Ancora una sconfitta per il Milan, con l’Udinese è 2-1 al Friuli

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Non c’è niente da fare, il Milan raccoglie la prima sconfitta in trasferta di questa stagione al cospetto dell’Udinese di Guidolin e dunque tutte le cause della crisi sono definitivamente da attribuire alla squadra e non al fattore campo, che sta colpendo anche l’Inter. Come volevasi dimostrare.

 
E’ un 4-3-3 quello schierato da Allegri, con Boateng in panchina ed El Shaarawy ed Emanuelson ad ispirare Pazzini in attacco. Un centrocampo tutto italiano con Nocerino, Ambrosini e Montolivo e gli esordi di Zapata e Mesbah in difesa. Solito 3-5-2 per i bianconeri padroni di casa.
Parte subito forte il Milan, che in 15 minuti dimostra tutto ciò che non è mai riuscito a far vedere nelle precedenti quattro partite disputate tra campionato e Champions League. Sono tre,infatti, le occasioni per i Rossoneri nella prima parte del match. Sembra il preludio ad una giornata di tranquillità, dato che Pazzini prima e Mèxes e El Shaarawy poi impegnano fortemente l’ottimo Brkic. Dall’altra parte del campo, buona la prestazione di Zapata che con razionalità, un buon passo e grande attenzione stoppa tutte le azioni dell’Udinese praticamente da solo, rimediando in un’occasione anche ad un erroraccio del compagno di reparto.
Ecco che, però, accade il misfatto: a pochi minuti dalla fine del primo tempo i milanisti subiscono il gol dell’1-0 da un calcio d’angolo battuto al centro dell’area, dove l’attaccante Ranegie, dall’alto dei suoi 196 centimetri, anticipa Abbiati e Mèxes, visibilmente in ritardo nei rispettivi interventi.
Nella ripresa gli undici titolari non vengono modificati, ma dopo poco entra Boateng. Stavolta il numero 10 ghanese viene schierato leggermente più indietro nello scacchiere Allegriano, prendendo il posto del capitano Massimo Ambrosini. Ed ecco che vengono a galla le vere doti del centrocampista, che porta palla dal cerchio della metà campo fino al limite dell’area avversaria, con un bel dribbling incorporato, scarica per Pazzini che si accentra e libera al tiro El Shaarawy che da una trentina di metri sbatte la palla nell’angolo alla sinistra del portiere.
E’ il meritato pareggio derivato da una bella azione corale e arricchita dalle potenzialità dei singoli. L’1-1 però dura poco, neanche un quarto d’ora perchè nel bel mezzo di un’azione dell’Udinese in area meneghina, l’autore del gol del vantaggio Ranegie si fa stendere da una scivolata di Zapata che, già ammonito, guadagna anzitempo gli spogliatoi. Il solito Di Natale non ha problemi a spiazzare Abbiati nel conseguente calcio d’angolo e per gli ospiti è tutto da rifare. Ciò che i ragazzi di Allegri rifanno, però, non è il gol del pareggio, ma l’espulsione. La vittima del cartellino rosso stavolta è il neo entrato Kevin Prince Boateng che raccoglie la seconda ammonizione per un normale fallo di gioco. L’arbitro Celi nella circostanza prende una decisione alquanto discutibile e lascia il Milan in nove uomini. Da lì, è inutile dire che la candela della speranza ha terminato la sua cera, e il match termina dopo alcuni contropiedi gestiti dai friulani che non hanno portato a nessun cambiamento nel risultato finale.
Cambia l’approccio alla partita, che non è più quello di una squadra che subisce come un pugile ferito ovunque, ma non il risultato. Partenza a razzo che non ha portato a nulla in sostanza ma che porta un po’ più di convinzione nella testa dei giocatori, con un Allegri che ha una partita in meno, per dimostrare a Berlusconi e Galliani che la fiducia datagli non sarà solo una questione di tempo.
Top 3
El Shaarawy: E’ il secondo match consecutivo in cui la sua prestazione è molto buona. Oggi, contro l’Udinese gli esce anche un gol degno di una copertina e si fa vedere molto più del solito. Magari il faraone sta crescendo davvero.
Boateng: Lui e Allegri dimostrano che il trequartista, almeno senza Ibrahimovic, non è il suo ruolo predefinito. Parte nella ripresa come mediano, o mezz’ala che dir si voglia, ed molto più incisivo. Lo dimostra l’azione del gol del Milan, che parte proprio dai suoi piedi.
Nocerino: Finalmente anche lui sembra nella fase ascendente della forma. Il suo è un lavoro più di impostazione in collaborazione con Montolivo, dato che lo schema attuale non prevede grosse incursioni dei centrocampisti, e non è mediocre come altre volte.
Flop 3
Zapata: Parte benissimo, meglio di quanto chiunque potesse aspettarsi, ma nel secondo tempo commette un errore madornale. Non tanto nel cercare di fermare Ranegie che era ad un passo dal secondo gol, ma facendolo avendo già il proprio nome trascritto nel taccuino dell’arbitro, lasciando la squadra in inferiorità numerica negli uomini e, poco dopo, nuovamente nel risultato.
Abbiati – Mèxes: Da loro errori scaturisce il gol del vantaggio friulano, ampiamente evitabile perché proveniente da un calcio da fermo. Dato che il gioco collettivo espresso non è eccellente, almeno gli errori di attenzione andrebbero evitati.
Mesbah: Un fantasma in campo, in difesa è nullo e in attacco produce quasi niente. Le sue avanzate non sono un problema per la difesa avversaria e i suoi traversoni non impattano mai con i suoi compagni.

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