Il Mago

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Chi si aspettava le magie, quelle vere, quelle che si vedono solo nei colossal cinematografici come Harry Potter, dove Alohomora e Wingardium Leviosa non sono improperi in olandese, (quelli gli ha pronunciati sicuramente De Jong nella serata di ieri), ma incantesimi potenti e pericolosi, o appartiene alla categoria degli illusi e dei sognatori oppure si chiama Galliani.

 

Sic et simpliciter. Eppure a pensarci bene, quello che sbaglia, alla fine, sono proprio io: impossibile non imputare a qualche stregoneria quanto accaduto ieri a Bologna. Perché se sotto il profilo del gioco poco è cambiato rispetto alla scialba prestazione offerta contro la Samp, altrettanto non si può dire della fortuna, amante infedele e spietata ma irresistibilmente passionale quando decide di concedersi. E ieri sera si è concessa, eccome se si è concessa.

Può capitare quindi che la nutrita colonia arbitrale interpreti erroneamente un ruvido contrasto tra Pazzini e Cherubin in area di rigore, (con il Pazzo a commettere per primo il fallo), e conceda un rigore generoso, per non dire inesistente, poi realizzato dallo stesso attaccante.

Può capitare che, su un innocuo cross dalla sinistra, Agliardi commetta il più imperdonabile degli errori per un portiere: uscita “modello saponetta” e comodo assist per il ben appostato Pazzini, che non può far altro che appoggiare in rete.

Può capitare, infine, che una fiacca conclusione di un fiacco Nocerino venga corretta in rete dal tacco sublime e malizioso del solito Pazzini, a suggello di una prestazione fantastica, surreale, inverosimile: fortuna per chi ha una visione cinica e disincantata della vita, magia per chi preferisce una concezione più romantica e poetica dell’ esistenza.

Il resto, tutto il resto, di magico ha veramente ben poco. Un Milan brutto, lento, compassato, per lunghi tratti completamente soggiogato da un avversario organizzato, un Bologna tenace nel pressing ed incisivo nella costruzione della manovra, che trova in Diamanti il suo massimo ispiratore. Per farla breve, tutto quello che il Milan doveva essere e non é stato. Ma noi abbiamo il Mago, inaspettato protagonista di una pellicola da ricordare. Non certo un colossal,( il budget messo a disposizione é molto più adeguato ad un film amatoriale), ma una produzione ugualmente avvincente ed emozionante, ricca di suspense e colpi di scena. Speriamo solo che l’ incantesimo perduri tutto l’ anno e che parte della magia venga trasferita anche ad Allegri, apprendista stregone in attesa di consacrarsi come novello Merlino.

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