La moviola non è un’opinione – 9^ giornata di Serie A

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Giornata di fuoco per i fischietti italiani, che sbagliano quasi tutto quello che potevano sbagliare. Classe arbitrale sotto torchio in questa nona giornata di Serie A Tim: scopriamo il perché.

 

Siena 0 – 0 Palermo, arbitro Calvarese.
Inizia da sabato pomeriggio il week-end nero degli arbitri di Serie A. Nell’unico episodio dubbio, infatti, Calvarese sembra decidere in modo errato: Donati strattonato in area da Paci, il rigore ci sarebbe potuto stare. Vedendo alcuni colleghi che hanno combinato, l’unico errore del fischietto di Teramo sembra comunque poco rilevante.

Milan 1 – 0 Genoa, arbitro Mazzoleni.
Nell’anticipo serale, invece, gli episodi dubbi iniziano a moltiplicarsi, così come gli errori da parte della terna; su tre episodi, infatti, l’arbitro Mazzoleni sembra decidere bene solo una volta, in occasione di un contatto in area tra De Jong (che chiede il penalty) e Granqvist. L’arbitro lascia, giustamente, correre.
La prestazione di Mazzoleni però viene inficiata da due errori abbastanza vistosi: Pato viene affossato in area da Bovo, sembra rigore indiscutibile, non secondo l’arbitro e il giudice di porta; Abate, imbeccato da Emanuelson e che poi fornirà l’assist per il gol di El Shaarawy, parte in posizione irregolare, sotto gli occhi dell’assistente.

Catania 0 – 1 Juventus, arbitro Gervasoni.
“Clamoroso al Cibali”, insegna Sandro Ciotti, dove Gervasoni e compagni sbagliano più o meno tutto quello che si poteva sbagliare. Bergessio segna al 25′, dopo un rimpallo col palo: dopo aver convalidato il gol, l’arbitro torna sui suoi passi dopo un consulto con assistente e giudice di porta, annullando il gol per fuorigioco. Peccato che la posizione di Bergessio sia regolare sia al momento del tiro, sia al momento del rimpallo sul palo: ovviamente “l’attimo” che conta è quando parte il tiro, ma in risposta a molte interpretazioni regolamentari lette in rete, il giocatore sarebbe in posizione regolare anche se il tocco sul palo rappresentasse l’inizio di una nuova azione, cavillo che a regolamento, come detto, non esiste.
Il gol del vantaggio juventino, stavolta convalidato (per ironia della sorte, dal lato di competenza di Maggiani e Rizzoli, gli stessi con cui si era consultato Gervasoni nel primo tempo), è invece irregolare: Bendtner riceve e spara in porta, Vidal corregge in rete dopo la respinta di Andujar; peccato che il danese partisse in posizione irregolare, nemmeno troppo difficile da valutare.
Richiesti un rigore per parte, che avrebbero potuto senza dubbio essere fischiati senza scandalo: Lichtsteiner stende Gomez, Legrottaglie placca Chiellini; dubbio anche un altro contatto in area, con Pogba che riceve un pugno da Spolli: diamo la buona fede al giocatore catanese, che sembra agitare il braccio senza cattiveria.
La prestazione di Gervasoni guadagna tono (ma poco) in due occasioni: Lichtsteiner colpisce con un gomito in area, ma non aumenta la propria superficie del corpo, né il tocco è volontario o avrebbe cambiato la traiettoria della sfera in assenza del braccio (sarebbe rimbalzata sulla sua pancia): giusto non assegnare il rigore; Marchese viene espulso per doppia ammonizione, per un fallo di mano ingenuo a centrocampo. Sebbene la prima ammonizione del giocatore rossazzurro possa sembrare troppo severa se vista al mero replay, va considerato il momento della gara nella quale tale ammonizione è stata comminata: l’arbitro di Mantova, infatti, ha sventolato moltissimi gialli in pochissimi minuti, per cercare di placare animi che, dopo il gol annullato, sembravano infuocarsi eccessivamente.

Bologna 1 – 3 Inter, arbitro De Marco.
A Bologna brillano invece gli assistenti, chiamati in causa in occasione di tre gol, sui quattro totali di giornata: Juan Jesus tiene in gioco Gilardino nel primo tempo; Antonsson tiene in gioco Ranocchia, Palacio serve Milito in posizione buona.

Fiorentina 2 – 0 Lazio, arbitro Bergonzi.
Partita colma di episodi all’Artemio Franchi, tra i quali Bergonzi non si destreggia nel migliore dei modi.
L’arbitro sbaglia in avvio, ammonendo Ledesma e non Hernanes: poco importa, visto che alla fine entrambi si vedranno sventolare in faccia il cartellino rosso. Rigore per la Viola, per atterramento di Konko da parte di Pasqual: sul dischetto, Mati Fernandez colpisce il palo, appoggia la palla (che gli torna sui piedi) a Pasqual, che insacca. Giusto annullare la rete: il secondo tocco è arrivato senza che nessuno toccasse la palla.
Nella seconda frazione, Cuadrado tocca con la mano su traversone di Lulic: De Marco giudica il tocco involontario, qualche dubbio (più di qualcuno, in realtà) resta.
Male il secondo assistente dell’arbitro, che annulla il pari laziale per off-side inesistente: Mauri era in linea con Cuadrado.
Qualche perplessità sul contatto Biava-Jovetic, dove il difensore biancoceleste atterra l’attaccante viola che lo aveva anticipato, il tutto all’interno dell’area di rigore.
Sul finale, Lazio in 9: Ledesma espulso per doppio giallo, Hernanes per fallo cattivo su Cuadrado.

Pescara 0 – 0 Atalanta, arbitro Valeri.
Due gli episodi nell’unico pareggio della domenica pomeriggio: Peluso espulso per somma di gialli, il secondo forse è troppo severo (fallo su Quintero); lo stesso Quintero batterà nella ripresa un calcio di punizione, che Denis intercetterà, in barriera, con il braccio attaccato al corpo: giusto non ravvisare irregolarità, inutili, sterili e fuori luogo le proteste sentite della squadra di casa.

Sampdoria 0 – 1 Cagliari, arbitro Rocchi.
Poca roba per Rocchi a Genova: unico episodio da moviola, un gol annullato nella ripresa a Munari, per fuorigioco che, al replay, sembra esserci.

Torino 1 – 3 Parma, arbitro Giacomelli.
Al 7′ del secondo tempo, l’unico episodio di partita: Sansone (del Torino) trascina la gamba, cercando a tutti i costi il contatto con Paletta. Il giocatore granata, già ammonito, viene espulso a seguito dell’ammonizione per simulazione.

Napoli 1 – 0 Chievo, arbitro Celi.
Un episodio dubbio per parte al San Paolo, Celi risponde presente solo a uno dei due. Nel primo, Dramè sfiora con un braccio in area, non sembrano esserci i presupposti per il rigore che reclamano i partenopei (che infatti non verrà fischiato); Campagnaro invece tocca in area Pellissier, che reclama un penalty che, forse, avrebbe meritato.

Roma 2 – 3 Udinese, arbitro Massa.
La rete che permette all’Udinese di accorciare le distanze (2-1) desta le proteste dei giallorossi, per una presunta posizione irregolare di Domizzi: la palla, però, giunge al difensore bianconero grazie a un tocco di Osvaldo, gol dunque regolare. Anche sul raddoppio friulano ci sono proteste dei giallorossi, nuovamente proteste inutili: Di Natale è tenuto in gioco da Piris.
Il terzo gol dell’Udinese giunge su calcio di rigore, che suscita dubbi non tanto sulla dinamica del fallo (Castan tocca Pereyra), ma sul comportamento dell’arbitro, che forse indispone i giocatori romanisti: Massa infatti lascia inizialmente correre, per poi cambiare idea dopo la segnalazione del giudice di porta. Anche dopo la segnalazione del collega, tuttavia, Massa si muove e comporta in modo ambiguo, non indicando subito il dischetto ma ammonendo Castan e, solo infine, indicando gli undici metri.

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