Hajduk Spalato-Inter 0-3: inizio convincente dei nerazzurri

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L’Inter avvia la propria lunga stagione di gare ufficiali superando agevolmente i croati dell’Hajduk Spalato, in quello che è stato l’esordio assoluto in Europa League, e archiviando già dalla gara di andata il superamento del terzo turno preliminare.

 

Che ci fosse una pressoché infinita distanza di valori tra le due squadre era noto fin dal sorteggio di quasi due settimane fa, ma era d’obbligo un minimo di timore e rispetto per l’avversario, dovuto anche dalle recenti figure non proprio esaltanti delle squadre italiane nella seconda competizione europea e da alcuni passi falsi proprio dell’Inter nei turni preliminari (Lugano, Helsingborgs…), ma questo non è stato uno dei casi in cui la squadra sfavorita compie il miracolo, e per la squdra di Stramaccioni è stato tutto facile fin dall’avvio di gara, sebbene la condizione fisica non sia ancora quella ottimale. Nel catino infernale del Poljud, esaurito in ogni ordine di posto come voluto dai padroni di casa, che avevano persino fatto invertire il campo per poter ottenere un notevole incasso e pagarsi la trasferta a Milano (i croati stanno passando una situazione economica difficile), debutto dall’inizio per i nuovi acquisti Handanovic, Silvestre e Palacio, mentre un po’ a sorpresa Mudingayi va in panchina con Jonathan che gli viene preferito (il brasiliano, di ritorno dal prestito a Parma, gioca terzino basso con Zanetti a centrocampo), mentre Krsticevic affida le sue speranze di far bene all’unica punta Ante Vukušic, ventunenne già in gol nell’altro turno preliminare giocato dall’Hajduk contro i lettoni dello Skonto Riga.

PRIMO TEMPO

Il grande entusiasmo sugli spalti provoca un avvio interessante da parte dei croati, che spingono con forza sulle fasce creando qualche grattacapo alla nuova retroguardia nerazzurra, non arrivano conclusioni verso la porta ma gli attacchi sono continui e ripetuti, come inevitabile vista la differenza di preparazione. Alla lunga però la qualità esce fuori, e così al 18′ l’Inter, al primo vero affondo, passa: lancio in avanti per Milito che approfitta di una non impeccabile copertura del pachidermico Milovic, tocco sulla sinistra per lo smarcato Sneijder che ci mette qualche attimo in più del necessario ma dopo aver messo a sedere il portiere ed evitato il ritorno dei difensori trova il varco giusto per piazzare in porta il destro del vantaggio. Il primo gol stagionale è dell’olandese così come accaduto l’anno scorso nella Supercoppa Italiana contro il Milan, ma lì andò a finire in maniera molto diversa. Sparito l’entusiasmo iniziale si nota che l’Hajduk è poca cosa, l’Inter se ne rende conto e prova a chiudere il discorso qualificazione già dal primo tempo, in particolare si nota un positivo Palacio, largo sulla destra nel 4-3-2-1, che crea superiorità numerica e non disdegna il tentativo verso la porta, come accade al 26′ quando però il portiere Blaževic riesce a parare non senza qualche affanno, a causa di un cattivo rimbalzo del pallone dovuto alle pessime condizioni del terreno di gioco. L’ex Genoa cerca anche di mettere in movimento i compagni ma un suo assist per Milito è leggermente lungo e permette al centrale Maloca di chiudere, mentre l’altro giocatore del tridente offensivo, Sneijder, cerca più la giocata personale e al 35′ vede murato un suo tiro dal limite dell’area. Si rivede l’Hajduk: Goran Jozinovic entra in area dalla sinistra e salta secco Jonathan che abbocca alla finta ma a chiudere tutto ci pensa Guarín che ribatte la conclusione del centrocampista croato. L’azione si ripete come dinamica nell’area opposta al 43′, ma stavolta sul tiro di Nagatomo c’è la deviazione di Maloca che inganna Blaževic: 2-0 e partita in cassaforte, con il giapponese che realizza il suo primo gol nelle coppe europee e bissa la rete segnata in amichevole al Como.

SECONDO TEMPO

C’è Samuel al posto di Chivu, infortunatosi nei minuti finali del primo tempo, cos¡ come nell’Hajduk entra Maglica per Ozobic. Cambiasso, dopo soli tre minuti, va a un passo dal tris con un colpo di testa su assist dal fondo di Sneijder che attraversa lo specchio della porta finendo sul fondo, Milito invece prova la deviazione di tacco su cross di Jonathan ma non ci arriva per poco: è comunque una buona Inter, che gestisce senza problemi il risultato e amministra i ritmi di gioco, senza permettere alla squadra croata di riportarsi in partita e trovare nuova fiducia. A metà ripresa nuovamente Palacio vicino al gol con un tiro-cross che per poco non sorprende Blaževic, costretto ad alzare sopra la traversa uno spiovente che scendeva in maniera molto pericolosa. Servirebbe una giocata per chiudere i conti e a trovarla è uno dei più freschi in campo, Philippe Coutinho, che al 65′ rileva Sneijder e otto minuti dopo conferma i grandi progressi mostrati nel precampionato con il gol del definitivo 0-3, un bel tiro a giro con il destro che si insacca nell’angolo basso lontano non lasciando scampo al portiere croato. Trovato il terzo gol l’Inter si rilassa, concedendo ai padroni di casa due opportunità nel giro di un paio di minuti per il gol della bandiera, sulla prima Maglica parte in posizione regolare e supera con un pallonetto Handanovic ma sulla linea rinvia Nagatomo, sulla seconda ancora il giocatore entrato dopo l’intervallo recupera palla sulla linea di fondo a Silvestre ma si fa murare la conclusione dal debuttante portiere sloveno. Per evitare ulteriori problemi meglio tenere il pallone nella metà campo avversaria, cosa che l’Inter fa per i restanti dieci minuti di partita, sfiorando il poker con Jonathan all’84’ (sinistro a giro deviato dal portiere) e in più di una circostanza con Guarín, migliore in campo pur non avendo realizzato alcun gol. Dopo due minuti di recupero arriva il fischio finale che sancisce la vittoria dei nerazzurri e l’ipoteca sul passaggio del turno.

Positiva la prima stagionale dell’Inter, che si concede un morbido ritorno Giovedì prossimo nel quale magari troveranno spazio altri giocatori del settore giovanile, mentre per l’Hajduk ci sarà la soddisfazione di giocare in uno stadio storico come il Meazza. Successo importante anche alla luce dell’ingresso in società di investitori cinesi, avvenuto nella società di Mercoledì, che potrebbe rivelarsi utile nel breve periodo sotto forma di acquisizione di nuovi giocatori, perché nonostante questa netta vittoria l’Inter non è assolutamente una squadra completa e servono ancora innesti in ogni reparto, specialmente in attacco.

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