I promessi sposi

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Il precedente articolo era prevalentemente incentrato sugli amori impossibili, quelli la cui realizzazione é spesso vincolata a strani giochi del destino oppure a particolari coincidenze, se non credete nell’esistenza di questa ignota e misteriosa entità.

 

Amori destinati a rappresentare solo delle inutili fantasie, che orbitano nella sfera dell’assurdo e dell’irrazionale, sogni illusori buoni per deludere il tifoso senza mai accontentarlo.

Esistono però anche altri tipi d’amori, quelli promessi, quelli solo posticipati nel tempo ma che conservano comunque vivo e inalterato il sentimento, quelli che solo dopo numerose vicissitudini riescono ad essere coronati, realizzando il più classico dei lieto fine. E’ forse questo il modo più corretto per descrivere la situazione relativa al forte difensore centrale del Montpellier, Mapou Yanga-Mbiwa. Un amore sbocciato quest’estate, nella canicola di Luglio, un corteggiamento intenso ed insistito che sembrava destinato a sfociare nella più ovvia delle unioni ma che, come nel più banale dei romanzi d’amore, ha trovato la ferma opposizione del puntuale antagonista di turno: il vulcanico e fumantino Niccolin, presidente della squadra campione di Francia. La citazione del romanzo ottocentesco di Alessandro Manzoni, che presta il nome a questo articolo, non è casuale: risulta immediato il parallelo con la storia ideata dallo scrittore italiano, con personaggi e ruoli che sembrano collimare perfettamente con quelli descritti nell’ opera. Proprio come Renzo e Lucia, i promessi sposi manzoniani, Yanga-Mbiwa ed il Milan bramano un futuro insieme e lottano per ottenerlo, scontrandosi però con il turpe e spietato Don Rodrigo, impersonato proprio dal proprietario del club francese, intenzionato a contrastare con ogni mezzo il loro sogno d’amore.

Le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dal giocatore all’Equipe aprono un nuovo spiraglio di luce, (che si allarga progressivamente con il passare del tempo), sulla possibilità di vedere il capitano del Montpellier vestito finalmente di rossonero.
“Il presidente Niccolin mi aveva detto che c’era una buona opportunità per me. Avevo già praticamente preparato le valigie. Il Milan si è fatto avanti per acquistarmi, ma il presidente ha rifiutato l’offerta, e allora ho capito che sarebbe stata complicata”, questo afferma il difensore francese che aggiunge, ” anche l’Arsenal ha fatto un tentativo, ma io stavo già pensando ad altro. Non andare al Milan è stata una delusione, ma il presidente è il nostro datore di lavoro, è lui che ci ha dato l’opportunità di arrivare fino a questo punto. Non c’è motivo di scontrarmi con il club che ti ha fatto crescere. Sono davvero legato a questa squadra e, come capitano, devo anche dare l’esempio. Voglio lasciare in buoni rapporti“.

Parole dall’ importanza sicuramente rilevante che confermano la volontà del giocatore di emigrare verso nuovi lidi. Non è difficile ipotizzare che il desiderio di Yanga-Mbiwa sia ancora quello di giocare nel Milan, e la sua attuale posizione contrattuale rende questo ipotetico trasferimento assai probabile. Infatti, il contratto del difensore scade nel Giugno del 2013 e l’ interessato non sembra intenzionato a rinnovarlo. Il Milan potrebbe sfruttare questa delicata e precaria situazione a suo vantaggio, ripetendo la stessa operazione adottata recentemente con Montolivo: o tentare l’ assalto al giocatore nel mercato “di riparazione” a cifre decisamente più contenute rispetto a quelle esose ed assurde pretese da Nicollin quest’estate, oppure attendere Giugno ed acquistare il difensore senza sborsare denaro, con la possibilità di accordarsi con lo stesso già a Febbraio, subito dopo la chiusura del mercato invernale. La posizione del Milan, in questo momento, è sicuramente predominante. Galliani è molto abile a sfruttare queste importanti occasioni di mercato, falco pellegrino delle operazioni low cost, rapace implacabile dei parametri zero. Sarebbe opportuno, in certe occasioni, discernere le qualità del giocatore dalla convenienza pecuniaria dell’ acquisto, una scelta economicamente assennata e competente che dovrebbe comunque privilegiare le doti tecniche del giocatore rispetto al mero risparmio di denaro, (e certe trattative concluse negli ultimi anni hanno evidenziato l’ esatto contrario). In questo caso l’ operazione risulterebbe molto vantaggiosa rispettando parimenti entrambi i parametri: l’ acquisto di un giocatore dalle qualità importanti, forse un po’ acerbo ma che risulta potenzialmente ottimo in prospettiva, a cifre decisamente contenute, (o addirittura irrisorie).

Promessi sposi moderni, in attesa di un segnale risolutivo che sblocchi definitivamente la disputa amorosa, confidando nel medesimo epilogo del noto romanzo. Se son rose fioriranno, ed è già possibile sentirne il profumo.

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