Milan, è Boateng il problema?

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Finisce come nessuno voleva sperare, ma anche come molti probabilmente sapevano, la sfida tra Milan e Anderlecht. Uno zero a zero che, ovviamente, fa molto più comodo ai belgi piuttosto che ai Rossoneri.
 
 
Il mister Allegri, che da tempo è considerato in uno stato di crisi con Galliani e la dirigenza, ha cercato di costruire una formazione attorno all'unico terminale offensivo a disposizione in rosa, Pazzini. Il tecnico livornese, infatti, ha schierato un 4-3-1-2 secondo la UEFA, ma che sul terreno di gioco si è rivelato un 4-3-3, che in fase difensiva diventava un classico 4-4-2 con Emanuelson e Flamini a coprire le fasce. Tutto ciò per favorire i colpi di testa del Pazzo.
Peccato, però, che in questo tipo di modulo il neo numero 10 milanista Boateng è fuori luogo dato che lui, dichiarato come punta di diamante dellaa squadra, tende a catalizzare su di sé tutte le azioni, come se si sentisse in dovere di risolvere da solo la situazione difficile sua e dei suoi compagni. Ecco perché, nel primo tempo, le uniche azioni pericolose della squadra di casa derivano solo da Flamini, fermato fortunosamente da Proto, e da Emanuelson imbeccato da una verticalizzazione.
Evidentemente Allegri se ne accorge e butta nella mischia Stephan El Shaarawy, proprio al posto del ghanese, beccandosi i fischi del pubblico. L'intuizione, però, è tutt'altro che errata perché solo dopo pochi minuti Emanuelson mette un cross in mezzo dove proprio il giovane faraone di Savona impatta di testa trovando tra sé e il gol solo il fortunato quanto preparato estremo difensore belga.
Va bene che le azioni sono state più pericolose di quelle bianco-viola, va bene che Proto era in serata di grazia, ma il fatto che l'Anderlecht abbia pareggiato a San Siro senza difendere né attaccare, non fa altro che peggiorare il giudizio già negativo sul gioco del Milan.
Ma si sa, i Rossoneri sono in crisi e dovrà essere bravo il mister a riconquistare la folla, Galliani e i risultati. Prima che la pazienza dei primi due si esaurisca.
 
 
Top 3
 
El Shaarawy: E' il semi deus ex machina. Entra nella ripresa e stavolta sembra essere tutto ciò che serviva al Milan. "Semi" perchè il deus ex machina nelle commedie di Plauto risolveva la situazioni, al faraone non è riuscito ma la sua prestazione è comunque molto buona.
 
Emanuelson: Si adatta meglio di qualsiasi suo compagno nel nuovo modulo sfiorando il gol nel primo tempo e creando un'occasione limpida per la testa di El Shaarawy nella ripresa. Viene sostituito da Constant, a detta di Allegri, per permettere al centrocampo di coprire meglio il campo ma la sensazione è che non ce ne fosse il bisogno.
 
Mexès: Ritorna titolare e lo fa per rimanerci. L'attacco dell'Anderlecht non è pericolosissimo ma lui è attento e preciso quanto serve. Anche se, duole ribadirlo, i tempi di Thiago sono molto lontani.
 
Flop 3
 
Boateng: Alla luce di quanto già detto è apprezzabile la sua generosità e la sua voglia di prendersi gran parte delle responsabilità della squadra, ma la prestazione è sottotono, anche perché pur di non fare a meno di lui Allegri lo posiziona spesso in un ruolo non suo.
 
Nocerino: Fare il confronto con il Nocerino della scorsa stagione sarebbe crudele nei suoi riguardi, ma oggettivamente senza Ibrahimovic non si sente a suo agio. Da segnalare, però, lo stato di forma visibilmente in crescendo.
 
Pazzini: Il modulo a su misura per lui non sembra favorirlo più di tanto, neanche dopo il cambio Boateng-El Shaarawy. Anonima la sua prestazione, conseguente a quella generale dei suoi compagni.

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