ma il tiro pessimo finisce alto, e una per l’Inter con stesso lancio da dietro (di Samuel) per Cassano, controllo e passo in avanti con Andújar che lo anticipa in uscita. Oltre a questi due tentativi da annotare anche un colpo di testa di Bergessio e un tiro da fuori di Obi parati dai rispettivi portieri, così come un colpo di testa sbilencio di Palacio poco dentro l’area di rigore che però non inquadra la porta. Tutto questo fino al 28′, quando la partita ha un sussulto grazie al quinto centro in otto partite da parte di Antonio Cassano, che di testa supera Andújar mettendo in rete un cross calibratissimo di Cambiasso che scavalca Pablo Álvarez e pesca il barese, il quale prosegue il suo momento d’oro (in carriera al massimo era arrivato a soli due gol dopo otto giornate) e fa gol addirittura con uno dei colpi che di certo non sono nelle sue principali caratteristiche, ossia il colpo di testa. Il Catania risponde con un gran tiro da fuori di Marchese al 32′ (Handanovic in due tempi) e con una chance per Izco, che sempre su cross dell’esterno sinistro arriva solo ma colpisce male e manda sul fondo, sarebbe stato il suo secondo gol consecutivo all’Inter dopo che nella scorsa stagione aveva segnato nell’altra porta il momentaneo 0-2 (l’altro gol in Serie A l’ha realizzato contro la Juventus nel Dicembre 2009).

SECONDO TEMPO
Nessun cambio, ma nell’Inter si nota qualche leggero accorgimento tattico da parte di Stramaccioni che fa spesso scalare Palacio più arretrato e Obi quasi fra i difensori, questo per non permettere ai veloci Barrientos e Gómez di poter avere la superiorità numerica sulle fasce e di tenere a bada Bergessio, unico terminale offensivo in mezzo. Al 53′ bravo Milito, più a suo agio oggi come rifinitore che come finalizzatore, a mettere in mezzo per l’accorrente Zanetti ma Andújar anticipa il connazionale, quattro minuti dopo invenzione di Cassano che penetra in area di rigore lasciando sul posto due avversari e poi tocca sul secondo palo, Palacio non ci arriva per una questione di centimetri a porta completamente libera. Ancora Inter dopo l’ora di gioco, Cambiasso è sempre nel vivo del gioco e dopo aver fatto segnare Cassano prova a fare lo stesso anche su Milito con un tocco arretrato per il numero ventidue che controlla e calcia in diagonale di destro, Andújar rischia la papera ma invece è provvidenziale perché manda il pallone in calcio d’angolo. Esce fuori anche il Catania, che si affaccia poche volte dalle parti di Handanovic ma quando lo fa è pericoloso, come al 69′ quando un tiro-cross di Barrientos per poco non diventa un assist perfetto per Almirón, che per poco non devia dal limite dell’area piccola; l’Inter in questi minuti soffre e si rintana dietro, cercando di colpire in contropiede, il 2-0 lo manca per pochissimo Ricardo Álvarez, subentrato a Cassano, che ha la palla del raddoppio su assist di Milito (la ripartenza era stata di Gargano) ma dopo aver superato Lodi con un dribbling di classe aspetta quell’attimo di troppo per calciare e permette così il muro da parte della difesa catanese, per l’ex Vélez altra palla-gol all’82’, stavolta la porta la prende con il sinistro ma Andújar respinge con i piedi. In mezzo c’erano stati la recriminazione del Catania per il rigore negato a Gómez (fallo piuttosto netto di Guarín che affonda il tackle in modo maldestro e viene graziato da Russo) e un palo di Ranocchia, andato altissimo di testa su cross del solito Cambiasso (caparbio nel recuperare palla sulla linea di fondo) con rimbalzo sul montante e palla tra le braccia di Andújar. Per l’Inter sembra quasi una maledizione, ma le paure le scaccia Rodrigo Palacio a cinque minuti dalla fine, raccogliendo un tocco morbido dalla destra di Milito con la spalla e poi calciando di sinistro sul primo palo: gol bellissimo quello dell’ex Boca Juniors, che dopo le trentacinque reti segnate in Serie A con la maglia del Genoa trova anche il suo primo sigillo in nerazzurro, e gara in ghiaccio che si conclude con questo episodio.

La Lazio convince ma l’Inter regge il passo dei biancocelesti, rimanendo alla pari in terza posizione e vedendo avvicinarsi il Napoli, battuto 2-0 dalla Juventus (ora prima da sola con tre lunghezze di vantaggio) e ora davanti di un solo punto. Per la squadra di Stramaccioni arrivano note positive anche dalla difesa, che per la prima volta nella sua gestione non subisce gol in casa, dopo che a inizio stagione erano stati proprio gli incontri casalinghi a decretare le uniche sconfitte sia in campionato che in Europa League. La competizione europea tornerà Giovedì prossimo, con un nuovo impegno in casa contro il Partizan Belgrado, il Catania invece sfrutterà tutta la settimana per cercare di fare un favore proprio all’Inter, visto che Domenica alle 12.30 al Massimino sarà ospite la Juventus capolista.

IL TABELLINO
Inter (3-4-3): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Obi (62′ Gargano), Mudingayi (71′ Guarín), Cambiasso, Zanetti; Cassano (69′ R. Álvarez), Milito, Palacio. Allenatore: Stramaccioni
Catania (4-3-3): Andújar; P. Álvarez, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco (65′ Castro), Lodi, Almirón (81′ Ricchiuti); Gómez, Bergessio, Barrientos. Allenatore: Maran
Arbitro: Carmine Russo di Nola (De Pinto – Barbirati; Liberti; Massa – Ciampi)
Reti: 28′ Cassano, 85′ Palacio
Ammoniti: P. Álvarez, Castro (C)

[Immagine presa da goal.com]

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