La moviola non è un’opinione – 5a giornata di Serie A

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Molto bene tutte le terne sui campi della Serie A, in questa quinta giornata. Da segnalare il fair-play di Klose, durante Napoli – Lazio: episodi come questo, che denotano l'esistenza di aspetti anche positivi in un calcio odierno macchiato da scandali ormai quotidiani, meritano di essere enfatizzati. Bravo Miro.

 

Fiorentina 0 – 0 Juventus, arbitro Tagliavento.
I Viola reclamano per due calci di rigore, in entrambi i casi l'arbitro di Terni ha deciso nel modo corretto non assegnando il penalty: Ljajic accentua troppo la caduta dopo un contrasto con Lichtsteiner (lo stesso viola poi verrà ammonito, in un'altra occasione, per simulazione: errare è umano, perseverare…), mentre Vidal prende la palla prima, la caviglia del capitano Pasqual poi, che frana a terra. Il replay parla chiaro, il cileno ha preso prima la palla, atterrando il giocatore della Fiorentina solo per l'impossibilità di sparire dopo aver preso la sfera, bravo Tagliavento.

Chievo 0 – 2 Inter, arbitro Peruzzo.
Inutili le proteste degli scaligeri per un presunto fallo di mano di Samuel nell'area di rigore: la palla tocca solo il suo fianco, giusto proseguire. Bene l'arbitro di Schio per tutto il resto della gara, unico neo il gol di Pereira, viziato da fuorigioco: assolto però l'assistente, la posizione è irregolare solo per pochissimi centimetri, quasi impossibile da segnalare senza l'aiuto della moviola.

Milan 2 – 0 Cagliari, arbitro De Marco.
Ineccepibili le decisioni dell'arbitro, quando nel giro di 3 minuti ammonisce due volte Conti, che dunque abbandona anzitempo il campo: si potrebbe contestare il fatto che il primo giallo sia “solo” per proteste, il regolamento tuttavia parla chiaro, espulsione sacrosanta. El Shaarawy non è in off-side al momento del primo gol, bravo il secondo assistente dell'arbitro. I sardi reclamano per un rigore su Pisano su presunta spinta del neo-acquisto Traorè: la spinta pare davvero troppo poco perché l'arbitro conceda la massima punizione, corretta la decisione di De Marco.

Catania 2 – 1 Atalanta, arbitro Irrati.
I rosso-azzurri possono reclamare (a ragione) per un rigore: Cazzola alza troppo il gomito su un calcio di punizione di Lodi, il fallo di mano poteva tranquillamente starci, con conseguente tiro dagli undici metri.
Brutto gesto di Bergessio, che rifila un pugno a Lucchini non visto dalla terna: il giocatore resta in campo, niente prova tv per lui, episodio tuttavia da stigmatizzare.

Genoa 1 – 1 Parma, arbitro Guida.
Due i rigori che Guida fischia a favore dei Grifoni: mentre il secondo pare incontestabile (Lucarelli cerca la palla ma trova solo la gamba di Marco Borriello), il primo è forse un regalo dell'arbitro di Torre Annunziata.

Napoli 3 – 0 Lazio, arbitro Banti.
Bel gesto di Klose al San Paolo, che, dopo aver segnato con la mano, ammette il misfatto e si auto-annulla la rete. Ottima dimostrazione di fair-play da parte di un attaccante evidentemente non ancora contagiato dallo spirito tutto italiano del “farla franca”, ma ancora integerrimo nei suoi valori teutonici: la pensa così anche Banti, che infatti non lo ammonisce. Pandev segna invece in posizione di fuorigioco: l'arbitro stavolta mostra il giallo all'attaccante macedone.
Mentre è molto dubbia la posizione di Cavani sul terzo gol personale del Matador (sembra al di là, guardando la moviola), è corretta la decisione del direttore di gara quando assegna un calcio di rigore alla squadra partenopea, per intervengo di Ciani su Insigne.

Pescara 1 – 0 Palermo, arbitro Doveri.
In avvio di gara, Abel Hernandez segna per il Palermo, ma è il primo assistente dell'arbitro, Giachero, a guastargli la festa: giusto alzare la bandierina, l'attaccante rosanero era in fuorigioco.
Giusto anche il rosso a Von Bergen: ferma il pallone con una mano il pallone diretto a Vukusic, che avrebbe avuto vita facile nell'insaccare. Corretta anche l'ammonizione a Caprari, nella ripresa, per simulazione: promosso a pieni voti l'arbitro della sezione di Roma.

Roma 1 – 1 Sampdoria, arbitro Mazzoleni.
Giusta l'espulsione di Maresca per doppia ammonizione, così come corretta la decisione di non fischiare un rigore per la squadra di casa: Munari trattiene forse il capitano giallorosso, ma non ci sono gli estremi per il calcio dal dischetto.

Torino 0 – 0 Udinese, arbitro Orsato.
Poche emozioni all'Olimpico di Torino, e pochi episodi. Solo un brivido, nel finale, per i tifosi granata: Gillet dice di no a un'incornata di Benatia, sugli sviluppi di un corner, parando con i piedi all'interno della linea di porta. Le braccia, però, sono ben al di fuori della linea del gol.

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