Preliminari di Champions, gli ultimi verdetti

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Poche sorprese ma molta suspance nei verdetti della seconda giornata di preliminari di Champions che completano l'elenco delle 32 squadre che accedono alla fase a gironi della massima competizione europea.  

 

CELTIC-HELSINGBORG 2-0: Tutto come previsto per il Celtic che in casa passeggia sull’Helsingborg ribadendo il risultato della gara d’andata. Un 2 a 0 rotondo condito da una prestazione convincente e nettamente superiore rispetto agli avversari nonostante il primo gol sia nato da un posizione di fuorigioco di Hooper. La squadra di Glasgow torna così nella massima competizione europea dopo quattro anni cullando un sogno chiamato Alex Del Piero: staremo a vedere!
DINAMO KIEV-MONCHENGLADBACH 1-2: Decisamente più sofferta del previsto la qualificazione della Dinamo Kiev degli ex “italiani” Miguel Veloso e Taiwo. Il forte vantaggio ottenuto in terra tedesca ha forse condizionato in modo decisivo gli ucraini entranti in campo timorosi e troppo concentrati a difendere il 3 a 1 dell’andata. È un autogol nella ripresa ad aprire le speranze del Monchengladbach che poco dopo si portano sul 2 a 0. Un altro gol e significherebbe clamorosa qualificazione per i tedeschi. È a questo punto che i padroni di casa si svegliano e in contropiede realizzano il gol del definito 1 a 2 che sancisce loro la qualificazione senza rischiare però prima della conclusione del match di regalare con un erroraccio di Khacheridi (autore dell’autogol tra l’altro) l’occasione del 1 a 3 con relativi supplementari; finisce però 1 a 2, champions per gli ucraini, europa league per i tedeschi.
CLUJ-BASILEA 1-0: Il Basilea non ce l’ha fatta nell’impresa, è champions per il Cluj. Attenti e cinici i padroni di casa si portano subito in vantaggio con un colpo di testa di Kapetanos. Il discorso qualificazione sembrerebbe chiuso ma gli elvetici non ci stanno e si riversano nella metà campo avversaria fino ad ottenere allo scadere del primo tempo l’occasione più ghiotta che si possa avere:  Streller viene atterrato in area dall’estremo difensore rumeno (l’arbitro italiano Rocchi non ha avuto dubbi), dal dischetto si presenta l’esperto Frei che però calcia clamorosamente alto. Il contraccolpo psicologico si fa sentire e il Basilea nella ripresa non riesce così a ribaltare il risultato. La squadra che l’anno scorso raggiunse gli ottavi di Champions è ormai un ricordo.
FENERBAHCE-SPARTAK MOSCA 1-1: Partita tutt’altro che noiosa ad Instabul. I turchi hanno bisogno di un gol per qualificarsi ma dopo cinque minuti a sorpresa sono gli ospiti a portarsi avanti con Ari. Dopo aver perso Krasic per infortunio al quarto d’ora i padroni di casa iniziano il loro forcing che durerà fino al 90’. Bravi e fortunati i russi (due pali per il Fenerbahce) resistono con tutte le loro forze con le classiche chiusure e ripartenze in una dei quali sfiorano il raddoppio colpendo un legno. Nel finale i turchi trovano il pareggio con Sow e i russi restano in dieci per il rosso a De Zeeuw. I dieci minuti finali non sono per i deboli di cuore ma i padroni di casa non riescono a trovare il gol che varrebbe i supplementari recriminando forse un ingresso troppo tardivo della stella Alex. La Champions è per lo Spartak Mosca.
LILLE-COPENAGHEN 2-0 (d.t.s.): Servono i supplementari al Lille per avere ragione di un Copenaghen troppo rinunciatario e catenacciaro che ha sfiorato l’impresa. Parte subito forte il Lille alla prima nel nuovo stadio, cercando subito il gol che pareggerebbe i conti. L’offensiva viene premiata solo a due minuti dalla fine del primo tempo con un gol ispirato dall’ex Chelsea Kalou (un valore aggiunto per i francesi). A questo punto sembrerebbe solo questione di minuti per il secondo gol dei padroni di casa durante la ripresa; gol che però non arriva, i minuti passano e le occasioni si sprecano e i 90’ minuti finiscono. Sono poche le energie rimaste ai francesi che sbloccano la qualificazione a pochi secondi dalla fine del primo tempo supplementare con De Melo (il più pericolo e incisivo dei suoi). Per il Copenaghen poca intraprendenza; quando si scopre nel secondo tempo supplementare rischia addirittura di subire il terzo gol, troppo poco per una competizione come la Champions.

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