Gli ex Genoa rimontano la Samp: l’Inter vince 3-2 ed è seconda!

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Ottava vittoria consecutiva per l’Inter, che chiude un mese di Ottobre perfetto con sei gare disputate e altrettanti successi, con un 3-2 sulla Sampdoria che viceversa nel mese appena concluso ha sempre perso.

 

Era troppo importante che i nerazzurri mantenessero quantomeno il passo della Juventus, arrivando allo scontro diretto di Sabato sera senza perdere ulteriore terreno sugli imbattuti bianconeri, e questo incontro con i blucerchiati, reduci da quattro KO di fila ma capaci di strappare un punto nelle ultime due uscite al Meazza contro l’Inter, era uno di quegli ostacoli che avrebbero potuto non solo minare la concentrazione per la supersfida del fine settimana, ma anche rappresentare un intoppo in grado di portare ripercussioni su morale e classifica. Perciò Stramaccioni ha scelto di nuovo il tridente pesante, rinunciando in mezzo al campo all’ottimo Cambiasso per rilanciare Guarín ma mantenere i due mediani a supporto di una difesa nuovamente a quattro vista la squalifica di Juan Jesus: è un 4-3-3 a tutti gli effetti, molto offensivo ma anche coperto quanto basta per evitare imbarcate come quelle di uno che di questo modulo ne ha fatto una carriera, cioè Zeman. Ferrara, che contro l’Inter da tecnico juventino ha toccato il punto più alto della sua carriera da allenatore (il 2-1 del Dicembre 2009) e il punto più basso (stesso punteggio, ma al Meazza, nei quarti di Coppa Italia con gol decisivo di Balotelli al 90′ ed esonero che avvenne il giorno seguente), ha tanta voglia di fare un favore alla società con cui ha sia giocato che allenato e, pur dovendo fronteggiare numerose assenze nella linea mediana (su tutte quelle di Maresca e Obiang), mette in campo un centrocampo abbastanza folto, nel quale c’è spazio per l’ex di turno Poli, con il solo Éder di fatto a fare da punta unica, sfruttando gli inserimenti dalle fasce degli esterni, Estigarribia da una parte e Soriano dall’altra, con Maxi López che va solo in panchina. Piove a dirotto sul Meazza, ma rispetto ad altri campi di questo secondo turno infrasettimanale di campionato (Verona e Parma soprattutto) la situazione del campo è più che accettabile, sembra che il nuovo terreno di gioco in misto sintetico stia funzionando.
PRIMO TEMPO
Partenza lenta, l’Inter prova a sfondare con il poderoso attacco mentre la Sampdoria punta tutto sul gioco nelle fasce laterali, dalle quali nasce anche una mezza occasione con un pallone calciato fortuitamente da Berardi sulla destra che prende una strana traiettoria e per poco non finisce nel sette. Milito prova a rispondere in azione solitaria al quarto d’ora, portandosi a spasso tutta la difesa doriana in un uno contro tre nel quale riesce ad andare via e a tirare in porta ma la sua conclusione in diagonale è debole e il connazionale Romero non ha nessun problema per bloccare il pallone. Al 18′ ci prova anche Samuel di testa su calcio di punizione di Pereira ma manda alto, sempre su calcio piazzato invece la Sampdoria fa centro: battuta di Tissone verso il secondo palo, proprio Samuel manca completamente l’intervento di testa e mette in difficoltà Ranocchia, che è sorpreso dalla non giocata del compagno e si vede il pallone rimbalzare addosso, il tocco involontario diventa un assist per Munari che, appostato a centro area, infila Handanovic per il vantaggio ospite al 20′. Secondo gol in campionato per il centrocampista arrivato nell’ultima sessione di mercato dalla Fiorentina, l’altro lo aveva realizzato nel precedente turno infrasettimanale in casa della Roma, su evidente errore da parte di Stekelenburg. Inter colpita e forse anche un minimo scarica, manca la giocata capace di accendere la luce e colui che solitamente l’aveva fatto nelle partite precedenti, ossia Cassano, è piuttosto benevolo contro il suo passato, spesso addirittura preferisce il passaggio per Milito alla conclusione personale (capiterà due volte prima dell’intervallo) e non crea pericoli, fatta eccezione per una palla servita in area al 35′ per Pereira, botta secca dell’uruguayano che Romero respinge centralmente, sulla ribattuta si avventa Guarín il cui sinistro è pero ampiamente largo. Ci prova anche Palacio ma non c’è niente da fare, l’Inter va al riposo sotto di un gol, cosa mai successa a fine primo tempo in campionato e in generale nella striscia di sette vittorie consecutive successive allo 0-2 contro il Siena.

SECONDO TEMPO
Inevitabile la presenza dall’inizio di Cambiasso, che rileva un Mudingayi sottotono e anche ammonito. L’argentino si fa subito valere in mezzo al campo nella doppia fase difensiva e offensiva, serve anche una sponda per Palacio il cui sinistro dal limite dell’area è però altissimo. Si tratta di un segnale da non sottovalutare, perché poco dopo Palacio scende centralmente e vede Milito libero sulla destra, assist perfetto per il compagno che è solo davanti a Romero ma non può tirare perché viene affossato da Costa: dopo un attimo di esitazione, e forse di consultazione con il giudice di linea, Doveri fischia il calcio di rigore ed espelle il difensore in gol su questo campo alla prima giornata contro il Milan per fallo con chiara occasione da gol. Dal dischetto va lo stesso Milito, palla sul palo e poi in gol, match che torna in parità ma con l’Inter avanti di un uomo (c’è da dire che anche l’azione del rigore era arrivata in superiorità numerica, con Berardi fuori dal campo in seguito a uno scontro con Pereira, l’ex Brescia dopo il gol viene sostituito da De Silvestri). Assedio nerazzurro e non poteva essere altrimenti dopo l’espulsione di Costa, la Sampdoria si barrica dietro cercando di reggere il più possibile ma si capisce che è una resistenza destinata a non durare per molto: scricchiola già al 61′, quando Milito in area con una finta magica, in stile finale contro il Bayern Monaco, si libera del nuovo entrato De Silvestri e stampa un sinistro potentissimo sul palo, vacilla ancor di più al 64′, con un colpo di testa di Palacio a metà tra conclusione e sponda per Cambiasso che manca la deviazione sul secondo palo da pochi passi per un attimo. Alla terza occasione però non è possibile salvarsi ancora, soprattutto se questa possibilità viene gentilmente concessa da Renan, entrato in campo neanche dieci minuti prima al posto di Poli, che si addormenta dopo un corner a proprio favore facendosi toccare via il pallone da Milito che innesca Cassano, contropiede due contro due con Palacio largo sulla destra, passaggio per l’argentino al limite dell’area di rigore, controllo e colpo da biliardo con il destro che, come nell’1-1, prima sbatte sul palo e poi finisce in gol, la rimonta dell’Inter è completa. Segna anche Palacio, ossia l’altro grande ex bomber del Genoa, in una sorta di derby trasferito a Milano: a differenza di Milito, che nella stagione 2008-09 aveva segnato quattro gol in due partite di cui tre nel derby di ritorno, per il numero otto si tratta della prima volta contro la Sampdoria, e per poco tre minuti dopo non arriva anche la doppietta, con un diagonale di sinistro quasi dal fondo che attraversa tutto lo specchio della porta per poi finire la sua corsa sul fondo. Palacio poi si trasforma in uomo assist al 76′ per Cambiasso che in acrobazia manda alto, prima che Ferrara decida di togliere dal campo Renan per manifesta inferiorità, la partita del giocatore brasiliano dura appena venti minuti, giusto il tempo per sbagliare tutti i palloni che transitano dalle sue parti ed essere richiamato fuori di corsa. Pur senza il peggiore in campo negli avversari continua a esserci solo una squadra in campo, ovviamente l’Inter che manca il tris all’80’ con Cassano su punizione dal limite da lui stesso guadagnata, il suo destro morbido supera la barriera ma finisce alto dopo aver leggermente toccato la traversa a Romero battuto. Il 3-1 è comunque questione di minuti e arriva all’83’, Nagatomo viene lanciato bene sulla sinistra e tocca arretrato per Cassano, scarico centrale per Guarín che anziché calciare subito (come aveva fatto troppo spesso ultimamente, con risultati scadenti), si allarga saltando l’uomo e poi può finalmente concludere facilmente di destro nella porta doriana, trovando così il suo primo gol in Serie A. Grosse proteste nella panchina ospite, ne fanno le spese il portiere di riserva Berni che viene espulso e Ferrara che viene allontanato, entrambi chiedevano un fuorigioco di Nagatomo a inizio azione ma dalle immagini si nota che la posizione del giapponese è o in linea oppure irregolare ma per pochissimo e praticamente impossibile da riconoscere con certezza. La gara di fatto si conclude qui, per le statistiche c’è solo da segnalare che nel recupero, quando era arrivata anche la notizia beffa del 2-1 bianconero con Pogba al 92′, la Sampdoria accorcia le distanze con Éder che chiude un triangolo con Maxi López e di sinistro segna il gol che fissa il risultato sul 3-2, stesso punteggio della gara del 2005 ma stavolta la rimonta dell’Inter è stata lungo tutto il secondo tempo e non nei minuti finali come quella incredibile volta con Mancini.

Se la Juventus riesce a vincere non si può dire lo stesso del Napoli, battuto 1-0 a Bergamo grazie a un gran gol dal limite di Carmona. L’Inter è quindi seconda, sempre a -4 dai bianconeri ma comunque guadagna una posizione in classifica e può adesso pensare direttamente al big match di Sabato sera, che comunque vada manterrà la Juve prima in classifica ma bisognerà vedere come: sarà certamente uno spettacolo da non perdere, anche per la grandissima attesa e per tutte le vicende che hanno reso la rivalità tra queste due squadre ancor più accesa rispetto al passato. Dall’altra parte la Sampdoria deve rammaricarsi per la quinta sconfitta consecutiva (curiosamente tutte per un solo gol di scarto), che cancella definitivamente il buon inizio di stagione e adesso mette anche a rischio la panchina di Ferrara, confermato dopo lo 0-1 contro il Cagliari ma che potrebbe non avere più tante possibilità in futuro: sarà fondamentale in questo senso la delicata gara casalinga contro l’Atalanta.

IL TABELLINO
Inter (4-3-3): Handanovic; Zanetti, Ranocchia (84′ Silvestre), Samuel, A. Pereira (62′ Nagatomo); Mudingayi (46′ Cambiasso), Gargano, Guarín; Palacio, Milito, Cassano. Allenatore: Stramaccioni
Sampdoria (4-3-2-1): Romero; Berardi (53′ De Silvestri), Gastaldello, Rossini, Costa; Munari, Tissone, Poli (59′ Renan, 78′ Maxi López); Estigarribia, Soriano; Éder. Allenatore: Ferrara
Arbitro: Daniele Doveri di Roma (Bianchi – Meli; Nicoletti; Mazzoleni – Baracani)
Reti: 20′ Munari (S), 52′ rig. Milito, 68′ Palacio, 82′ Guarín
Espulsi: Costa (S) al 51′ per fallo con chiara occasione da gol, Berni (S) all’83’ dalla panchina per proteste
Ammoniti: Mudingayi (I), Munari (S)

[Immagine presa da inter.it]

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