Lazio, fuoco di paglia o squadra vera?

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Le premesse non erano delle migliori per la Lazio, nuovo tecnico, Petkovic, sconosciuto ai più, mercato immobile e con acquisti sfumati all'ultimo secondo (vedi Ylmaz e Breno), gioco che stentava ad arrivare e pesanti batoste nel precampionato, di conseguenza piazza in subbuglio. Inizia così il campionato della Lazio fra lo scetticismo generale ma anche un comunque cauto ottimismo dovuto alla vittoria nei play-off di Europa League contro i modesti sloveni del Mura 05.

 

La Serie A biancoceleste parte da Bergamo, stadio Atleti Azzurri d'Italia, Atalanta aggressiva e mai rinunciataria, ma a sorpresa, piano piano, la Lazio ci prende la mano e dopo un pò di sofferenza iniziale il gioco comincia ad arrivare ed Hernanes decide il match. 0-1 per le aquile e piacevole sorpresa per i tifosi. La striscia continua e il gioco, finalmete, arriva: 3-0 all'Olimpico al Palermo e vittoria per 3 a 1 al Bentegodi contro il Chievo, decisivi Klose, Candreva e Hernanes su tutti. La squadra ha finalmente iniziato ad ingranare, le idee del tecnico sono state assimilate e messe in campo, anche se fisiologicamente non ancora alla perfezione.

 

Che la Lazio possa ambire, dopo anni di alti e bassi, a qualcosa di più prestigioso dell'Europa League? Perchè no? Andando ad analizzare : il portiere è uno dei migliori sulla piazza, la difesa (solo 2 gol subiti fra campionato e coppa in 6 partite) è solida e forte individualmente al centro, accettabile sugli esterni; Ledesma dopo Pirlo è il playmaker migliore in italia, Gonzalez, Lulic, Onazi garantiscono legna e quantità in mezzo al campo, e poi dalla trequarti in su , aspettando l'acquisto estivo Ederson, può vantare il talento di Hernanes, Mauri(giustizia sportiva permettendo) del cavallo di ritorno Zarate, e Candreva; inoltre là davanti c'è quel fenomeno di Miro Klose e il sempreverde Tommaso Rocchi.

 

Certo gli avversari affrontati finora, Tottenham escluso, sono stati di livello piuttosto modesto, ma questo grazie anche al gioco dei biancocelesti; in più Petkovic sa gestire situazioni difficili e, a meno di disgrazie improvvise, non dovrebbero esserci problemi di panchina corta. Sognare è lecito, visto il livello della concorrenza e il livellamento verso il basso della nostra povera Serie A.

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