Inter-Hajduk Spalato 0-2: brividi a San Siro

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Sarà pure pieno Agosto, ma la follia che accompagna le partite dell'Inter non cessa nemmeno in un periodo dell'anno relativamente tranquillo come questo. Doveva essere una passerella, un modo come un altro per passare in tranquillità una calda serata estiva, senza l'assillo della qualificazione virtualmente ottenuta Giovedì scorso, ma anche stavolta l'Inter ha voluto far prendere ai suoi tifosi un bel po' di paura complicandosi la vita da sola e rischiando un'umiliazione che sarebbe stata ben peggiore di quelle contro Schalke e Helsingsborgs, giusto per citare due eliminazioni recenti dalle coppe europee.

 

Perdere in casa così, contro una squadra di livello ben inferiore, è inconcepibile, perché è vero che non di rado accade che in questi turni preliminari dopo una vittoria larga all'andata arrivi una sconfitta al ritorno, ma in genere si tratta di sconfitte di misura che non mettono mai a repentaglio il passaggio del turno, cosa che invece è avvenuta per oltre mezz'ora, con l'Hajduk Spalato che è andato molto vicino al miracolo di ribaltare lo 0-3 del Poljud e prolungare la partita ai supplementari, cosa che avrebbe provocato risvolti sportivamente drammatici visto l'andamento dell'incontro. L'Inter ha compiuto l'errore madornale di approcciare la partita con estrema sufficienza, cosa già successa troppe volte nel recente passato contro avversari di molto inferiori, quasi come se la vittoria fosse data per scontata, ma chi conosce un minimo come funziona questo sport dovrebbe sapere che tutto è possibile e non si può essere tranquilli fino a quando non mancano pochi minuti alla fine. Di minuti invece ce n'erano da giocare ancora novanta e sarebbe stato giusto mettere la parola fine sul discorso qualificazione fin da subito, coerentemente anche con il pensiero di Stramaccioni nella conferenza stampa di vigilia, dove aveva parlato di niente turnover e di voglia di far bene: qualche modifica nell'undici titolare c'è, con tre difensori su quattro cambiati rispetto a Spalato (tra gli altri spicca il debuttante Mbaye, diciassettenne) e Coutinho promosso titolare (al posto di Palacio, in panchina con la maglia ma misteriosamente fuori dall'elenco dei diciotto utilizzabili), mentre nell'Hajduk non ci sono rispetto all'andata solo due giocatori su undici, ossia Caktaš e Ozobic sostituiti da Milic e Vukovic. Stadio pieno a metà con il primo anello interamente esaurito tanto che è stato aperto qualche settore del secondo anello vista la grande affluenza di tifosi, numerosi provenienti anche dalla Croazia con diversi arrestati per intemperanze nei pressi del Meazza.

PRIMO TEMPO

Senza paura l'Hajduk, che non ha niente da perdere, cerca dai primi minuti di diminuire il passivo, e già dopo poco più di un minuto crea il primo grattacapo alla difesa nerazzurra, con Vršajevic che aggira Mbaye e crossa in mezzo per Vukovic che calcia malissimo mandando fuori di molto. I croati devono effettuare al 10' il primo cambio, perché Maloca si fa male e deve uscire, sostituito da Jonjic, mentre nell'Inter ce la fa Milito che rientra in campo con una vistosa fasciatura alla testa. Il più vivace è senza dubbio Javier Zanetti, alla partita numero settecentonovantanove in nerazzurro, che attorno al quarto d'ora crea il panico nella difesa ospite per ben due volte, prima saltando con un tunnel l'avversario per arrivare sul fondo (cross deviato in corner) e poi chiudendo un triangolo con Jonathan per avviare la più grande occasione da gol dell'Inter nel primo tempo, visto che sul suo cross c'è un rimpallo con il portiere e Coutinho quasi involontariamente colpisce la traversa da pochi passi. Al 22', però, grossa ingenuità di Samuel che abbatte in area Vukovic, con conseguente rigore ineccepibile e secondo cartellino giallo per l'argentino risparmiato dall'arbitro francese Turpin: dal dischetto il capitano Vukušic spiazza il pararigori Handanovic e manda avanti i suoi. Lo scatenato Vukovic, che nella gara di andata non aveva giocato neanche un minuto, è pressoché infermabile per gli statici difensori dell'Inter, e due minuti dopo il vantaggio serve a Milic la palla dello 0-2 che però il numero quattro sciupa tirando addosso a Handanovic che era uscito bene con il corpo, dall'altra parte la risposta è affidata a Coutinho che, su assist di Sneijder, tocca quel tanto che basta per superare il portiere ma la palla esce di poco. Tenta il tiro da fuori Guarín al 35' con un siluro che Blaževic respinge con affanno (conclusione piuttosto centrale) mentre negli ultimi scampoli di gioco sia Coutinho che Milito vanno vicini al pari, il brasiliano con una girata dal limite dell'area alta di poco e l'argentino con una conclusione pessima da dentro l'area di rigore che finisce di molto larga.All'intervallo situazione ancora normale ma troppe palle gol sprecate dai padroni di casa.

SECONDO TEMPO

Nessun cambio ma occasione per l'Hajduk fotocopia di quella del 24', stavolta Vukovic riceve il pallone (da Andrijaševic) ma l'epilogo è sempre lo stesso ossia Handanovic chiude in uscita, lo stesso attaccante venticinquenne si ripete al 56' trovando però solamente l'esterno della rete. Evidentemente erano prove generali, perché al 59' riceve palla spalle alla porta da Jozinovic e, pur pressato da Samuel, compie una perfetta acrobazia di sinistro che manda il pallone nell'angolino opposto freddando il portiere sloveno dell'Inter e facendo calare il gelo sul Meazza: Inter 0 Hajduk Spalato 2 e croati a un solo gol dai tempi supplementari, con i nerazzurri puniti per i troppi errori e la troppa confusione.Incredulità sugli spalti con i tifosi giustamente preoccupati, servirebbe un gol per rimettere le cose in ordine ma i rimpalli favoriscono ancora i croati, con Jonathan che rischia di segnare l'1-2 involontariamente su cross di Coutinho ma la palla termina alta. Il ventenne brasiliano esce per far posto a Longo, che dà così finalmente una mano a Milito apparso troppo solo, dalla sinistra (dove si piazza l'attaccante della Primavera) nascono le occasioni migliori come per esempio il tiro di Nagatomo da dentro l'area al 72', stavolta non c'è deviazione come all'andata e Blaževic riesce a bloccare. L'ultimo quarto d'ora inizia con una grande occasione per l'Inter, capitata a Sneijder che piazza a giro sul secondo palo esaltando i riflessi del portiere croato, ma al 79' ancora Vukušic crea il panico superando in area Ranocchia per poi concludere sul primo palo prendendo l'esterno della rete e rischiando lo 0-3. Rimarrà questa la grande occasione per riprendere il match, l'Inter è terrorizzata e Stramaccioni si copre mettendo Silvestre al posto di Sneijder, Longo prova a dare qualche minuto di relax ma tira troppo debolmente e Blaževic si oppone, i tre minuti di recupero passano più guardando il cronometro che cercando di creare azioni manovrate e perciò succede poco e niente.

La paura di essere rimontati è passata, ma la figuraccia resta. L'aver ottenuto la qualificazione ai playoff di Europa League non può cancellare l'onta di una sconfitta così netta e i gravi errori difensivi, di impostazione e di finalizzazione dovrebbero far capire a Moratti che c'è da investire su tutti i reparti e anche in fretta, dato che c'è da presentare una nuova lista UEFA per il turno successivo tra poco più di una settimana. Ci sono da risolvere i casi Júlio César, Maicon e Pazzini, di fatto fuori rosa, e ci sarà la possibilità di recuperare infortunati come Chivu e Álvarez, ma la rosa è al momento incompleta e questa sconfitta ne è una prova schiacciante perché ha mostrato tutti i limiti dell'attuale squadra, con l'aggravante del fatto che gli avversari non erano proprio irresistibili. All'Hajduk resta invece il prestigio di aver violato un tempio del calcio come il Meazza, alla sua prima uscita con il nuovo manto erboso in "misto sintetico" che dovrebbe risolvere il problema delle frequenti rizollature e dello stato pietoso del campo che ciclicamente si presentava durante le passate stagioni. Sorteggio del prossimo turno alle ore 13.30 (possibili rischi Anzhi di Eto'o e Feyenoord), con andata il 23 e ritorno il 30 Agosto.

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