Inter, tutto in trenta secondi: Handanovic para, Palacio segna e il Partizan è KO

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Il calcio a volte è molto semplice da spiegare: basta avere un portiere che para e un centravanti che segna e la partita la si vince senza problemi. Ok, è vero, forse è una frase piuttosto riduttiva che non tiene conto di un’infinità di fattori, ma di certo serve per motivare il successo dell’Inter per uno a zero contro il Partizan Belgrado, nel matchday 3 del girone H di Europa League.

 

Vittoria di fondamentale importanza quella centrata dai nerazzurri a centodieci secondi dallo scoccare del novantesimo minuto, al tramonto di un match che, sebbene per larghi tratti fosse stato dominato dai padroni di casa, sembrava destinato a un pareggio o addirittura a una vittoria degli ospiti, visto quanto successo mezzo minuto prima che Rodrigo Palacio realizzasse il gol da tre punti: con già mezzo girone disputato si può fare un primo bilancio e notare che le due squadre in testa a quota sette, Inter e Rubin Kazan, potrebbero già staccare il biglietto per i sedicesimi di finale tra sole due settimane, quando si giocheranno gli stessi incontri di questo Giovedì di coppa ma a campi invertiti, e un’eventuale qualificazione in tasca sin dall’8 Novembre faciliterebbe non poco lo svolgimento del campionato. A proposito: c’è chi si “diverte” a stravolgere la formazione iniziale quando si gioca l’Europa League, mettendo undici giocatori diversi da quelli che hanno giocato la Domenica prima e che giocheranno tre giorni dopo, salvo poi rimediare bruttissime figure, e poi c’è Stramaccioni, che opta per un “turnover mirato” nel quale riposano sì alcuni elementi chiave della formazione tipo (Ranocchia, Samuel, Milito e persino Zanetti vanno in panchina) ma dove ci sono comunque dei titolari di tutto rispetto, affiancati da giovani come Coutinho e Livaja che avevano fatto molto bene nelle precedenti uscite della fase a gironi. Dall’altra parte il Partizan si presenta con Lazar Markovic e Aleksandar Mitrovic, entrambi classe ’94 (l’età media della formazione titolare è sotto i ventiquattro anni), ma soprattutto con i timori di possibili scontri tra le tifoserie, essendo gli ultras serbi tra i più pericolosi al mondo e dato il gemellaggio fra un gruppo di una curva (i 40+) e i milanisti: fortunatamente non sono stati riscontrati incidenti nel corso della giornata.
PRIMO TEMPO
Subito pericolosa l’Inter in avvio, con due occasioni di rilievo che per poco non portano al vantaggio sprint: al 4′ tocco arretrato dal fondo di Cassano per Jonathan che entra in area e calcia con il destro trovando la bella risposta di Petrovic, al 10′ lancio sulla sinistra per Álvaro Pereira che crossa in mezzo per Coutinho, il brasiliano ha tutto lo specchio della porta libero e potrebbe piazzarla in qualsiasi modo ma tira incredibilmente a lato e non di poco, è il primo spreco di serata e non sarà di certo l’ultimo. Questo grave errore del brasiliano sembra quasi bloccare l’Inter, che di colpo smette di attaccare e abbassa il proprio baricentro, ne approfitta allora il Partizan che con l’uomo più atteso, il diciottenne Lazar Markovic, va a un passo dallo 0-1 con una giocata strepitosa del ragazzino, che salta secco Jonathan e poi conclude con un piazzato pregevole che si stampa però sul palo a Handanovic battuto; un minuto dopo un’indecisione nell’area piccola tra Mudingayi e Cambiasso rischia di tramutarsi in un regalo comodo per Mitrovic che però esita e favorisce l’anticipo da parte di Álvaro Pereira. Si rivede l’Inter alla mezz’ora, con Coutinho che si fa anticipare dentro l’area da Ostojic, nell’occasione il brasiliano prende una botta alla caviglia e dopo circa cinque minuti è costretto a lasciare il campo, al suo posto dentro Palacio, al 33′ episodio dubbio con Silvestre che ferma Mitrovic, l’arbitro Liany prima assegna il rigore e successivamente, forse avvisato da uno dei suoi assistenti, cambia giustamente la decisione in punizione dal limite, che Tomic calcia sull’esterno della rete. Primo tempo che si chiude con diversi errori che non favoriscono il gioco, l’Inter potrebbe fare molto di più ma si limita al compitino e il Partizan si è reso pericoloso in qualche circostanza.

SECONDO TEMPO
Nessun cambio, poi al 52′ dentro Zanetti per Livaja, che nel frattempo aveva iniziato la ripresa giocando esterno sinistro perché Stramaccioni era passato al 4-4-2 con Cambiasso nuovamente centrocampista anziché difensore centrale come nel primo tempo. Al 53′ bell’assist di Jonathan dentro per Silvestre ma il difensore argentino, in difficoltà nel corso del primo tempo, calcia praticamente addosso a Petrovic che si ritrova il pallone tra le mani: comincia così la serie di incredibili palle gol buttate via senza senso dai nerazzurri, perché Palacio al 56′ da ottima posizione cicca con il sinistro dopo un rimpallo con Smiljanic e soprattutto Cassano al 61′, su assist di Palacio sporcato da Miljkovic, controlla davanti al portiere tutto solo e manda alto da pochi metri, più facile di un rigore, impossibile da non mettere almeno in porta. Come dopo lo spreco di Coutinho a inizio gara dopo l’allucinante errore di Cassano l’Inter appare frastornata, sbaglia diversi appoggi e fa mugugnare il pubblico del Meazza, le giocate sono quasi sempre prevedibili e lineari, per il Partizan è facile non concedere altre opportunità, senza peraltro ricorrere a un atteggiamento ultra difensivo. Si arriva così agli ultimi dieci minuti, aperti da un tiraccio di Guarín senza pretese che finisce altissimo: attaccano i nerazzurri ma non sfondano, la pressione portata verso l’area del Partizan permette ai serbi di poter uscire in contropiede con diversi uomini che si sganciano, su uno di questi Markovic sembra lanciato verso la porta ma Álvaro Pereira compie un vero e proprio prodigio intervenendo perfettamente sul pallone dentro l’area e negando il tiro al giocatore appena entrato in campo. La risposta arriva con un cross di Zanetti per Cambiasso sul quale il numero diciannove non ci arriva per poco, lo sforzo per cercare il vantaggio però espone la difesa a nuovi rischi ed ecco che succede l’episodio che segna in modo indelebile la gara: contropiede avviato da Marko Šcepovic, Silvestre temporeggia ma poi scivola e spiana la strada a Markovic che viene servito centralmente, il classe ’94 ha la palla della vittoria ma si fa anticipare in uscita da un superbo Handanovic, prima poi che Jonathan riesca a liberare. Sospiro di sollievo per il pubblico di casa, ma non c’è quasi neanche il tempo di applaudire l’intervento dell’estremo difensore sloveno che Guarín recupera palla a metà campo, serve Milito che si allarga sulla destra e crossa verso il centro: Palacio è solo al limite dell’area piccola e colpisce di testa, Petrovic interviene in modo approssimativo e la palla carambola dentro. Colpo del KO che arriva con la più famosa delle leggi non scritte di questo sport: gol sbagliato, gol subito, il quarto dell’ex Genoa e Boca Juniors in nerazzurro, secondo consecutivo dopo quello al Catania, curiosamente tutte le sue reti sono state realizzate negli ultimi venti minuti, a dimostrare quanto sia determinante il suo apporto. Il Partizan è al tappeto, passato in trenta secondi netti dal sogno di una vittoria all’incubo della sconfitta.

Con il successo del Rubin Kazan sul Neftçi con lo stesso risultato (gol di Alan Kasaev) la classifica dice che nerazzurri e russi guidano il gruppo H a quota sette punti, con Partizan e Neftçi al palo a quota uno: la ripetizione delle vittorie fra due settimane significherebbe per entrambe le squadre passaggio del turno, con il match di fine Novembre a Kazan decisivo per il primo posto. Archiviato il sesto successo consecutivo in un mese per l’Inter adesso arriva la settimana cruciale in Serie A, con tre sfide nel giro di sei giorni che si apriranno Domenica a Bologna per poi passare il turno infrasettimanale a Genova con la Sampdoria e prepararsi al big match del 3 Novembre contro la Juventus.

IL TABELLINO
Inter (3-4-1-2): Handanovic; Silvestre, Cambiasso, Juan Jesus; Jonathan, Mudingayi, Guarín, A. Pereira; Coutinho (32′ Palacio); Cassano (76′ Milito), Livaja (52′ Zanetti). Allenatore: Stramaccioni
Partizan (4-2-3-1): Petrovic; Miljkovic, Ostojic, Ivanov, Volkov; Medo, Smiljanic; Tomic (80′ S. Markovic), S. Ilic (76′ Jojic), L. Markovic; Mitrovic (68′ M. Šcepovic). Allenatore: Vermezovic
Arbitro: Liam Liany della federazione israeliana (Nahmias – Biton; Borneshtain; Masiah – Reinshreiber)
Rete: 88′ Palacio
Ammoniti: Medo, Tomic, Ivanov, Šcepovic (P), Silvestre, Jonathan (I)

[Immagine presa da sport.sky.it]

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