Coppa Italia, 2-1 Roma ma è ancora tutto aperto

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La Roma si aggiudica l’andata della semifinale di Coppa Italia e acquisisce un leggero vantaggio nella rincorsa alla qualificazione per la finale ma al ritorno, fra quasi tre mesi, potrà succedere qualsiasi cosa.

 

Il “secondo round” della sfida infinita, riproposta nel giro di tre giorni sullo stesso campo dopo la gara di campionato (e sarebbero state tre in dieci giorni se non fosse stato rinviata la partita di ritorno ad Aprile per la concomitanza con Roma-Cagliari in programma Venerdì 1° Febbraio), ha lasciato aperte tutte le possibilità e rimandato al match del Meazza l’ipoteca sulla qualificazione, alla quale possono aspirare con reali motivazioni entrambe le squadre, perché la Roma di certo non andrà al Meazza per difendersi e l’Inter sa benissimo che la formazione di Zeman è vulnerabile e può concedere sempre un’occasione agli avversari. Proprio a questo proposito è sembrata strana, e alla fine non ha pagato, la scelta di Stramaccioni di rinunciare al gioco offensivo, schierando solamente una punta, Palacio già in gol Domenica sera, supportato da Guarín, il più in forma dei nerazzurri, e accompagnato da un foltissimo centrocampo nel quale si rivedono dal primo minuto Benassi e Obi. Di contro per il boemo conferma di due attaccanti su tre rispetto al posticipo della ventunesima giornata di Serie A, ma solo perché Osvaldo è ancora squalificato (e salterà anche il ritorno per effetto delle tre giornate avute dopo l’espulsione contro l’Atalanta), al suo posto c’è Destro con Tachtsidis che prende il posto di De Rossi in mezzo al campo e Burdisso, altro ex, che avvicenda Leandro Castán dietro, si rivede anche Stekelenburg tra i pali. Si ritorna all’Olimpico, teatro che dovrebbe ospitare anche la finale di Maggio e che in passato ha fatto da cornice per una lunga serie di sfide di Coppa Italia tra queste due compagini nel passato recente, dalla finale di andata 2004-05 alla semifinale di ritorno 2010-11 passando per un 6-2 della finale di andata 2006-07 e per lo 0-1 della finale 2009-10 che avviò il triplete di José Mourinho: praticamente Inter e Roma si sono affrontate in coppa nazionale ogni anno dal 2005 fatta eccezione per la passata stagione.
PRIMO TEMPO
È la Roma che parte meglio, così come Domenica, e al 9′ Destro trova il primo tiro in porta della serata con un colpo di testa debole che non impensierisce più di tanto Handanovic. Al secondo tentativo però i giallorossi fanno centro: è Florenzi, al 13′, a trovare la deviazione aerea vincente, su cross dalla destra del paraguayano Iván Piris con la difesa dell’Inter completamente immobile e che ha lasciato all’esterno sudamericano una porzione esagerata di campo per crossare e al giovane centrocampista tutto lo spazio per spedire in rete il traversone del compagno (male Pereira sulla fascia e Chivu in mezzo nella circostanza). Per Florenzi si tratta del secondo gol all’Inter nel giro di cinque mesi, al Meazza nella seconda di campionato aveva realizzato la sua prima marcatura in Serie A. Gli ospiti reagiscono con un palo esterno colpito da Guarín al 17′, destro dal limite dell’area con Stekelenburg fermo, ma è una minima intromissione nel monologo giallorosso, che un minuto dopo quasi frutta il 2-0 complice un’altra dormita della difesa nerazzurra, Totti viene smarcato solo davanti a Handanovic ma esita troppo e il portiere sloveno è bravo a chiudere lo specchio, subentra però Lamela che calcia di destro superando l’estremo difensore ex Udinese ma non Ranocchia, che ben appostato sulla linea salva i suoi dal doppio svantaggio. Ancora, o per meglio dire solo, Roma nella metà del primo tempo, soprattutto sulla fascia destra dove ci sono praterie per avanzare (la difesa dell’Inter, per quanto sia disunita, sembra sia allenata da Zeman, che però è nell’altra panchina), Piris le sfrutta bene con i cross (buono uno per Destro che però non trova nessun compagno a cui fare da sponda) e Lamela con le progressioni concluse con un tiro in porta (pallonetto alto al 27′, insolitamente con il destro), con lo stesso copione già collaudato in occasione dell’1-0 nasce anche il raddoppio, di nuovo l’ex Cerro Porteño va al cross ben prima della linea di fondo e di nuovo un colpo di testa risulta letale per l’Inter, stavolta a segnare è Mattia Destro che realizza così il più classico dei gol dell’ex, rete che ha un significato, se possibile, anche maggiore, visto che dimostra alla sua ex squadra che ha perso non poco con la sua cessione affrettata al Genoa, anche perché nell’altra area la mancanza di una prima punta si sente eccome. Potrebbe addirittura essere 3-0 prima dell’intervallo, perché su un cross del solito Iván Piris, che Pereira e compagni fanno sembrare Carlos Alberto o Maicon, Handanovic pasticcia e respinge sul palo, con la fortuna che lo assiste nel rimbalzo che avviene fuori e non dentro la porta, altrimenti sarebbe stato autogol. Questo episodio ha comunque il merito di svegliare l’Inter, che prima colleziona un’altra chance con Guarín (destro dal limite, Stekelenburg respinge con il piede e poi con la mano) e poi trova un inatteso e insperato gol del 2-1, come in campionato (sia all’andata che al ritorno) nelle battute finali prima dell’intervallo e come tre giorni fa a firma Palacio, bravissimo a partire in posizione regolare con la difesa giallorossa statica e ad anticipare Stekelenburg su un calcio di punizione battuto da Cambiasso. Quarto gol consecutivo per l’argentino, il secondo in Coppa Italia dove contro il Verona aveva finito la partita in porta, e rete in trasferta che significa tantissimo nell’economia dei 180′ complessivi.

SECONDO TEMPO
Fuori Obi dentro Nagatomo, Stramaccioni mette un giocatore di ruolo sull’out di destra (ma è nell’altra fascia che l’Inter ha sofferto nel primo tempo) ma non aggiunge la punta che servirebbe, il primo tentativo è di Juan Jesus dalla distanza, sinistro da quasi trenta metri dopo una progressione palla al piede che si spegne non molto lontano dall’incrocio dei pali, qualche minuto dopo bella combinazione Palacio-Guarín ma Marquinhos si immola e devia in corner il tiro del colombiano, facendosi anche male tanto da dover chiedere il cambio poco più tardi (dentro Castán). È l’ex Porto il giocatore più ispirato nella formazione nerazzurra, e non è una novità visto che è stato sempre il migliore nel recente periodo, ci prova da tutte le posizioni non avendo compagni a cui passare il pallone in mezzo (encomiabile l’atteggiamento tattico di Palacio, ma comunque troppo isolato) anche se qualche volta calcia sì forte ma in maniera imprecisa. Al 64′ possibilità per Totti di ritrovare il gol in Coppa Italia contro l’Inter che manca dal 2007 ma il capitano della Roma non approfitta al meglio di uno dei tanti svarioni difensivi di Álvaro Pereira e calcia non abbastanza bene da inquadrare la porta, con il pallone che si alza sopra la traversa. Enorme invece l’occasione per Palacio al 68′, su assist involontario di Piris l’argentino ha la palla comoda per pareggiare ma un miracolo di Leandro Castán stoppa il primo tiro e sfiora il secondo che diventa così facile per Stekelenburg; dall’altra parte punizione di Totti sul secondo palo non toccata da nessuno e che esce di un niente con Handanovic fuori causa. Entra anche Álvarez, che si piazza a destra con Nagatomo a sinistra, l’argentino ha un buon impatto sulla gara e crea dal nulla due giocate per raggiungere il 2-2, ma nella prima il suo sinistro esce di pochissimo e nella seconda, dopo aver saltato due avversari con doppia finta, la conclusione impatta sul piede di Perrotta, proteso nel disperato tentativo di impedire al tiro di finire in porta e determinante per salvare la sua squadra. Succede poco nel recupero, l’unica vera opportunità ce l’ha Lamela che però ci mette troppo per tirare e si fa rimontare da Nagatomo.

Anche in campionato tutti i gol erano stati condensati nella prima frazione, stavolta la Roma ne segna uno in più ma non è detto che basti per arrivare in finale. Recriminazioni per tutte e due le formazioni: i capitolini, specialmente nel primo tempo, potevano segnare molti più gol, i nerazzurri avrebbero sicuramente potuto creare qualcosa di importante con una prima punta accanto a Palacio, il cui gol accende la speranza di una rimonta non impossibile ma comunque da conquistare. Certo è che lo spostamento del ritorno al 17 Aprile farà cambiare i valori in campo delle due squadre, che saranno inevitabilmente diverse rispetto a quelle viste in queste due sfide ravvicinate e che potrebbero aver già fatto ambientare eventuali nuovi acquisti (finora l’Inter ha preso Rocchi, oggetto misterioso sin qui, mentre la Roma al momento non ha acquistato nessuno). Nel frattempo spazio alla Serie A: i giallorossi apriranno la Domenica di campionato alle ore 12.30 nella trasferta di Bologna, l’Inter invece chiuderà la giornata con il posticipo casalingo contro il Torino.

IL TABELLINO
Roma (4-3-3):
Stekelenburg; Piris, Marquinhos (60′ Castán), Burdisso, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi (77′ Perrotta); Totti (85′ Marquinho), Destro, Lamela. Allenatore: Zeman
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Obi (46′ Nagatomo), Zanetti, Cambiasso, Benassi (65′ Gargano), A. Pereira (75′ R. Álvarez); Guarín; Palacio. Allenatore: Stramaccioni
Arbitro: Andrea De Marco di Chiavari (Bianchi – Padovan; Celi)
Reti: 13′ Florenzi, 33′ Destro, 44′ Palacio (I)
Ammoniti: A. Pereira, Guarín, Chivu (I), Lamela, Burdisso (R)

[Immagine presa da repubblica.it]

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