Che spettacolo al Bernabeu! Il Real vince in rimonta una partita pazzesca contro il City

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Sarà la Champions, sarà l’orgoglio, saranno state le polemiche di questa settimana, sarà stato Mourinho, ma quello di questa sera è stato un ottimo Real, a tratti sfortunato che ha rischiato di uscire sconfitto al Bernabeu contro un City all’italiana.

 

Dentro l’ultimo acquisto Essien per Mourinho con Xabi Alonso e Kedhira, panchina per Ozil, Modric e Benzeba a cui è stato preferito Higuain. Bocciato Sergio Ramos in panchina per il giovane Varane. C’è Maicon nel City e al centro della difesa il giovanissimo Nastasic accanto al capitano Kompany. Panchina per Aguero e Dzeko.

Il Real parte forte, vuole riscattarsi da questo brutto periodo, vuole fare vedere di essere una delle favorite per la vittoria finale e non c’è occasione migliore che farlo in casa contro i campioni di Inghilterra del City. La prima mezz’ora è targata solo Blancos, quasi una sfida personale tra Ronaldo e Hart, che vede uscente come vincitore l’estremo difensore titolare della nazionale inglese. Il city punta solo a difendersi affidandosi  qualche strappo in ripartenza di Toure, assenti dal gioco Tevez e Nasri; quest’ultimo a scadere del tempo è costretto a uscire per infortunio ma Mancini inserisce Kolarov, per confermare l’idea prioritaria del City: non subire gol. Sono almeno sei le occasioni da gol per i padroni di casa nel primo tempo, la maggior parte delle quali con Ronaldo, una con Arbeloa che dimostra di non avere la stessa tecnica dei suoi compagni e due con Di Maria che con i suoi mancini di poco a lato fa sudare i tifosi inglesi. Rimane il fatto che il primo tempo termina 0-0 con un Ronaldo protagonista e Hart altrettanto.

Non cambia il canovaccio a inizio ripresa: il Real fa la partita mentre il City si chiude e prova a ripartire, in modo più convincente rispetto al primo tempo. In due minuti cambia la partita grazie ai due allenatori con i loro cambi: Essien fuori, dentro Ozil e Dzeko al posto di Silva. Il Real perde il suo filtro a centrocampo e inzia a perforarsi difensivamente: bastano 3 minuti dopo il cambio di assetto per averne la prova. Tevez ha la meglio in contrasto con Pepe, Toure prende palla e si invola in solitario verso la porta avversaria, serve Dzeko che di piatto mancino batte un Casillas colpevole di essere andato a terra troppo presto. È clamoroso per quello visto in campo, ma il City è avanti, immeritatamente.

L’orgoglio del Real non sparisce e la squadra di Mourinho si riversa in avanti. Sale anche la prestazione di Marcelo: ci prova due volte con il sinistro ma le sue conclusioni potentissime sfiorano la porta, allora ci prova con il destro dal limite dell’area, il tiro viene deviato da Javi Garcia ed è 1-1; il Real non vuole perdere per nessun motivo questa partita ma con troppi uomini offensivi per il City è più facile perforare gli avversari. Tevez va vicino al raddoppio e per il Real inizia ad arrivare una strana sensazione, che questa partita potrebbe non andare per il verso giusto, il pubblico avverte questa insidia che si verifica puntualmente. Una punizione dalla tre quarti di Kolarov a 5 minuti dalla fine regala il nuovo vantaggio per gli uomini di Mancini. Sul Bernabeu è notte fonda, aleggia la crisi e sono pronti a partire i primi fischi, ma si sa, fino a quando l’arbitro non fischia, la partita non è finita.

È immediato il pareggio di Benzema che dal limite si gira con Nastasic non perfetto qui come lo stesso Hart che parte in ritardo e viene infilato sul suo palo da un tiro non certamente irresistibile. È 2-2. Ma non è la fine. Al 90’ Ronaldo punta Zabaleta (subentrato ad un Maicon decisamente in difficoltà), lo salta e da dentro l’area calcia di destro: è forse la sua conclusione più brutta della serata, ma l’errore di Hart qui pare evidente, la palla gli rimbalza davanti ed è il gol del sorpasso Real. È 3-2, il Bernabeu scoppia di gioia, Mourinho esulta scivolando in campo e forse la crisi tanto paventata viene definitivamente scacciata via.

Il Real vince meritatamente contro un City che forse ha pagato troppo l’inesperienza come squadra in una competizione simile, convinta dopo il secondo vantaggio di aver vinto ed aver fatto il colpaccio a Madrid. La squadra di Mourinho vista in campo questa sera è di un’altra categoria, decisamente una delle favorite per la vittoria finale, se non la numero uno; ma la domanda che si pongono a Madrid è quale si il vero Real: quello visto questa sera e in Supercoppa spagnola o quello abulico delle ultime partite di liga? Al tempo la risposta.

Samuele Zaboi

Foto da www.uefa.com

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