L’Orgoglio dei grandi: Real, City e Milan di rimonta, ma pareggiano tutte. Porto e Málaga già agli ottavi

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Parecchie sorprese nella quarta serata di Champions ed emozioni fino al novantesimo ed oltre. Pato ritrova il gol e Ibra incanta Parigi. Malaga e Porto le prime qualificate. Ecco i risultati di serata.

 

GRUPPO A: Tutto fin troppo facile per il PSG. Partita dominata che finisce con una goleada dei padroni di casa con Ibrahimovic protagonista assoluto con 4 assist su 4 gol. A sbloccare la partita ci pensa Alex al minuto 16 del primo tempo che approfittando di una dormita della difesa della Dinamo insacca su cross di Ibra sugli sviluppi di un corner. Nella ripresa i parigini dilagano e chiudono il match: prima Matuidi al 16’ della ripresa su magia di Ibra, poi Menez dopo 4 minuti su un contropiede magistrale con lo stesso svedese e Lavezzi e infine al 35’ del secondo tempo Hoarau su un passaggio smarcante di Ibra da terra fissa il 4-0. Vittoria facile per il PSG che sale a 9 e ha la qualificazione ad un passo. Qualificazione già ottenuta dal Porto che in terra ucraina aveva bisogno di un pari e lo ha trovato. Partita dominata dalla noia e dalla non voglia del Porto di attaccare per evitare di scoprirsi. I lusitani controllano senza particolare affanno il risultato e si portano a casa una meritata qualificazione con due giornate di anticipo.
Classifica: Porto 10, PSG 9, Dinamo Kiev 4, Dinamo Zagabria 0.

GRUPPO B: Si complica la vita l’Arsenal e rischia grosso in terra tedesca. La squadra di Wenger si trova dopo 30’ minuti avanti di 2-0 con le reti di Walcott e Giroud sfruttando gli unici due tiri verso la porta dello Schalke. I tedeschi non ci stanno e reagiscono e allo scadere del tempo trovano il gol che accorcia le distanze con Huntelaar; nella ripresa lo Schalke ci crede e si riversa in avanti sfiorando più volte il pari (ottimo Mannone) fino a trovarlo con Farfan al minuto 22 della ripresa, complice però una deviazione. Nel finale i padroni di casa cercano la vittoria senza trovarla mantenendo però il primo posto del girone. Nell’altro match del girone vince l’Olympiakos contro il Montepellier che saluta la Champions (e praticamente l’Europa). Passano in vantaggio i padroni di casa con Machado che insacca a porta sguarnita dopo una respinta della difesa. Nella ripresa il francesi trovano il pari su un rigore discutibile trasformato da Belhanda. L’Olympiakos si riversa in avanti a trova il nuovo vantaggio con Leandro Greco a dieci dal termine su calcio d’angolo. Il gol preso taglia le gambe ai francesi che due minuti più tardi subiscono il 3-1 definitivo ad opera di Mitroglou. Il girone si fa più aperto che mai.
Classifica: Schalke 8, Arsenal 7, Olympiakos 6, Montepellier 1.

GRUPPO C: Pato ritrova il gol e regala un pari prezioso ai rossoneri visto la clamorosa sconfitta dello Zenit. Il gol del brasiliano risponde al vantaggio spagnolo del solito Eliseu per l’1-1 definitivo (vedi articolo dedicato). Nell’altra partita l’Anderlecht trova il primo gol di questa Champions e con questo i primi 3 punti e a farne le spese è un brutto Zenit. I padroni di casa giocano bene guidati a centrocampo da uno straordinario Biglia e lasciano i russi a bocca asciutta. Il gol della vittoria arriva nel primo tempo con Mbokani al minuto 17’ dopo una bellissima combinazione all’interno dell’area. I begli non si accontentano e vanno più volte vicini al raddoppio andando a colpire anche una traversa. Per gli uomini di Spalletti una bruttissima partita che lascia lo Zenit all’ultimo posto del girone ma non per questo fuori dal discorso qualificazione, anche se per passare agli ottavi servirà uno Zenit assolutamente diverso da quello visto oggi.
Classifica: Malaga 10, Milan 5, Anderlecht 4, Zenit 3.

GRUPPO D: Il girone di ferro con i quattro campioni nazionali resta invariato rispetto ad una giornata fa. Un doppio 2-2 in entrambi i match lascia ancora tutto aperto per il discorso qualificazione. Al Bernabeu si vede un Dortmund che esprime un calcio meraviglioso: veloce, rapido e tecnico grazie ai suoi fuoriclasse offensivi. Ed è proprio il Borussia a passare avanti dopo 28 minuti con Reus che di destro calcia forte sotto l’incrocio dove Casillas non può fare molto anche se intercetta. Gli uomini di Mourinho reagiscono e trovano il pari momentaneo con Pepe al minuto 34’ di testa su sviluppi di un calcio d’angolo. Il primo tempo parrebbe finire in parità ma un’invenzione di Gotze allo scadere del tempo manda i tedeschi in vantaggio all’intervallo. Nella ripresa il Real si riversa in avanti cercando disperatamente il pareggio sfiorando più volte il gol nonostante un Ronaldo in ombra. Il pari però arriva solo al 44’ della ripresa su una punizione di Ozil su cui l’estremo difensore dei tedeschi è tutt’altro che esente da colpe. Finisce 2-2 e il Borussia resta in testa. Per il City invece c’era solo un risultato possibile e questo era la vittoria. L’inizio è dei peggiori per gli uomini di Mancini che dopo 17’ minuti sono sotto 2-0 per una doppietta del talentuoso De Jong che su due calci d’angolo approfitta della distratta difesa inglese battendo Hart. I citizens reagiscono senza abbattersi e da quel momento fanno la partita fino al discusso fischio finale. Accorciano le distanze al 22’ con Tourè che non sbaglia mai le partite che contano. Nella ripresa Mancini inserisce anche Dzeko e Balotelli e trova il pari con Aguero ad un quarto d’ora dal termine. Il City ci crede e trova anche il gol del sorpasso sempre con Aguero ingiustamente annullato per un fuorigioco di Kolarov che non c’è. Questo accade al 90’ ma al 93’ accade di peggio, se possibile: nell’ultima azione del match una palla scodellata nell’area olandese crea una mischia dove Balotelli all’interno dell’area viene vistosamente trattenuto e messo a terra (l’azzurro si lascia un po’ andare) ma l’arbitro decide di non decidere e fischia la fine del match negano un rigore solare creando così le proteste dei padroni di casa che ora vendono ormai impossibile la qualificazione agli ottavi.
Classifica: Borussia 8, Real Madrid 7, Ajax 5, Manchester City 3.

Samuele Zaboi

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