Dalla parte del Mister…

0
Il massacro mediatico, la famigerata “macchina del fango” spesso citata da illustri giornalisti per descrivere quei comportamenti e quelle dichiarazioni volte a ledere intimamente la sensibilità di una persona, delegittimando la sua posizione e denigrando le sue convinzioni, le sue competenze e la sua professione, è sicuramente una delle pratiche più barbare e pavide da utilizzare per arrecare un danno morale consistente ad un soggetto, sfruttando l’ informazione, via web o cartacea, in modo indebito e deviato.

 
Con le dovute proporzioni, analizzando una situazione dall’importanza molto meno significativa rispetto agli altri casi in cui questo termine è stato adottato, possiamo identificare così, con questa abusata allegoria, quello che Allegri sta subendo in questo particolare e difficile momento. L’elemento di conflitto, il pomo della discordia, é sempre ed inevitabilmente quello: la questione infortuni in casa rossonera. Una gogna mediatica che affonda le sue radici nell’anno calcistico passato, flagellato da un numero incredibilmente elevato d’infortuni che hanno compromesso, di fatto, la vittoria del tricolore.
Questa breve riflessione non si pone come obiettivo principe la difesa aprioristica dell’uomo Allegri. Lui, l’allenatore, ha delle responsabilità oggettive nella gestione non certo irreprensibile delle risorse nella scorsa stagione, ed il caso più emblematico è l’arcinoto impiego di un acciaccato Thiago Silva nella partita di Coppa Italia contro la Juve, con conseguente infortunio del brasiliano ed indebolimento della rosa in piena corsa scudetto; ma lui, sempre lui, il Mister, non si è sottratto alle sue responsabilità ed ha riconosciuto i propri errori, a più riprese ed in molteplici circostanze (l’ ultima delle quali appena pochi giorni fa). Onestà, franchezza, sincerità, coerenza: sono tutte peculiarità che continuo ad apprezzare enormemente in una persona, valori che qualcuno, senza fare nomi, sembra avere completamente smarrito, perduto per sempre nella deprecabile gestione comunicativa intrapresa negli anni.
Non approvo invece quei soggetti che, sfruttando una situazione di evidente difficoltà vissuta da una persona, infieriscono sul malcapitato di turno ingigantendo esponenzialmente ogni minimo accenno di problema, distorcendo la realtà ed evidenziando difetti e debolezze per il macabro piacere che provano nel farlo. E’ scorretto, illogico, ingiusto e prematuro criticare a Settembre la preparazione atletica impostata da un allenatore, lavoro coadiuvato comunque dal preparatore atletico e dal suo staff. Un’area tecnica che, proprio in questo settore, ha visto un avvicendamento importante nel ruolo di responsabile, con Simone Folletti, già inserito nel gruppo di preparatori dallo stesso Allegri nell’estate del suo insediamento al Milan e legato al tecnico livornese anche a Cagliari, che subentra a Daniele Tognaccini, promosso a capo di Milan Lab, il famoso centro medico rossonero che ha raccolto più critiche che elogi in questi anni. Un cambiamento che potrebbe portare risultati soddisfacenti ma che, ripeto, non può essere valutato in questo momento.  Anche perché, se vogliamo analizzare i freddi numeri, l’unico dato che emerge, chiaro ed inequivocabile, rappresenta uno smacco per tutti coloro che continuano a sottolineare, senza soluzione di continuità, gli infortunati del Milan; personaggi che, evidentemente, non amano i confronti e i paragoni. Se applicassero questo utile esercizio alle loro elucubrazioni, noterebbero sicuramente che la Roma annovera tra i suoi infortunati Balzaretti, Bradley, Perrotta e De Rossi, che l’Inter deve rinunciare a Mudingayi (prossimo comunque al rientro) e Obi e che la Juve ha appena recuperato Pepe ma dovrà ancora attendere qualche settimana per usufruire delle prestazioni di Padoin. Un breve elenco che comprende solo le squadre più importanti e rappresentative con la sola eccezione del Napoli, un’oasi di salute nel deserto dei contrattempi fisici di varia natura ed entità che attanagliano tutte le altre società, e che valuta unicamente gli infortuni che implicano lesioni di carattere muscolare. I traumi più seri, quelli che prevedono una degenza forzata e tempi di recupero più lunghi, ho preferito ometterli per non rendere ancora più noiosa la lettura dell’ articolo (e posso assicurare che l’elenco è veramente esteso e comprende un numero cospicuo di squadre di serie A). In linea, quindi, con gli infortuni patiti dal Milan in questo inizio di stagione, che ormai tutti conoscono a memoria senza la necessità di ripeterli ulteriormente.
Ma il tiro al bersaglio ormai è iniziato e la preda è decisamente vulnerabile, una caccia che non può essere arrestata con dichiarazioni obiettive e dati di fatto e che non contempla la parola fallimento. La stampa iniqua, quella dei processi alle intenzioni e dei giudizi sommari, ha ormai individuato la vittima e difficilmente si farà distrarre da elementi esterni, come un cacciatore concentrato su uno storno in volo a pochi metri di distanza dalla sua posizione e che si prefigge, come fine ultimo, l’ abbattimento del volatile stesso. Attacchi continui, mirati e sistematici che sconquassano le fondamenta di un progetto giovane e per questo fragile, attacchi che la società dovrebbe rintuzzare con fermezza, decisione e tempestività, difendendo il proprio allenatore dalle critiche gratuite che provengono da ogni direzione ma che, incredibilmente, si dimostra distante, defilata e tardiva nelle repliche, sintomo che qualcosa, nel rapporto tra le parti, si è evidentemente inclinato.
Nota a margine sulla noiosa, sterile e stantia polemica che riguarda da tempo immemore gli ormai ex senatori rossoneri, splendidi campioni da consegnare alla storia come icone calcistiche di assoluto prestigio, grandi giocatori che appartengono ormai al nostro fulgido passato e che non potevano rappresentare, per sopraggiunti limiti anagrafici, né il presente né il futuro prossimo venturo di questa gloriosa società. Un passato luminoso, da ricordare e rievocare con orgoglio, un sogno che continua a rimanere vivido ed indelebile nella memoria del tifoso milanista ma che non può essere rivangato con rimpianto ad ogni occasione propizia. Ho letto commenti nostalgici nei confronti di Seedorf, emigrato al Botafogo quest’ estate, provenienti, molto probabilmente, da quegli stessi personaggi che non avrebbero esitato a fischiarlo sonoramente al primo errore sul rettangolo di gioco. Occorre misura e giudizio in tutto, anche in questo tipo di valutazioni. Il Milan ha sicuramente perso carisma e carattere con queste dolorose partenze, mancanze decisamente incisive sotto questo aspetto ma molto meno determinanti per quello che concerne il lato sportivo. Inoltre, il rapporto non certo idilliaco tra qualche elemento ed Allegri ha sicuramente facilitato questo ineluttabile epilogo. Frizioni e screzi comunque plausibili quando la posta in gioco è molto alta ed i nervi non sono rilassati. Il rispetto reciproco e la condivisione di un obiettivo comune sono fattori più che sufficienti per conseguire un risultato prefissato, anche in presenza di eventuali discussioni. Per i “bacini”, utilizzando un’ espressione già adottata da Allegri, ci sarà tempo…

LASCIA UN COMMENTO