Palacio e Handanovic portano l’Inter ai sedicesimi: 3-1 al Partizan e qualificazione ottenuta

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Con un ruolino di marcia impressionante, dieci vittorie nelle ultime dieci partite disputate, l’Inter sbanca anche Belgrado e accede alla fase a eliminazione diretta di Europa League, che inizierà a Febbraio e sarà il vero piatto forte della competizione.

 

C’è voluto oltre un tempo ma alla fine la vittoria è stata larga e convincente, anche se fino al gol di Palacio che ha scacciato le paure c’era stato bisogno di un super Handanovic, decisivo in tre occasioni e fantastico su un colpo di testa di Ivanov a metà tempo. Finché è rimasto in parità il punteggio il Partizan a tratti si era anche fatto preferire, in quanto disposto meglio in campo e più grintoso, forse anche sospinto dall’incessante tifo del pubblico di casa che ha cantato per tutti i novanta minuti di gioco, poi però una volta subito lo svantaggio la squadra serba si è spenta e ha di fatto consegnato la scena agli avversari, soprattutto perché è sparito dal campo il giocatore con il tasso tecnico più elevato, ossia quel Lazar Markovic, talento puro di diciotto anni che per cinquanta minuti ha mandato in crisi i difensori nerazzurri, svariando sulle due fasce dell’attacco bianconero e creando numerosi pericoli. Proprio intorno al ragazzino girava l’impianto di gioco di Vermezovic, un 4-2-3-1 che nelle intenzioni del tecnico doveva contenere bene gli attacchi avversari ed essere letale lì davanti con il giovane talento e la punta Stefan Šcepovic, attaccante transitato anche per un breve periodo in Serie A con due presenze alla Sampdoria nella stagione 2009-2010. L’Inter di Stramaccioni invece ha la necessità di cambiare parecchio rispetto all’impresa dello Juventus Stadium, sia per le assenze di due punti di riferimento come gli infortunati Ranocchia e Samuel che per il fatto di dover far comunque rifiatare alcuni giocatori chiave come Milito e Cassano: si rivede la difesa a quattro, con Juan Jesus e Silvestre unici centrali rimasti a disposizione e il recupero dall’infortunio di Jonathan, centrocampo molto folto e Livaja unico terminale offensivo.

PRIMO TEMPO
Molto poco, per non dire quasi niente, in un primo tempo avaro di occasioni e spettacolo, questo perché l’Inter ha uno schieramento che impedisce di sbilanciarsi troppo e il Partizan punta solo ed esclusivamente sulle giocate di Markovic, che inizia largo a sinistra ma poi si sposta a metà tempo sulla fascia opposta. Con l’eccezione di un tiro da lontano di Guarín che termina non molto a lato della porta difesa da Petrovic i nerazzurri (stasera in maglia rossa) creano pochissimo e attaccano con massimo due uomini, generalmente uno che porta il pallone e Livaja isolato in mezzo a tutta la retroguardia del Partizan: troppo facile fermare il giovane croato, che ha una mezza occasione al 23′ ma decide di calciare da fuori (parata facile di Petrovic) anziché servire Guarín libero sulla destra. In tutto ciò, però, il protagonista assoluto è Samir Handanovic, che non subisce tiri in porta nella prima mezz’ora ma poi sfodera una parata sensazionale al 31′ su colpo di testa di Ivanov, andando a prendere il pallone proprio quando sembrava dentro per metterlo in calcio d’angolo, corner dal quale ancora Ivanov riesce a staccare vedendosi parare di nuovo la sua incornata dal prodigioso portiere sloveno, con un intervento sicuramente meno difficile del precedente ma altrettanto determinante per mantenere il risultato sullo 0-0. Il punteggio non cambia neanche dopo, Álvaro Pereira calcia in diagonale poco dentro l’area ma Petrovic blocca a terra e dall’altra parte Medo dal limite conclude come peggio non si può mandando il pallone nella zona della bandierina del calcio d’angolo. Vero che Handanovic ha salvato l’Inter ma lo 0-0 è praticamente inevitabile per quanto si è visto in campo, cioè molto poco.

SECONDO TEMPO
Fuori Nagatomo per Palacio, terzo cambio di serata dopo che nel primo tempo Mudingayi e Ilic avevano dovuto lasciare il campo per problemi fisici. L’Inter passa a uno strano 4-2-3-1 nel quale Livaja si stacca a sinistra e Palacio fa la punta centrale, schieramento praticamente speculare rispetto agli avversari che nonostante ciò vanno comunque a un passo dal vantaggio, inutile dire che a inventare è Markovic con una splendida verticalizzazione per Miljkovic che si ritrova a tu per tu con Handanovic, forse ricordandosi dei due miracoli del portiere nel primo tempo non tira ma mette in mezzo, Juan Jesus maldestramente interviene mandando la palla verso la porta ma Handanovic è nuovamente pronto e sicuro e nega quello che sarebbe stato senza dubbio un autogol. Altro rischio, subito replicato con un’azione in stile pallanuoto con giocata orizzontale per cercare di liberare il giocatore al tiro, l’assist buono è quello di Guarín per Zanetti a destra ma il capitano non tira e mette in mezzo favorendo la chiusura da parte dei difensori serbi. Il muro di Vermezovic però traballa e un minuto dopo cade, lo butta giù il nuovo entrato Palacio che di fatto al primo pallone buono colpisce, addirittura di petto mette in gol dopo una azione insistita di Guarín e una mezza dormita della retroguardia bianconera, che lascia troppo spazio e tempo al centrocampista colombiano per controllare e mettere in mezzo dal fondo. Sembra quasi una fotocopia dello scorso matchday, con Handanovic che chiude la porta e Palacio che buca quella avversaria, se non fosse che stavolta la rete arriva a inizio ripresa e non alla fine. Il Partizan senza una vittoria sarebbe fuori (sapendo già che il Rubin nel pomeriggio era passato 1-0 a Baku) e perciò ha l’obbligo di rientrare in partita, ma Markovic comincia a spegnersi e le idee sono poche, le uniche palle gol capitano prima a Stefan Šcepovic, ma Handanovic è come al solito attento con la respinta in calcio d’angolo, e poi a Smiljanic, al termine di una giocata prolungata con tocco arretrato per l’accorrente centrocampista che calcia di punta angolato trovando l’ennesima parata della serata perfetta dell’estremo difensore sloveno. Dopo un altro rischio, con cross di Mitrovic in mezzo sul quale non arriva nessuno, l’Inter raddoppia: Guarín lancia Palacio in campo aperto, l’argentino parte dalla sua metà campo e si invola verso la porta di Petrovic, battuto con un bel diagonale sul palo opposto. Sesto gol nelle ultime sei partite per l’ex attaccante del Genoa, che da dopo la sosta per le nazionali ha segnato in tutte le gare disputate tranne quella di Bologna, dov’era stato comunque importante con un assist. Match e qualificazione in cassaforte, entra anche Cassano che si diverte con gli assist per far segnare i compagni, imbecca Palacio che spara su Petrovic il pallone della tripletta e successivamente serve a Guarín un invito centrale che il colombiano, dopo aver effettuato i passaggi vincenti per i primi due gol, mette dentro per il suo secondo centro in Europa League dopo quello realizzato al Vaslui. Solo per le statistiche, in quanto trecentesimo gol del Partizan nelle competizioni europee, l’1-3 che fissa il risultato, lo mette a segno Tomic su cross dalla destra anticipando Jonathan disattento.

Inter dunque qualificata ai sedicesimi di finale, la partita di Kazan tra due settimane sarà decisiva per capire chi arriverà primo nel gruppo H: in palio non c’è solo il prestigio ma il titolo di testa di serie nel sorteggio, che consentirebbe di evitare le migliori quattro squadre provenienti dalla Champions League e le altre vincenti dei gruppi, tutti ancora da decidere ma che iniziano ad avere le prime qualificate (discorso chiuso nel gruppo K con Leverkusen e Metalist avanti, passano matematicamente anche Hannover e Lione). Esce quindi il Partizan, che si toglie almeno la soddisfazione di aver realizzato il primo gol nel girone. L’Inter tornerà in campo Domenica sera a Bergamo nel posticipo contro l’Atalanta, per cercare di proseguire la serie di vittorie consecutive fuori casa (per ora dieci su dieci, meglio anche del Barcellona che ha interrotto la sua striscia perdendo a Glasgow).

IL TABELLINO
Partizan (4-2-3-1): Petrovic; Miljkovic, Ostojic, Ivanov, Lazevski; Medo (55′ M. Šcepovic), Smiljanic; L. Markovic, Ilic (30′ Jojic), Tomic; S. Šcepovic (69′ Mitrovic). Allenatore: Vermezovic
Inter (4-5-1): Handanovic; Jonathan, Silvestre, Juan Jesus, Nagatomo (46′ Palacio); Zanetti, Mudingayi (14′ Gargano), Guarín, Cambiasso, A. Pereira; Livaja (77′ Cassano). Allenatore: Stramaccioni
Arbitro: Duarte Gomes della federazione portoghese (Ricardo Santos – Venâncio Tomé; Tiago Trigo; Carlos Xistra – Hugo Miguel)
Reti: 51′, 75′ Palacio, 87′ Guarín, 91′ Tomic (P)
Ammoniti: Ostojic, Mitrovic, Jojic (P), Juan Jesus, Silvestre (I)

[Immagine presa da inter.it]

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