A Bologna passa ancora l’Inter: Ranocchia, Milito e Cambiasso ed è 1-3

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L’Inter fa la voce grossa e vince agevolmente al Dall’Ara di Bologna, aprendo nel migliore dei modi la settimana “di ferro” che porterà alla supersfida di Sabato sera in casa della Juventus capolista.

 

Tre punti conquistati senza troppi problemi, in una partita che i nerazzurri hanno tenuto in pugno praticamente dall’inizio alla fine, dando al Bologna solamente un paio di occasioni e chiudendo il discorso risultato ben prima del 90′, a differenza delle uscite contro Catania e Partizan, molto più sofferte. Questa è la settima vittoria consecutiva per Stramaccioni e i suoi, l’ottava di fila su otto trasferte disputate, ruolino di marcia che comincia a farsi importante e che in vista del derby d’Italia non può che mettere un minimo di pressione sulla Juve sempre imbattuta ma finita nel vortice delle polemiche dopo l’incresciosa direzione arbitrale di Catania, risultato che metteva l’Inter con le spalle al muro e la necessità di rispondere colpo su colpo agli avversari: missione compiuta senza problemi. I rossoblu padroni di casa, reduci da due sconfitte consecutive per 1-0 ma in trasferta, fanno i conti con una classifica non proprio entusiasmante e perciò per Pioli c’è l’obbligo di tentare qualcosa di diverso per invertire la rotta: spazio al 4-3-1-2, con la difesa a quattro già vista a Cagliari ma in particolare la grande novità dell’attacco, con due punte vere più Diamanti e non il solo Gilardino (accanto all’ex Milan c’è Gabbiadini). Stramaccioni, che a Bologna circa vent’anni fa stava cercando di diventare un giocatore professionista prima di essere fermato da un grave infortunio al ginocchio, schiera un lineare 3-5-2 con la riproposizione di Nagatomo sull’out di sinistra e l’esclusione dall’inizio per Cassano, fuori per un leggero problema al collo. Al Dall’Ara diluvia, per quella che si può tranquillamente definire come la prima Domenica autunnale.

PRIMO TEMPO
Diamanti tenta immediatamente una delle sue specialità, ossia il calcio di punizione, ma dopo essersi procurato a poco più di un minuto dal fischio d’inizio una bella possibilità da non oltre venticinque metri tira fuori alla sinistra di Handanovic; tre minuti dopo, a conferma del bell’inizio bolognese, Guarente smarca Gilardino solo in area ma la punta probabilmente pensa di essere in offside e conclude malamente sul fondo da buona posizione. Sempre Diamanti pericoloso: all’undicesimo calcia di forza sfiorando il palo e dando l’illusione del gol, poco più tardi effettua un cross insidioso sul quale Handanovic ha bisogno di due tempi per bloccare, ci prova anche Guarente da fuori ma il suo tiro termina alto, l’Inter dalle parti di Agliardi non ci arriva mai nei primi venti minuti, lo fa per la prima volta al 21′ su angolo di Cambiasso che trova Ranocchia a centro area, colpo di testa da buona posizione e palla che esce di un nulla. La prima chance va male, la seconda no: al 26′ Cambiasso si guadagna e batte una punizione tagliata con il contagiri sul secondo palo proprio per Ranocchia che salta altissimo e incorna sull’angolo basso lontano, dove Agliardi non può proprio arrivare, Inter in vantaggio al primo tiro in porta e il numero ventitré torna al gol dopo quasi un anno, l’ultimo l’aveva realizzato a metà Dicembre 2011 in casa del Cesena. Sbloccata la situazione con il terzo gol in nove partite di un difensore, la cosa invita Juan Jesus a crearsi dal nulla una giocata personale conclusa con un bel sinistro sul quale Agliardi ci mette i pugni, è un’Inter molto più decisa quella della seconda metà di tempo, anche perché il gol del vantaggio permette di gestire molto meglio la situazione.

SECONDO TEMPO
Nessun cambio, basta un minuto a Gabbiadini per trovare lo spazio per il tiro ma palla nuovamente fuori, la porta invece la prende Diego Milito al 53′ ed è 0-2, con grande giocata di Palacio che si porta addosso tutta la difesa felsinea e poi scarica sul secondo palo per il connazionale che da pochi passi non ha nessuna difficoltà a battere Agliardi, secondo gol del Principe nel mese di Ottobre in quattro stagioni in nerazzurro (l’altro praticamente tre anni fa, il 29 Ottobre 2009 al Palermo), non poteva festeggiare al meglio la centesima presenza in campionato. Il Bologna è comunque bravo a rientrare subito in partita, prima Gilardino impegna Handanovic con un gran tiro dal limite su sponda di Gabbiadini che il portiere sloveno toglie dalla porta, dall’angolo susseguente palla giocata corta e cross in mezzo dove devia Cherubin e fa centro, 1-2 e punteggio nuovamente in discussione, con la difesa dell’Inter che lascia troppo spazio al difensore ex Reggina (secondo gol in Serie A, l’altro realizzato a Gennaio contro il Catania), il quale interrompe l’imbattibilità esterna della porta nerazzurra dopo quattrocentodiciotto minuti (recuperi esclusi). C’è spazio anche per del nervosismo, specialmente nella zona delle panchine: a farne le spese sono il tecnico bolognese Pioli e il vice di Stramaccioni, Beppe Baresi, il primo allontanato per proteste e il secondo per un battibecco con il vice di Pioli, Giacomo Murelli. Le speranze del Bologna di poter riaprire la gara durano comunque solamente sei minuti, perché al 64′ una giocata in velocità tutta argentina Milito-Palacio-Cambiasso permette al numero diciannove di trovarsi davanti ad Agliardi e di batterlo con un preciso tocco sotto, è il suo terzo gol al Dall’Ara dopo quelli del 2009 (Febbraio e Novembre). Dopo aver cercato di trovare il 2-3 (vicino su corner con tocco ravvicinato di Gabbiadini e respinta di Ranocchia, prima poi di un tiro di Garics sul fondo) il Bologna si sgonfia e si arrende all’avversario, con poker mancato da Gargano (tiro dal limite ribattuto) e con una tripla occasione nella stessa azione, prima Nagatomo si libera bene in area e calcia di sinistro forte con parata di Agliardi, poi Álvarez viene stoppato da un difensore e infine Cambiasso manca la doppietta tirando alto. Questo spreco non pregiudica comunque la vittoria, che arriva dopo tre minuti di recupero nei quali Nagatomo salva il doppio vantaggio su sporcato di Kone sul quale stava per avventarsi Paponi.

Il campionato entra nel vivo e l’Inter c’è: con la contemporanea sconfitta della Lazio 2-0 a Firenze è terza da sola, con Juventus e Napoli sempre rispettivamente a +4 e +1 ma il doppio turno in una settimana cambierà inevitabilmente le cose, se non altro per lo scontro diretto contro i bianconeri di Sabato. Prima però c’è la gara di Mercoledì contro la Sampdoria reduce da quattro sconfitte consecutive, e allo stesso orario (Mercoledì ore 20.45) proprio il Bologna sarà l’avversario della Juventus, senza Diamanti che si è preso un cartellino giallo per proteste ed era diffidato. Curiosità: nelle ultime quattro gare disputate al Dall’Ara questa è la terza volta che finisce 1-3, l’unica volta in cui è andata diversamente è stato nella stagione 2010-2011, 0-0 alla prima di campionato.

IL TABELLINO
Bologna (4-3-1-2): Agliardi; Garics, Cherubin, Antonsson, Morleo; Pazienza (75′ Krhin), Guarente (82′ Kone), Taïder; Diamanti; Gabbiadini (75′ Paponi), Gilardino. Allenatore: Pioli
Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Mudingayi, Cambiasso, Gargano (88′ A. Pereira), Nagatomo; Palacio (80′ R. Álvarez), Milito (67′ Cassano). Allenatore: Stramaccioni
Arbitro: Andrea De Marco di Chiavari (Di Fiore – Giordano; Barbirati; Romeo – Irrati)
Reti: 27′ Ranocchia, 53′ Milito, 58′ Cherubin (B), 64′ Cambiasso
Ammoniti: Mudingayi, Gargano, Juan Jesus (I), Pazienza, Diamanti, Morleo (B)

[Immagine presa da datasport.it]

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