La moviola non è un’opinione – 3a giornata di Serie A

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Bonucci graziato, Orsato assolto, assistenti arbitrali voto 6 di incoraggiamento: analizziamo gli episodi salienti di questa terza giornata di campionato.

 

Palermo 1 – 1 Cagliari, arbitro Mazzoleni.
Fino all’82’, match abbastanza tranquillo per il fischietto di Bergamo (troppo severa forse l’ammonizione di Garcia al 45′ PT), che però paga una segnalazione erronea del primo assistente, ed annulla un gol regolare segnato da Donati: l’incornata del giocatore rosanero, su assist del solito Miccoli, era infatti regolare, e non in posizione di offside.

Milan 0 – 1 Atalanta, arbitro Orsato.
Nel secondo anticipo del sabato, l’arbitro Orsato conferma il proprio stile montanaro e inflessibile, lasciando correre su contrasti non plateali e scatenando così le ire del Meazza. Succede più volte durante il match, quasi sempre sfavorendo i padroni di casa, l’episodio più dubbio al minuto 7: Raimondi aggancia Boateng con la caviglia, l’arbitro a pochi passi lascia correre. Al bar dello sport direbbero “Se avesse dato rigore, non sarebbe stato uno scandalo”; cercando di mantenere più elevata la caratura dell’analisi, ci fidiamo della vicinanza di Orsato all’azione. Assolto.

Chievo 1 – 3 Lazio, arbitro Rizzoli.
Partita ben gestita da Rizzoli, pochi gli episodi, sui quali il fischietto internazionale decide sempre nel migliore nei modi. Rigore per i veneti ineccepibile, Klose si appende al braccio di Sardo, tirandolo giù in area.

Pescara 2 – 3 Sampdoria, arbitro Pinzani.
Primo tempo infuocato per Pinzani, che deve fronteggiare le proteste dei funamboli del Pescara, atterrati come birilli dai difensori blucerchiati. Il direttore di gara, infatti, prende un abbaglio quando ammonisce Weiss per proteste, dopo che questo era stato affossato al limite dell’area da Enzo Maresca. Sugli sviluppi dell’azione successiva, è ancora Weiss ad andare giù, stavolta dentro l’area: contatto più dubbio stavolta, giusta la decisione dell’arbitro di lasciar proseguire; ancora vibranti le proteste del pescarese, che non viene però espulso per doppia ammonizione.
Nel secondo tempo, al contrario, fioccano i gol, meno gli episodi dubbi: buona la gestione della gara di Pinzani, che a fine primo tempo sembrava aver perso di mano la partita.
In tutta la gara, buone le segnalazioni degli assistenti, specie su Maxi Lopez, costantemente a danzare sulla linea del fuorigioco.

Roma 2 – 3 Bologna, arbitro Guida.
Giocatori rossoblù infuriati, in occasione del raddoppio di Lamela: un giocatore del Bologna era a terra dolorante. Lamentele inutili, Guida non aveva fermato il gioco, gol regolare.
Al 32′, annullato un gol a Destro, giudicato in offside dall’assistente: segnalazione corretta. Vede bene l’arbitro di porta al 54′, quando Totti impegna Agliardi di testa, che devia la palla fuori dalla porta prima che superi interamente la linea bianca.

Genoa 1 – 3 Juventus, arbitro Rocchi.
Giusto, a metà della prima frazione, il giallo a Pirlo, per un tocco col braccio su punizione di Jankovic; generoso Rocchi con Bonucci, graziato per aver steso Kucka lanciato a rete in contropiede, che era ultimo uomo (Marchisio era troppo lontano per poter recuperare): il rosso ci sarebbe potuto stare, solo giallo per il direttore di gara. Ad inizio ripresa, tocco di Seymour con un braccio in area, l’arbitro lascia correre, non giudicandolo volontario: penalty non fischiato, decisione che desta qualche dubbio. Rigore che poi arriva, netto questa volta: Sampirisi in ritardo su Asamoah, lo stende sul lato corto dell’area di rigore.

Piccola considerazione personale: trovo stucchevole il giallo comminato a Ciro Immobile in occasione del gol, per essersi appeso alle recinzioni del Ferraris nell’esultanza. Come anche nei casi in cui i giocatori si tolgono la maglietta, la regola c’è e come tale va fatta rispettare; che denoti un eccesso di zelo, spesso inutile, penso però sia un dato di fatto. Il regolamento parla di “eccessiva esultanza”: certo, se sparassero in aria con delle Colt stile far west potrei capire l’ammonizione, per una maglietta tolta o un gesto come quello di Immobile per caricare i tifosi trovo la sanzione quantomeno eccessiva.

Siena 2 – 2 Udinese, arbitro De Marco.
Giusta la decisione, al 27′ del primo tempo, di non concedere la massima punizione ai senesi, per un presunto fallo su Calaiò: l’attaccante accentua la caduta dopo un contrasto (regolare) con Domizzi e carambola addosso a Benatia, incolpevole.
Mentre nulla possiamo dire sull’espulsione di Guidolin (offese al Quarto Uomo, che evidentemente ha riportato la cosa al direttore di gara), è affrettata quella per somma di gialli di Lazzari: il centrocampista ex Fiorentina non sembra toccare l’avversario lanciato in contropiede, che franando a terra inganna De Marco, posizionato alle loro spalle (posizione corretta la sua in occasione del corner, fisiologicamente arretrata in occasione della ripartenza veloce).
Giusto il rigore in chiusura per il Siena: Domizzi nemmeno ammonito, il cartellino ci poteva stare, e non solo quello giallo.

Fiorentina 2 – 0 Catania, arbitro Doveri.
Giusto il gol annullato a Bergessio all’8′: l’attaccante argentino era al di là della linea dei difensori di un metro abbondante. Giusto anche il gol annullato alla Viola: sulla punizione di Ljajic, Roncaglia, che corregge in rete, era partito in posizione di leggero fuorigioco.

Napoli 3 – 1 Parma, arbitro Gervasoni.
Scolastico il rigore fischiato su Pandev, messo giù in uscita da Mirante: corretta la decisione, e corretto il giallo al portiere ex Juve. Posizione dubbia invece di Hamsik in occasione del raddoppio partenopeo: il fantasista slovacco parte infatti in offside (sebbene di pochi centimetri).
A inizio ripresa, Rosi segna a gioco fermo, dopo un fallo: inutile parlare di gol annullato, giusta la decisione di Gervasoni.

Torino 0 – 2 Inter, arbitro Banti.
Buona la prova del fischietto di Livorno, che gestisce la gara, priva peraltro di episodi, in modo quasi da manuale. Le uniche sviste derivano da errori di segnalazione degli assistenti, che in un paio di occasioni alzano la bandierina per segnalare posizioni di fuorigioco inesistenti.

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