La moviola non è un’opinione – 4a giornata di Serie A

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Bene i direttori di gara in questa quarta giornata, solo poche sbavature: analizziamo assieme gli episodi salienti.

 

Parma 1 – 1 Fiorentina, arbitro Valeri.
Partita colma di episodi, tra i quali l'arbitro di Roma si destreggia alla perfezione: corretta la segnalazione in occasione del rigore su Pabon (55'), solare quello su Cassani (87') così come il mani di Toni in area (91'). Bene anche le decisioni fuori dall'area di rigore: al 10' Borja Valero toglie il possesso a Pabon, che frana a terra e chiede il fallo, giusto far proseguire; bene anche il giallo a Rosi per una simulazione troppo palese.

Juventus 2 – 0 Chievo, arbitro Russo.
Partita senza problemi, il Chievo passa poche volte la metà campo e la Juve domina nella metà avversaria, senza mai generare problemi per la terna.

Sampdoria 1 – 1 Torino, arbitro Calvarese.
Il nervosismo della partita fa pensare a un derby tra le due compagini neo-promosse (ben 8 sono infatti i cartellini gialli sventolati dal fischietto di Teramo); nonostante ciò, la gara è ben diretta da Calvarese, che negli episodi chiave della gara decide in modo impeccabile: giusti entrambi i rigori, il primo per atterramento di Cerci, il secondo per quello di Eder. Ingiustificato il nervosismo di Maxi Lopez a fine partita (squalificato due giornate per aver preso a calci la porta dello spogliatoio dell'arbitro), verso una terna che ha sbagliato poco o nulla.

Udinese 2 – 1 Milan, arbitro Celi.
La squadra di Milano non aiuta certo l'arbitro nel suo lavoro, mettendolo nelle condizioni di dover decidere in merito a diversi episodi. Giusta l'espulsione di Zapata per doppia ammonizione, come giusto annullare il (non) gol a Di Natale, che poi comunque trasformerà il penalty: il fischio era già stato eseguito, gioco fermo. Diversa la situazione di Boateng: se sul primo giallo (calcione sul polpaccio a Pinzi) l'arbitro avrebbe potuto essere più severo, comminando il rosso, sul secondo è forse eccessiva l'ammonizione del ghanese.

Inter 0 – 2 Siena, arbitro Massa.
Nessun episodio di rilievo nella gara di San Siro, solo qualche appunto: gli interisti reclamano un rigore per atterramento di Milito in area, che però si lascia palesemente cadere a contatto con Felipe. Giallo per simulazione o rigore? Nel dubbio, nulla: poco discutibile la decisione dell'arbitro ligure.

Catania 0 – 0 Napoli, arbitro Bergonzi.
E' subito richiesto l'intervento di Bergonzi, quando al 1' Alvarez affossa con decisione Cavani lanciato a rete: rosso diretto, Catania in 10 uomini. Altro rosso poteva essere mostrato ad Almiron, che al 62' se la prende sempre col “Matador” lanciato verso la porta di Andujar: solo giallo per lui.

Bologna 1 – 1 Pescara, arbitro Romeo.
Non benissimo l'arbitro di Verona, non supportato adeguatamente dagli assistenti ufficiali: il gol di Gilardino è infatti in palese fuorigioco, non però secondo il secondo assistente di Romeo. Forse eccessivo il rosso a Perin, colpevole di aver atterrato Gilardino in area di rigore: Pellizzoli para, ma il giocatore dei delfini va comunque anticipatamente sotto la doccia. Nel finale, Natali mette giù Vukusic in area di rigore: contatto dubbio, giusta la decisione dell'arbitro di lasciar correre.

Atalanta 1 – 0 Palermo, arbitro Giacomelli.
Prima frazione di gioco molto polemica all' “Atleti Azzurri d'Italia”: entrambe le squadre reclamano per due calci di rigore, ma in entrambi i casi l'arbitro di Trieste decide nel modo più corretto, non premiando Hernandez con la massima punizione (suo il fallo iniziale) e giudicando involontario il tocco di mano di Donati. Giusto il gol annullato a Munoz: irregolare la sua posizione, nel momento in cui Ilicic calcia il pallone.

Lazio 0 – 1 Genoa, arbitro Damato.
Partita senza troppe pretese per Damato, che comunque non denota cali di attenzione nei due casi in cui è chiamato in causa (pericolo sempre dietro l'angolo, nel caso di partite tranquille): giusto non fischiare il rigore su Borriello al 64', è lo stesso attaccante del Grifone che inciampa e sgambetta l'avversario; al 91', il fuorigioco di Kozak (con conseguente gol annullato) è talmente evidente che avrebbe potuto segnalarlo anche senza l'ausilio della bandierina dell'assistente.

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