La moviola non è un’opinione – 8a giornata di Serie A

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Pochi episodi da moviola in questa ottava giornata di campionato, nonostante i due big match di giornata. Benissimo Tagliavento, bene Damato, bravi i due arbitri (Orsato e Peruzzo) della sezione di Schio. Vediamo insieme cos’è successo nei campi, in questa ottava giornata di Serie A Tim.

 

Juventus 2 – 0 Napoli, arbitro Damato.
Bene ma non benissimo il direttore di gara impegnato in questo scontro al vertice. Utilizza il fischietto in modo parsimonioso (“alla Orsato”, diciamo), fischiando solo gli interventi plateali; molti di questi, tuttavia, meritavano certamente il cartellino giallo (Behrami e Chiellini andavano certamente ammoniti, il primo forse anche in più di una occasione, con conseguente esclusione dal terreno di gioco). Nel complesso, comunque, sono pochi gli episodi sui quali Damato è chiamato a decidere, e questi risponde sempre “Presente” all’appello.

Lazio 3 – 2 Milan, arbitro Tagliavento.
Promosso a pienissimi voti l’arbitro di Terni, che dal primo all’ultimo minuto offre una prestazione degna di essere mostrata ad un corso arbitri: cartellini distribuiti in modo intelligente, sempre in pugno l’andamento della gara. Bravo Tagliavento.

Cagliari 1 – 0 Bologna, arbitro Doveri.
Partita povera di episodi, l’unico degno di moviola è il gol/non-gol di Gilardino al 12’ della prima frazione: il suo colpo di testa impatta sul palo, per poi fermarsi sulla linea di porta. Arbitro e giudice di porta sono concordi nel non assegnare il rigore, il replay dà loro ragione.

Inter 2 – 0 Catania, arbitro Russo.
In occasione del primo gol, Cassano è in gioco quando è pescato da Cambiasso con l’assist al bacio che gli permette di insaccare. Male Russo (e l’assistente, più vicino di lui) a 15 minuti dal termine, quando Guarin affossa in area Gomez con un’ancata, intervento in ritardo e senza nemmeno sfiorare la palla: rigore netto secondo chiunque, intervento regolare per tutti i 2 (3, contando anche il giudice di porta) arbitri chiamati ad intervenire. Successivamente Castro prova a mettere le cose a posto, cadendo anche lui in area: la sua simulazione però gli costa un (giusto) cartellino giallo.

Chievo 1 – 1 Fiorentina, arbitro Calvarese.
I Viola reclamano due volte per dei presunti calci di rigore non assegnati da Calvarese: mentre in occasione del primo rigore non fischiato, Hetemaj tocca di mano dopo che la palla gli è rimbalzata sul piede (carambola dunque, giusto non concedere il penalty), il secondo è un abbaglio clamoroso dell’arbitro, che non vede un intervento solare di Jokic su Roncaglia, che frana a terra. Graziato anche Dramè, che, già ammonito, trattiene Cuadrado e meriterebbe il secondo giallo di partita.

Palermo 0 – 0 Torino, arbitro Romeo.
Partita di quelle che vorremmo vedere ogni domenica: grandissimo agonismo al Barbera, tra due squadre che si attaccano senza esclusione di colpi, ma gara molto corretta (solo 4 i cartellini gialli sventolati dall’arbitro di Verona) e senza episodi rilevanti. Il finale a reti bianche, in questo senso, sembra un “Vogliamoci tanto bene” di caressiana memoria, a sottolineare una partita corretta e senza vincitori né vinti.

Udinese 1 – 0 Pescara, arbitro Giannoccaro.
Nulla si può dire sui due gialli comminati a Danilo, entrambi per falli plateali prima su Weiss, poi su Quintero. Per due volte, i giocatori dell’Udinese chiamano in causa l’arbitro, che in entrambe le situazioni decide in maniera corretta: al 34’ Maicosuel va giù in area, dopo un normale contatto di gioco con Modesto: giusto non assegnare il penalty; qualche minuto dopo Di Natale corregge in rete un tiro-cross di Domizzi, partendo però da posizione nettamente irregolare (inutili e sterili le proteste dell’attaccante friulano).

Parma 2 – 1 Sampdoria, arbitro Peruzzo.
L’arbitro di Schio assegna due rigori, entrambi ineccepibili: Romero placca Biabiany nella prima occasione (forse eccessivo il rosso, Estigarribia era in fase di recupero), Mirante dall’altra parte stende Eder, che però si stava defilando rispetto allo specchio della porta: giusto stavolta il giallo, nonostante le proteste dei Doriani.

Genoa 2 – 4 Roma, arbitro Orsato.
Al 10’ del secondo tempo Lamela, innescato da Totti, va giù dopo uno scontro con Moretti: Orsato (ormai conosciamo il suo metro di giudizio, dovrebbero conoscerlo anche i giocatori di Serie A) non lo considera abbastanza credibile (“Il calcio è uno sport di contatto, non è danza classica”, insegna Orsato stesso agli aspiranti arbitri in carriera), dunque non fischia il rigore. Graziato Kucka, l’intervento su Osvaldo poteva costargli qualcosa di più di una semplice arringa dell’arbitro.

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