Champions League, le precedenti finali del Real Madrid

0

Cresce l’attesa per la finale di Champions League: quattro giorni al fischio d’inizio di Juventus-Real Madrid, in programma al Millennium Stadium di Cardiff. Dopo aver ripercorso ieri le finali della Juventus oggi è la volta di quelle dei blancos.

Il Real Madrid non è solo la squadra più titolata nella storia della Champions League, ma è anche quella che ha disputato più finali: sabato sarà la quindicesima, con un bilancio nettamente favorevole perché ne ha vinte undici e perse soltanto tre.

Il dominio dei blancos inizia con la nascita della competizione, quando si chiamava Coppa dei Campioni. I primi cinque anni sono un dominio incontrastato, con altrettanti successi a definire già l’albo d’oro: nel 1955-1956 vince l’edizione inaugurale sconfiggendo per 4-3 lo Stade Reims a Parigi (rimontando l’iniziale 0-2 dei francesi maturato nei primi dieci minuti di gioco), nel 1956-1957 batte al Santiago Bernabéu la Fiorentina per 2-0, nel 1957-1958 ancora un’italiana sconfitta col Milan caduto a Bruxelles per 3-2 ma solo dopo i tempi supplementari, con Juan Alberto Schiaffino ed Ernesto Grillo che avevano portato i rossoneri a un passo dall’impresa.

La leggendaria squadra composta, fra gli altri, da Alfredo Di Stéfano, Francisco Gento e Héctor Rial nel 1958-1959 si aggiudica anche un altro pezzo da novanta del calcio dell’epoca, Ferenc Puskás, che non gioca la seconda finale con lo Stade Reims (vinta stavolta per 2-0) ma è mattatore di quella del 1959-1960 a Glasgow, conclusa con un roboante 7-3 sull’Eintracht Francoforte con tripletta della Saeta Rubia e poker dell’ungherese, anche capocannoniere del torneo con dodici gol. Il ciclo si esaurisce l’anno dopo per mano del Barcellona agli ottavi e la leadership internazionale passa al Benfica, che dà la prima sconfitta nel 1961-1962 vincendo 5-3 ad Amsterdam, con la tripletta di Puskás resa inutile dalla prestazione dei portoghesi, nei quali spicca Eusébio autore di una doppietta.

Il secondo KO dei tre totali è con l’Inter, che nella stagione 1963-1964 conquista la sua prima Coppa dei Campioni avviando il grande ciclo di Helenio Herrera. I nerazzurri, al Prater di Vienna, vincono 3-1: Sandro Mazzola fa doppietta, Aurelio Milani raddoppia e Felo riesce solo ad accorciare le distanze per qualche minuto. Merengues al colpo di coda nel 1965-1966, quando a Bruxelles arriva il sesto successo battendo 2-1 in rimonta il Partizan, ma la squadra che aveva dominato con cinque vittorie di fila non c’è più (l’unico superstite è Gento) e nei successivi trent’anni arriva solo una finale, persa 1-0 contro il Liverpool nel 1980-1981 con Vujadin Boškov in panchina.

Il cambio di denominazione e format negli anni Novanta ridefinisce la coppa con il nome attuale di Champions League. Il Real Madrid ci mette qualche anno per ritornare ai vertici ma si riprende lo scettro nel 1997-1998: il 20 maggio all’Amsterdam ArenA trova la Juventus, nell’unico precedente in finale fra le due avversarie di sabato, e vince 1-0 con un gol di Predrag Mijatović al 66′, col serbo che (in posizione sospetta, in Spagna di recente si è provato a dimostrare come non fosse fuorigioco ma le immagini non levano i dubbi) raccoglie un tiro di Roberto Carlos deviato da un difensore e mette dentro dopo aver saltato Angelo Peruzzi.

Il bis arriva nel 1999-2000, con il primo derby assoluto. Allo Stade de France il Valencia non ha scampo e perde 3-0, Fernando Morientes e Steve McManaman mettono la partita in discesa e a un quarto d’ora dal termine Raúl González Blanco si invola in contropiede per chiudere i conti. Altri due anni e altro trionfo: all’Hampden Park di Glasgow si completa lo psicodramma del Bayer Leverkusen, che nel giro di undici giorni perde Bundesliga, DFB-Pokal e Champions League arrivano secondo in tutte e tre le competizioni. La partita si decide nel primo tempo: al vantaggio di Raúl González Blanco risponde subito Lúcio, poi al 44′ Zinédine Zidane si inventa un incredibile sinistro al volo sotto l’incrocio, per uno dei gol più belli di sempre nella storia delle finali internazionali.

Dal 2001-2002 in avanti il Real Madrid ha un’ossessione: la Décima. Per dodici anni fallisce qualsiasi appuntamento, non andando mai oltre le semifinali, poi nel 2013-2014 ci vuole un esperto di coppe come Carlo Ancelotti per chiudere la maledizione. A Lisbona si gioca un inedito derby con l’Atlético Madrid, fresco campione della Liga, e i colchoneros si portano in vantaggio con Diego Godín, su uscita rivedibile di Iker Casillas. Quando la partita sembrava ormai finita spunta Sergio Ramos, che al 93′ pareggia di testa su calcio d’angolo e prolunga il match ai tempi supplementari, dove Gareth Bale, Marcelo e Cristiano Ronaldo fissano il 4-1 negli ultimi dieci minuti.

La stessa situazione si ripete nel 2015-2016: stessi avversari di fronte al Meazza di Milano, altro gol di Sergio Ramos pareggiato da Yannick Ferreira Carrasco (dopo un rigore fallito da Antoine Griezmann), stavolta la parità rimane fino al 120′ e dal dischetto l’unico errore di Juanfran (palo) condanna nuovamente i rojiblancos, perché Cristiano Ronaldo non sbaglia l’ultimo tiro. Da quando si chiama Champions League nessuno ha vinto per due anni di fila: a Zinédine Zidane tocca il compito di smentire questa statistica.