1/a giornata Serie A: Top e Flop 11

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Di seguito andremo ad analizzare i giocatori che si sono messi in evidenza, in maniera positiva o negativa, durante la prima giornata del campionato della Serie A 2012/2013.

Top 11
Castellazzi: titolare per l’infortunio di Handanovic, si dimostra all’altezza della situazione compiendo un autentico prodigio sul colpo di testa di Cascione. Con un Castellazzi così, lo sloveno può recuperare con calma.
Gastaldello: se la Samp espugna San Siro, il merito è soprattutto suo, che si immola 90’ su un tiro a botta sicura di Flamini.

 

Lichtsteiner: respinte le sirene francesi del PSG, il terzino svizzero mette a segno la prima marcatura della Juventus nella nuova stagione, bissando quanto accaduto lo scorso anno.
Yepes: uno dei pochi, se non l’unico, a salvarsi nella disfatta del Milan contro la Sampdoria. Leader della retroguardia rossonera, sfiora anche il goal, impeditogli dalla parata di Romero prima e dal palo poi.
Sneijder: quando l’olandese è in forma, l’Inter è un’altra squadra. Contro il Pescara il cecchino di Utrecht è in stato di grazia: segna e fa segnare con una facilità disarmante.
Asamoah: l’ex centrocampista dell’Udinese, dopo il goal in Supercoppa, continua a macinare ottime prestazioni. Contro il Parma è il migliore della Juventus, sfornando una prestazione eccelsa sotto tutti i punti di vista, che ha il suo apice nell’assist per il goal di Lichsteiner.
Hamsik: con le partenze di Lavezzi e Gargano, lo slovacco assume la leadership di questo Napoli, centrando, come di consueto,  un bel goal allo scadere del primo tempo.
Kucka: sontuoso il lavoro a metà campo del “falegname” Kucka, che sembra essere tornato quello di due stagioni fa. Il nazionale slovacco annulla Nainggolan e permetta al Grifone il completo dominio del centrocampo.
Jovetic: i Della Valle fanno strabene a voler ripartire da uno come lui. Jo-jo è un attaccante fantastico, che sa interpretare alla grande sia il ruolo di prima che di seconda punta. Ne da dimostrazione sabato, quando con una doppietta stende l’Udinese.
Osvaldo: dopo l’ingiustizia della scorsa stagione, si meritava di segnare un altro splendido goal in acrobazia, questa volta giustamente convalidatogli. Poco prima, all’avvio del secondo tempo, si mette in evidenza colpendo anche un palo.
Gomez: non si capisce come “El Papu” sia ancora snobbato dalle grandi. L’ex attaccante del San Lorenzo compie un’altra eccellente prestazione, segnando la rete del momentaneo 2-1 ed ammattendo  la difesa della Roma.

Flop 11
Ujkani: colpevole sul primo goal di Hamsik, dove  si fa infilare sul suo palo, l’ex numero 1 del Novara si fa notare anche per diversi rinvii che finiscono direttamente nelle tribune del Barbera.
Astori: se i dirigenti dello Spartak Mosca hanno guardato Genoa-Cagliari, sicuramente hanno tirato un sospiro di sollievo. Il capitano cagliaritano procura il rigore dei liguri e si rende protagonista in negativo delle reti di Merkel ed Immobile. Cosa gli sarà successo?
Piris: l’ex S.Paolo soffre il debutto all’Olimpico. I suoi cross lasciano molto a desiderare, così come la  fase difensiva, dove viene surclassato da Gomez.
Zanon: al debutto in Serie A, l’ex difensore del Celano Marsica soffre maledettamente il duo Cassano-Sneijder e  le sortite offensive del giapponese Nagatomo.
Perez: fino al momento dell’espulsione l’uruguagio si comporta discretamente, poi perde la testa e si fa espellere con un intervento assai duro a piedi uniti. Così non va.
Cigarini: da uno con le sue qualità ci si aspetta ben altro, invece il regista bergamasco non fa nulla per evitare la sconfitta dell’Atalanta, giocando una partita assai scialba e priva di spunti degni di nota.
Nocerino: andato via Ibrahimovic, gli inserimenti per Nocerino diventano un miraggio. Pecca anche dal punto di vista dell’intensità e della sostanza.
Flamini: anche lui, insieme al suo compagno di reparto Nocerino, è evanescente. Il centrocampo del Milan stenta a decollare e il francese nei primi 80 minuti di gara non fa nulla per invertire il trend. Ci mette grinta ed energia nell’assalto finale, ma ormai è troppo tardi.
Pabon: descritto come il nuovo Asprilla, dovrà fare ben altro per emulare le gesta del suo connazionale. Di lui, nell’arco dei 90’ minuti di Juve-Parma, si ricordano solo due timidi tiri nei primi minuti di gioco e nient’altro.
El Shaarawy: chi l’ha visto? Il piccolo faraone è un fantasma nel rettangolo verde di S.Siro. Mai un dribbling, mai uno spunto, nulla. Per sostituire Pato (e conoscendo il brasiliano accadrà spesso) ci vuole ben altro.
Hernandez: questa dovrebbe essere la stagione della definitiva consacrazione per il ventiduenne uruguaiano, ma la Serie A per lui è iniziata malissimo. L’attaccante ex Penarol non vede mai la porta e non riesce nemmeno a trovare una giusta intesa con il suo partner Miccoli.

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