Valutiamo la rosa del Milan… – L’attacco

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Ultimiamo la nostra analisi con i giudizi sul reparto offensivo milanista.

 

ATTACCANTI

Pazzini (28): la tripletta di Bologna (complice un rigore, una papera del portiere e una deviazione fortunosa) aveva fatto pensare che il Pazzini visto nell’ultima stagione all’Inter fosse limitato in negativo dal cattivo andamento di tutta la squadra e invece, per quello visto fin’ora, l’attaccante continua ad attestarsi su di un livello molto basso (zero partecipazione alla manovra offensiva, scarsa qualità nel favorire i movimenti senza palla dei compagni di reparto, errori banali in fase di finalizzazione). Il peggiore senza dubbio.
Robinho (28): gli infortuni ne hanno pregiudicato l’impiego in campo, quando ha avuto la possibilità di giocare non è comunque riuscito ad incidere come ci si aspettava da lui suscitando le stesse perplessità della passata stagione.
El Shaarawy (20): appena 20enne rappresenta un faro assoluto nel blackout più totale, non era partito benissimo in campionato ma ha saputo sfruttare le critiche a suo vantaggio riuscendo a prendere in mano la squadra a suon di gol, 6 in 9 giornate di campionato, 1 in 3 di Champions. Oltra alla finalizzazione sta migliorando anche come continuità all’interno del match, sacrificandosi anche in fase difensiva.
Niang (18): dopo l’esordio col Bologna è riuscito a giocare solo qualche spezzone con la Primavera; fuori dal campo non è riuscito a mantenere un comportamento professionale infastidendo la Federazione Francese e il Milan che pare intenzionato a cederlo nella sessione di mercato di Gennaio.
Pato (23): si è ormai perso il conto degli infortuni muscolari che lo hanno frenato in questi anni di Milan, rientrato col Genoa si spera che il peggio sia ormai alle spalle e il Papero possa tornare ai livelli delle primissime stagioni in Italia. Non sarà facile.

Bojan (22): uno dei più propositivi quando chiamato in causa, bravo nel fraseggio sullo stretto e in generale nella costruzione della manovra offensiva; perde qualcosa nel contrasto con gli avversari per via della sua scarsa fisicità. Vedremo se la questione riscatto si risolverà come con Aquilani o in maniera diversa.

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