La moviola non è un’opinione – 6a giornata di Serie A

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Molta bagarre nelle aree di rigore, nell’ultima giornata di Serie A, ma promossi tutti (o quasi) i fischietti dell’AIA. Vediamo insieme cos’è successo nei vari campi.

 

Parma 1 – 1 Milan, arbitro Rocchi.
Quasi perfetto l’arbitro fiorentino, che decide al meglio nell’unico episodio da moviola della gara: Lucarelli cade in area, sembra ci sia un contatto ma, al replay, si vede che è lo stesso giocatore dei ducali che cerca il contatto, giusto non assegnare il calcio dal dischetto.
Bravo l’arbitro anche nella gestione dei gialli: bene quello a Biabiany, comminato ad azione conclusa, per un’entrataccia su De Sciglio; giusto quello a Rosi, che colleziona il secondo giallo in tre giornate per simulazione. Che sia ora di smetterla, signor Rosi?

Juventus 4 – 1 Roma, arbitro Rizzoli.
Partita non facile per Rizzoli, che però risponde sempre bene (o quasi) quando chiamato in causa. Dubbio il giallo a Taddei, Marchisio era lanciato a rete: resta da capire se il centrocampista bianconero sarebbe o meno riuscito ad agganciare il pallone e insaccarlo alle spalle di Stekelemburg. Incontestabili i due rigori fischiati dall’arbitro di Bologna: fallo di mano palese di Castan, atterramento di Destro in area ad opera di Bonucci. Lo stesso difensore si vede annullare un gol per offside: giusta la segnalazione dell’assistente.

Atalanta 1 – 5 Torino, arbitro Massa.
Al momento del (momentaneo) 1-0 per i padroni di casa, è Angelo Ogbonna a tenere il gioco El Tanque Denis al momento del tiro, posizione dunque regolare.
Molti episodi dubbi all’interno (e al limite) delle aree di rigore: il Torino è in credito di un calcio di rigore, quando Manfredini e Lucchini, nell’ordine, toccano la sfera con un braccio; rigore che poi arriva, sempre per un fallo di mano, qualche minuto più tardi. L’autore del fallo però, Bonaventura, avrebbe dovuto essere ammonito, e dunque espulso (il giocatore era già stato ammonito precedentemente). Alla fine della prima frazione, giusto dare punizione dal limite, e non rigore, all’Atalanta: Denis era fuori area al momento del fallo di Ogbonna. Prestazione da 6 per l’arbitro Massa, che rimedia agli errori tenendo sempre in mano le redini della gara: non facile, quando vengono sbagliate decisioni fondamentali come i calci di rigore.

Bologna 4 – 0 Catania, arbitro Giacomelli.
Come è regolare il raddoppio bolognese di Gilardino, partito in posizione buona, lo sarebbe anche il gol di Almiron, gol che avrebbe riaperto la partita portando la squadra ospite sul 2-1: l’offside non c’è, Garics tiene in gioco tutti. Capuano espulso giustamente, per gioco scorretto ai danni di Kone.

Cagliari 1 – 2 Pescara, arbitro Damato.
Non facilita certo la vita all’arbitro Damato il funambolo dei delfini Weiss, che prima tenta di ingannarlo cadendo in area (giusto non assegnare il rigore, e giusto anche il giallo per simulazione, che gli fa passare la voglia di tuffarsi), poi costringe al fallo da ammonizione Rossettini per due volte: giusta l’espulsione del cagliaritano. Corretto il rigore per il Cagliari: Terlizzi allarga il braccio sulla conclusione di Nainggolan.

Lazio 2 – 1 Siena, arbitro Russo.
Succede tutto in 20′: prima il giallo a Mauri per proteste, che chiedeva un rosso (che ci sarebbe potuto stare) per Pegolo, il portiere senese, colpevole di averlo atterrato fuori dall’area di rigore. 10 minuti dopo arriva il penalty per la Lazio: ancora Pegolo mette giù Klose, che lo aveva anticipato con destrezza: giusto il rigore, e giusto solo il giallo. Ancora 10 minuti più tardi, il Siena reclama per un calcio di rigore su Calaiò, che certamente viene toccato da Biava, ma forse accentua troppo la caduta: l’atteggiamento non paga, Russo decide di non concedere la massima punizione.

Palermo 4 – 1 Chievo, arbitro Bergonzi.
In tre occasioni, le squadre reclamano per presunti calci di rigore: in tre occasioni l’arbitro lascia giocare, e in tutte e tre le occasioni l’arbitro ha ragione. Se le simulazioni dei giocatori clivensi sono quasi stucchevoli (giusto in questo senso il giallo a Moscardelli, giallo che forse avrebbe meritato anche il compagno di sceneggiate Di Michele), è lo stesso Miccoli a commettere per primo il fallo su Dramè, il difensore che poi, secondo l’attaccante rosanero, lo atterrerebbe in area.

Sampdoria 0 – 1 Napoli, arbitro Tagliavento.
Munari allarga troppo il braccio e colpisce Behrami: nemmeno punizione per Tagliavento. Se è forse ingiusta l’espulsione di Mazzarri, è solare il fallo di Gastaldello ai danni di Hamsik: il dubbio però è se il fallo sia commesso o no all’interno dell’area. Decisione difficile da prendere osservando e ri-osservando la moviola, quasi impossibile a velocità normale: assolto Tagliavento.

Udinese 0 – 0 Genoa, arbitro Romeo.
Coda interviene su Immobile al limite dell’area, punizione e ammonizione: non è di questo avviso il direttore di gara, che lascia correre.
Lo stesso Ciro Immobile tocca il pallone con le mani nella propria area di rigore: le braccia tuttavia sono adese al corpo, e non c’è volontarietà: non ci sono gli estremi per il calcio dagli undici metri.

Inter 2 – 1 Fiorentina, arbitro Giannoccaro.
Calcio di rigore fischiato all’Inter per fallo di mano di Rodriguez, su cross tentato da Zanetti: braccio troppo largo rispetto al corpo, rigore giusto. Regolare la posizione di Cassano sul 2-0, tenuto in gioco da Roncaglia. Giusta anche l’espulsione di Rodriguez, che commette un fallo inutile su Nagatomo, meritevole del giallo.

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