Nagatomo salva l’Inter, 2-2 con il Rubin Kazan

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Il Meazza è ancora un tabù da sfatare, ma quantomeno non è diventato terra di conquista. Non arriva ancora il primo successo di una squadra milanese dopo il rifacimento del manto erboso, però il punto ottenuto dai nerazzurri nelle ultime battute di gara è da considerarsi come più che guadagnato, nonché come un trend positivo in vista dei match casalinghi futuri, anche perché fra poco più di tre giorni ci sarà un nuovo tentativo.

 

Il Rubin Kazan è andato a un passo dal colpaccio, che sembrava quasi inaspettato e costruito in un momento della partita dove non si aveva l’impressione che i russi potessero colpire, evidentemente nemmeno loro si sono resi conto della grande chance dato che nel recupero hanno concesso troppo facilmente la palla del 2-2 al centro dell’area, mancando dunque un successo che sarebbe stato fondamentale per il proseguimento del girone H. Stramaccioni cambia molto rispetto alla vittoria di Torino: manca di fatto l’asse portante della squadra, con Guarín, Sneijder e Milito che compongono una panchina di altissimo livello e in campo Jonathan, il rientrante Samuel, Coutinho e l’inedito tandem d’attacco Cassano-Livaja. Berdyev risponde con un 4-2-3-1 nel quale spiccano l’esterno di sinistra Karadeniz e l’unica punta Rondón, c’è anche l’ex genoano Bocchetti che ormai è da più stagioni un punto fermo della compagine russa. Arbitra, davanti a un pubblico non certo delle grandi occasioni, il tedesco Aytekin, famoso per aver ammonito due volte per eccessiva esultanza un giocatore nell’ultima giornata di Bundesliga.

PRIMO TEMPO
Inter che parte in maniera troppo blanda, con il centrocampo in pieno controllo dei russi e occasioni solo su un calcio piazzato di Cassano parato facilmente da Ryzhikov. Il Rubin Kazan fa le prove del gol al 14′ su tiro di Natcho fuori dopo un tocco di Samuel a sporcare il cross di Karadeniz e poi fa centro tre minuti dopo, grazie a Jonathan che commette un folle intervento in scivolata dentro l’area su Karadeniz obbligando Aytekin a decretare la massima punizione. Terzo rigore di fila in casa per l’Inter in tre uscite di Europa League ma stavolta Handanovic mostra la sua fama di pararigori respingendo il tiro di Natcho, senza però poter fare nulla sulla ribattuta di Ryazantsev, entrato abbondantemente in area al momento del tiro. Troppi varchi dietro per l’Inter: lo stesso Ryazantsev e Eremenko se ne accorgono e tentano di approfittarne senza però inquadrare la porta, cosa che manca due volte anche l’Inter nel giro di pochi secondi al 37′, prima Jonathan si fa murare la conclusione (esitando troppo) e poi cross di Cassano per Livaja con palla di poco sopra la traversa. Tempo due minuti ed ecco il pari: Cassano pesca con un bel filtrante Cambiasso sulla destra, cross quasi dal fondo per Livaja che, ben appostato, incorna di testa spedendo nell’angolo lontano, con palla prima sul palo e poi dentro. Primo gol da professionista per il croato classe ’93, che finora era andato a segno solo con le nazionali giovanili croate. Al riposo si va dunque 1-1 nonostante al 44′ Ryazantsev colpisca il palo con un destro da fuori area sul quale Handanovic è parso sorpreso e mal piazzato.

SECONDO TEMPO
Inevitabile l’uscita di Jonathan, di gran lunga il peggiore della prima frazione, al suo posto Guarín con Zanetti che scala dietro. Bravo Handanovic sia in uscita bassa su Karadeniz al 50′ che in uscita alta un minuto dopo su cross da sinistra destinato a Rondón, al 53′ Livaja ha il pallone per la doppietta da sogno ma sciupa tutto da buona posizione con un destro a giro troppo alto che vanifica anche l’assist di Cassano. Due tentativi sballati di Zanetti e Coutinho portano la gara nell’ultimo quarto d’ora, nel quale c’è spazio anche per Milito, ma è il Rubin ad avere l’opportunità di riportarsi avanti con un diagonale sul fondo dell’ex Siena Roman Eremenko. Al 72′ Guarín sfiora il vantaggio su punizione calciata rasoterra a fil di palo e qualche minuto più tardi anche Coutinho ci prova mandando alto, ma quando si aveva l’impressione che l’assalto finale potesse essere solo di marca nerazzurra per trovare il gol da tre punti ecco che i russi piazzano 1-2: Samuel sbaglia in fase di disimpegno e di marcatura, Rondón si invola in contropiede resistendo al ritorno di Ranocchia e con un rasoterra a incrociare supera Handanovic. A sette minuti dalla fine il venezuelano riporta avanti i russi, sembra fatta per la vittoria ospite ma nei tre minuti di recupero un cross dalla destra di Milito pesca in area il liberissimo Nagatomo, che colpisce al volo e fissa il punteggio sul 2-2 finale. Sembra quasi una fotocopia del playoff contro il Vaslui, anche lì 2-2 con la stessa successione delle reti e pareggio definitivo nel recupero, ma in quella circostanza anche perdere 1-2 sarebbe bastato mentre stavolta no e quindi l’Inter può ritenersi fortunata, nonostante poi non ci sia il tempo per provare a fare il gol del 3-2.

Situazione uguale per tutti nel gruppo H, tutte e quattro le squadre ferme a un punto perché nell’altra gara Partizan e Neftchi Baku non vanno oltre lo 0-0. Per l’Inter tempo di rifarsi già Domenica pomeriggio, sempre al Meazza contro il Siena per la quarta di campionato.

IL TABELLINO
Inter (4-3-1-2): Handanovic; Jonathan (46′ Guarín), Ranocchia, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Gargano, Cambiasso; Coutinho; Cassano (67′ A. Pereira), Livaja (61′ Milito). Allenatore: Stramaccioni
Rubin Kazan (4-2-3-1): Ryzhikov; Kuzmin, César Navas, Sharonov, Marcano; Bocchetti (81′ Kaleshin), R. Eremenko; Ryazantsev (70′ Orbaiz), Natcho, Karadeniz (85′ Kasaev); Rondón. Allenatore: Berdyev
Arbitro: Deniz Aytekin della federazione tedesca (Lupp – Walz; Henschel; Fritz – Hartmann)
Reti: 17′ Ryazantsev (R), 39′ Livaja, 84′ Rondón (R), 92′ Nagatomo
Ammoniti: Bocchetti, Marcano, Orbaiz (R), Guarín (I)
Note: al 17′ Handanovic (I) ha parato un calcio di rigore a Natcho (R)
[Immagine presa da datasport.it]

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