Il Milan vince ma non convince

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Il Milan supera il Bologna, ma il gioco non rispecchia la differenza che il risultato suggerisce. Un 3-1 al Dall'Ara regalato da Pazzini che non nasconde i problemi che continuano ad albergare al Milan, sperando che la sosta possa migliorare le cose.
 
 
Dopo la disfatta a San Siro della settimana scorsa contro la Sampdoria, il Milan risorge. E lo fa grazie ad uno dei pochi acquisti di questa ultima campagna terminata poco più di 24 ore fa: Giampaolo Pazzini. L'ex Viola, infatti, con una tripletta, salva il Milan da un'altra figuraccia e porta un po' di ossigeno alla classifica dei Rossoneri. Al suo fianco Allegri schiera El Shaarawy, con Boateng dietro i due. Solito centrocampo a tre uomini con Ambrosini al centro e Montolivo e Nocerino ai suoi fianchi. Difesa identica a quella del match con la Samp, con De Sciglio, Bonera e Antonini e l'eccezione di Acerbi, al debutto, che prende il posto di Mario Yepes. Tra i pali ancora Abbiati. 
Stefano Pioli schiera un 3-5-1-1 con Agliardi a difendere la porta, in attesa della risoluzione dell'infortunio di Curci e il trio Morleo-Antosson-De Carvalho in difesa. Motta, Guarente, il neo acquisto Pazienza, Taider e Cherubin in mezzo al campo e Diamanti libero di svariare dietro l'unica punta Acquafresca.
Parte forte il Milan, grazie anche al ritorno al modulo originario di Massimiliano Allegri e la giusta collocazione in campo di Boateng, che sembra prendere le redini della squadra fin da subito stavolta.
Dopo 15 minuti di gioco, è proprio Boateng che pesca sulla corsa Pazzini che si fa stendere in area da Cherubin. Tagliavento fischia un rigore non solare e il Milan va in vantaggio grazie alla realizzazione del "Pazzo" stesso. Come al solito, però, l'attacco e il possesso palla dei milanisti sono sterili. A dimostrazione di ciò ci sono le frequenti incursioni palla al piede di Diamanti che fortunatamente non conclude a dovere. 
Appena dopo l'infortunio di Montolivo e l'entrata di De Jong al suo posto, Nocerino commette una follia e procura il rigore che Diamanti insacca alle spalle di Abbiati. 
E' il minuto 42 e per il Milan è un brutto colpo subire il pareggio a pochi secondi dall'intervallo.
Al rientro dagli spogliatoi il Bologna va addirittura vicino al vantaggio con un pericoloso diagonale mancino di Guarente, servito da Acquafresca. 
Al 22' il terzo debutto nel Milan: Bojan Krkic prende il posto di uno spento El Shaarawy.
Il Bologna continua a mettere pressione con le avanzate e le idee di Diamanti ma una papera di Agliardi mostra le doti da predatore d'area di Pazzini che sfrutta una palla vagante e segna a porta vuota. E' il 2-1 inaspettato e immeritato che taglia le gambe al Bologna, che dopo 7 minuti subisce ancora un tiro di Nocerino deviato in gol di tacco ancora dall'ex Inter, che alla prima da titolare sigla una tripletta da non dimenticare. Ultimi minuti di gestione e arroccamento difensivo per il Milan di Allegri e Tassotti che fanno registrare il quarto debutto della stagione: entra il 17enne M'Baye Niang per far spazio alla standing ovation per il pubblico rossonero a Bologna per il nuovo idolo Giampaolo Pazzini. 
 
Il Milan, dunque, si salva. Quella di oggi non è certo la più meritata delle vittorie, ma è una delle più utili, in un periodo difficile per la squadra. 
 
 
Top 3:
 
Pazzini: In Inghilterra l'avrebbero chiamata "hattrick", in Italia si dice "tripletta", non c'è però differenza nel fatto che oggi il Pazzo si porta a casa il pallone della gara, con gli occhi pieni di orgoglio e contentezza per aver permesso al Milan di respirare un po'.
 
Boateng: Se non fosse per lui il match si sarebbe concluso da tempo, a favore del Bologna però. Lancia Pazzini che si procura il rigore che porta il vantaggio e, nel resto del match, cerca praticamente da solo di tenere a galla il gioco dei suoi compagni.
 
Acerbi: Non è facile giocare con i fantasmi di Thiago e Nesta, lui lo fa e lo fa anche abbastanza bene. Sembra ordinato e in campo ha la sicurezza di un veterano. Può e deve, ovviamente, migliorare ancora.
 
 
Flop 3:
 
Nocerino: Da quando Zlatan se n'è andato non è più lo stesso. Mai visto in fase offensiva in 90' minuti, se non nel tiro poco preciso che fortunatamente Pazzini corregge in rete. In fase difensiva si comporta anche peggio, concedendo il rigore che permette a Diamanti di portare la sua squadra sul momentaneo pareggio.
 
Antonini: Spinge poco, nonostante dalle sue parti non ci fossero pericoli procurati da Motta, e quando lo fa i suoi cross sono poco ragionati e imprecisi.
 
El Shaarawy: Si sta ancora aspettando la sua esplosione, ma se non si propone ci sarà da aspettare ancora per molto. E il Milan non può permetterselo.

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