Qualificazione ai gironi di Europa League archiviata per la Lazio

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La testa della Lazio è tutta nel mercato, giunto alle ultime 24 ore con nomi caldi fra i partenti (Capitan Rocchi su tutti) e l’usuale alone di mistero sui nuovi arrivi, ma stasera c’era da mettere in cassaforte l’importante qualificazione in Europa League e la Lazio non ha deluso gli spettatori accorsi alla prima dei capitolini all’Olimpico.

 

Il Dott. Petkovic non smette mai di sorprendere: Lazio in campo con un 4-4-2; in tre partite ufficiali fino ad ora giocate sono stati testati tre moduli differenti, questa volta (giustamente) con un po’ di turnover in vista del match col Palermo. Spazio alle seconde linee, fra i pali l’italo-argentino Bizzarri, sulla destra il connazionale Scaloni (stasera capitano) e sul lato opposto di nuovo spazio per il giovane Cavanda, al centro confermata la solida coppia d’esperienza Biava-Dìas; ritorna Onazi sulla mediana affiancato dal duttile Hernanes, esterni Gonzalez e Lulic, in avanti Zarate a far supporto alla boa Kozak.
Grande prova del centrocampo stasera, sin dalle prime battute Onazi sfoggia tutta la sua grinta e personalità, ha perfettamente inquadrato il gioco del mister bosniaco: pressa tanto, recupera palloni importanti e fa ripartire l’azione, quando ne ha l’opportunità sgancia un destro potente dalla distanza che, affinato, diventerà il suo “asso nella manica”. Splende il gioiello di Petkovic, l’ha fortemente voluto da Giugno, si è mostrato un ottimo osservatore per colui che sarà l’erede di un giocatore del calibro di Ledesma. Hernanes si sacrifica molto per la squadra, fa ruolo di regista e copre spesso cercando poi d’imbeccare e dirigere la manovra col suo alto tasso di fantasia, anche lui non disdegna il tiro da fuori che in un paio d’occasioni rischia d’infiammare l’Olimpico.
Nella prima mezz’ora di gioco la Lazio crea tanto, domina la partita, ma fallisce nel finalizzare la manovra offensiva. Si cerca di sbloccare l’incontro dalle palle inattive: prima Zarate disegna una parabola che, se non fosse per un gran intervento di Drakovic, sarebbe finita sotto l’incrocio; ci prova anche Dìas di testa da un calcio d’angolo, fuori di poco.
Ci pensa allora “il solito” Kozak a risolvere la questione: palla vagante in area, dopo una respinta raccoglie la sfera e lascia partire un destro che s’insacca in rete. I biancocelesti prendono coraggio, Zarate delizia con azioni personali, Drakovic si oppone finché può, ma sullo scadere un’inesauribile Scaloni gli offre un delizioso assist rasoterra e mette a tu-per-tu l’argentino con il portiere sloveno che lo brucia con un diagonale. Doppio vantaggio e tutti negli spogliatoi.
Nella ripresa è sempre il “Pibe di Haedo” a far ubriacare la difesa slovena, ma ancora una volta è il compagno di reparto ceco a marcare il tabellino: errore della difesa in disimpegno, ne approfitta e segna la doppietta. C’è spazio allora per i cambi, il modulo passa al 4-3-3 quando Rozzi prende il posto di un Gonzalez mai mordente sulla fascia; Lulic arretra in mediana e poco dopo lascia l’out di sinistra in mano a Candreva, anche lui provato dalla recente ed ottima prestazione di Bergamo (meglio conservarlo per il Palermo, ndr). A provarci sono sempre i soliti: Zarate, noto solista, tenta sempre la soluzione personale, Onazi ed Hernanes bombardano Drakovic da fuori e Rozzi ci prova a sprazzi con qualche scintilla. Risultato che si chiude con la rete di Travner, che segna il goal della bandiera incornando di testa da uno spiovente su punizione, Petkovic disapprova le sviste di Biava che ogni tanto commette qualche errore di troppo, probabilmente in campionato giocherà il neo-acquisto Ciani.
Lazio – Mura 05 3-1, qualificazione raggiunta e buona prova davanti ai propri spettatori, ora si penserà all’ultimo giorno di mercato e poi subito all’importante gara in casa col Palermo, nuova prova per gli uomini di Petkovic che vogliono confermare la serie di risultati positivi.
 

a cura di Andrea "andreverts" Sarani

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