Inter-Roma: la conferenza di Stramaccioni

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Andrea Stramaccioni è pronto per fare il suo esordio al Giuseppe Meazza in questo campionato.

 

La prima domanda riguarda il grande affetto dei tifosi nerazzurri: "L'avevo già detto a caldo dopo il match contro il Vaslui: ci aveva dato una forza in più vedere che l'atteggiamento dello stadio era di comprensione in un momento di difficoltà della squadra. – spiega l'allenatore durante la conferenza stampa alla vigilia del match con la Roma – Ci ha dato forza, era come se il pubblico recuperasse palla insieme a noi: ricordo due palloni riacciuffati da Guarin, sembrava che quella palla l'avessero sradicata in 40 mila. Il nostro pubblico ha bisogno di fatti e non di parole". Stramaccioni affronta per la prima volta la società che gli aveva affidato prima i giovanissimi e poi gli allievi, tuttavia “Strama” non vuole nessuna rivincita: "Non c'è nessun sentimento di rivincita. Se io sono adesso sono all'Inter lo devo ai sei anni trascorsi con la Roma. Intendendo la Società e le persone che la compongono dovrò dire sempre e solo grazie e se sono diventato un professionista lo sono diventato sui campi di Trigoria. Sono stato triste quando sono andato via, ma credo sia normale, io sono un ragazzo semplice. Poi, si è aperta una fase della mia carriera dove le persone mi hanno accolto in modo meraviglioso e questa fase è quella attuale. Detto questo, noi siamo l'Inter e domani vogliamo vincere". Il match in programma domani al "Meazza" sarà anche il primo confronto tra l'allenatore nerazzurro e il capitano della Roma Francesco Totti: "Inutile negare che esistono delle sensazioni particolari, sicuramente per me non sarà una partita come le altre. È normale, ma non devo pubblicizzare troppo certe cose. Chi mi conosce lo sa: per me certi legami personali sono importanti, ma ripeto domani conta Inter-Roma e noi ci dobbiamo fare trovare pronti". Al tecnico viene chiesto anche un parere sul fatto di allenare l'Inter: "Sono stato inserito in un mondo nuovo, in una sorta di grande frullatore, in un mondo forse veloce, che mi ha fatto sperimentare tutto in modo anticipato, quindi molte cose le sto cercando di imparare vivendole. Quello che sicuramente mi manca è l'esperienza e sto cercando di acquisirla da tutti, dai miei giocatori, dall'ambiente e dalle partite”. La domanda successiva riguarda l'allenatore della Roma Zdenek Zeman: “Che cosa sto imparando da Zeman? Che cosa posso dire, lui allenava e io neanche ero nato. Rappresenta un precursore di un modo di fare calcio e, come gli ho detto anche di persona, lo ammiro tantissimo. Domani saremo rivali ed è superfluo dire che noi proveremo a vincere la partita come facciamo sempre. Credo che lui, come ho detto tante volte, non si possa imitare, semplicemente perché è lui. Ha un suo modo di proporre il calcio, integralista, e lo vive come la sua fede. Detto ciò domani proveremo a batterlo". Se Stramaccioni sia più preoccupato o più stimolato dal confronto con l'allenatore boemo è lui stesso a spiegarlo: “Con tutto il rispetto per il Mister, credo che domani arrivi a San Siro con una grande squadra e noi non affronteremo lui, ma una grande squadra. Per quanto importante, non credo che il risultato del match possa essere decisivo, ma è comunque un test importante. Arriva al Meazza una grande squadra e noi abbiamo voglia di misurarci con loro. Siamo l'Inter e, a testa alta, proveremo dal primo all'ultimo minuto a vincere la partita". Stramaccioni scherza anche sui presunti contatti avvenuta tra Massimo Moratti ed il tecnico boemo, trovando delle similitudini: "Ha un figlio che si chiama Andrea e anche mio padre è del 1947. Solo per questi aspetti possiamo provare a tracciare un accostamento, ma io non ho neanche la presunzione di paragonarmi. Io sto cercando di diventare un allenatore di serie A. Zeman anti-Juventino? Dovreste chiederlo a lui, non lo so, io sono pro-interista…". L'allenatore interista carica Andrea Ranocchia dandogli un'importante investitura: "Da quando sono qui mi avete bombardato di domande su di lui, penso che Ranocchia possa diventare il leader della difesa". "Strama" fa' il punto sugli infortunati, partendo da Handanovic: "Sta facendo di tutto per recuperare, ma dopo l'ultimo consulto con Combi non voglio far giocare chi rischierebbe un infortunio più lungo. Per fortuna poi c'è la sosta, una manna per i nostri infortunati, da Handanovic ad Alvarez, da Chivu a Mudingayi. Pereira? Sta bene, si è allenato questa settimana e credo sia pronto nel momento in cui sarà chiamato in causa". Infine gli viene chiesto un commento sul mercato dell'Inter, sulla mancanza di un vice-Milito e sulla cessione in prestito di Samuele Longo e non di Marko Livaja: "Credo che l'Inter abbia fatto un mercato intelligente. Probabilmente c'è sfuggito qualche grosso colpo, Lucas o Lavezzi. Però credo che abbiamo gettato le basi per la costruzione di un'Inter che vuole tornare grande. Tutto all'interno di un acume finanziario importante, visto che c'è stata una riduzione di 40 milioni negli ingaggi. Sinceramente non abbiamo un'altra prima punta con caratteristiche da prima punta, abbiamo provato a prenderla. Ma nel momento in cui sono sfumati gli obiettivi, ho rifiutato qualsiasi altra alternativa d'occasione. Se doveva arrivare un giocatore doveva essere funzionale al nostro modo di stare in campo. Non è arrivato, ma va bene così. Questo è stato un anno zero, sono andati via 13 giocatori, ne sono arrivati 8. E' stato abbattuto il monte ingaggi, tutto nella linea guida tracciata dal presidente. Mercato intelligente che getta delle basi, poi dovremo far parlare il campo. Marko ha un anno in meno, potrà giocare anche in Primavera cosa che Longo non avrebbe potuto più fare. Poi, reputo che Samuele abbia bisogno di un minutaggio alto, Marko invece può incidere di più in 10-15 minuti. Tutte queste valutazioni ci hanno indotto a fare questa scelta".

 

 

 

 

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