Calcio Olimpico: una vetrina per molti talenti

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Il calcio Olimpico promette spettacolo come mai prima d’ora. Spesso il torneo è stato definito una semplice appendice dei Giochi Olimpici, una competizione di livello non troppo elevato e di interesse relativo, ma in questa trentesima edizione i protagonisti che scenderanno in campo a partire da oggi renderanno l’evento uno spettacolo imperdibile.

 

Si parte alle ore 12 con Honduras-Marocco per la prima di trentadue partite e il sogno per tutte le sedici partecipanti è lo stesso: la finale di Wembley dell’11 agosto. Favorita d’obbligo è senza dubbio il Brasile, che può vantarsi di una selezione impareggiabile composta da stelle del calibro di Neymar, Thiago Silva, Lucas Moura, Oscar, Hulk e Leandro Damião, con l’obiettivo di trovare il primo successo a cinque cerchi dopo i due secondi posti del 1984 e 1988. A seguire c’è la Spagna, vincitrice dell’Europeo meno di un mese fa e pronta al bis anche nel Regno Unito, con due dei marcatori nella finale di Kiev (Jordi Alba e Juan Manuel Mata) tra i fuoriquota e giovani di sicuro avvenire tra gli altri quindici, da Iker Muniain ad Adrián López passando per il portiere del Manchester United David de Gea. Dietro le due grandi potenze del calcio mondiale si piazza l’Uruguay, che presenta un’ottima solidità difensiva con la coppia Sebastián Coates e Alexis Rolín ma che soprattutto può vantare un potenziale offensivo formidabile, visto che Edinson Cavani e Luis Suárez faranno coppia d’attacco come nella Selección dei grandi (anch’essa allenata da Tabárez) e la fantasia di Gastón Ramírez e Nicolás Lodeiro in mezzo al campo.

Staccati invece i padroni di casa, i britannici (la Gran Bretagna è stata unita per un’occasione più unica che rara), che si affidano all’immortale Ryan Giggs come capitano (al suo primo torneo internazionale di prestigio, quattro mesi prima di compiere trentanove anni, con una ribalta che la sua nazionale non gli ha mai potuto dare in vent’anni di gloriosa carriera) ma che nelle amichevoli di avvicinamento al torneo hanno mostrato palesi lacune difensive e un’intesa ancora non raggiunta fra il gruppo degli inglesi e quello dei gallesi, senza contare l’assenza di spicco sia di Gareth Bale sia di David Beckham, “tagliato” dal CT Stuart Pearce.

Possibili sorprese possono arrivare dalla Svizzera, Campione del Mondo Under-17 nel 2009 e finalista all’Europeo Under-21 nel 2011 (anche se mancherà la stella Shaqiri), oltre che dal Messico guidato in attacco dall’interessantissimo Marco Fabián e dal mai esploso Giovani dos Santos, mentre le altre nazionali hanno la possibilità di mettere in mostra talenti ancora sconosciuti al grande pubblico. Saranno due settimane di grande calcio che culmineranno con la finale sotto il mitico arco di Wembley, dove una di queste squadre succederà all’Argentina, vincitrice delle ultime due edizioni, e si porterà a casa la medaglia del metallo più prezioso.

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