Conte si ribella: «Basta ingiustizie! Carobbio e la Procura sono pappa e ciccia»

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Solo chi non lo conosceva poteva pensare ad un Conte depresso e rassegnato dopo la conferma da parte della Corte di Giustizia Federale a 10 mesi di squalifica: all’indomani della sentenza, il tecnico della Juventus è, invece,  più determinato che mai a voler far conoscere a tutti le sue ragioni.

 

“Sono stato zitto fino a questo momento per una questione di correttezza nei confronti dei giudici – afferma l’ex allenatore di Siena e Bari -, ma la vicenda che mi è capitata è assurda. Sono allibito dalle affermazioni un componente della commissione giudicante (Sandulli, ndr) : un avvenimento gravissimo e mai visto primo. Suddette dichiarazioni sono quanto meno inopportune, se non da tifoso”. Conte entra poi nel merito delle accuse che gli sono state rivolte: “La mia faccia per mesi è stata accostata a quella del calcio scommesse, ma io in vita mia non ho mai scommesso. Si è parlato moltissimo della riunione tecnica prima della partita tra Siena e Novara. Avrei mai potuto dire davanti ai miei giocatori “tutto ok, pareggiamo”? Mi sarei reso ridicolo davanti a 25 calciatori, alle loro famiglie e ai loro procuratori. Questa è stata sicuramente l’accusa più infamante. Il mio accusatore, Filippio Carobbio, “Pippo” per la Procura, perche ormai Carobbio e la Procura sono come pappa e ciccia. Questo signore viene considerato bugiardo per la Procura di Cremona, mentre per la Procura Federale è altamente credibile. Questa accusa infamante è caduta. Per quanto riguarda l’altra partita, Albinoleffe-Siena, si dice che Conte non poteva non sapere. Io mi sono dovuto far spiegare per 5 ore dagli avvocati cosa significasse questa frase. E ancora oggi ho dei dubbi. Tutto quello che mi è accaduto è assurdo”. Successivamente hanno interloquito gli avvocati dell’allenatore bianconero, Chiappero, De Renzis e Bongiorno, affermando di avere l’intenzione di chiedere la procedura d’urgenza e la sospensiva della pena immediata in vista del Tnas, ultimo grado di giudizio.

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