Con i piedi per terra…

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La Champions League non è il campionato italiano. Lo ha riscoperto questo martedì la Juventus alla quale non è bastato gonfiarsi il petto delle sua imbattibilità in Serie A per vincere contro lo Shakhtar di Lucescu e portare a 4 i suoi punti in europa nel girone E.
Contro la compagine ucraina, la corazzata Juve si è dovuta accontentare di un pareggio che per come è arrivato ha più il sapore di un punto guadagnato che di un punto perso.

 

Ma se le maggiori testate giornalistiche parlano di «Occasione persa» o «Squadra troppo molle per l’europa», non sono dello stesso avviso tecnico e giocatori bianconeri che con Chiellini a fare da portavoce parlano addirittura di buon segnale: «Martedì sera abbiamo trovato davanti una squadra di qualità e noi non siamo stati bravi a gestire alcuni momenti della gara. Poi, quando siamo riusciti a fare il nostro gioco i nostri esterni hanno creato alcune occasioni da gol, comunque se non perdi queste partite è un buon segnale!»
Dello stesso avviso il sostituto di Conte, Massimo Carrera che nel dopo partita europeo ha parlato di squadra poco fluida in questi termini: «Siamo entrati in campo timorosi, abbiamo trovato uno Shakhtar molto duro. Forse da fuori hanno dato poco peso a questa sfida, ma non noi perchè questo è un avversario di  peso internazionale. Eravamo contratti nei primi venti minuti poi abbiamo avuto occasioni sia noi che loro. Non abbiamo avuto la solita manvora fluida, c’è stata troppa fretta nel far girare palla. Le squadre in Champions sono forti, faremo del nostro meglio per arrivare il più lontano possibile».

E mentre i paragoni con la Juve dello scorso anno si sprecano, scavando nel recente passato Juventino, fatto di tante finali europee e poche vittorie (il palmares è di sole 2 coppe dalle grandi orecchie) riportiamo una parte dell’articolo di Massimo Pavan che recita: «Le grandi Juventus del passato, però, hanno sempre avuto difficoltà nei gironi e non, questo va detto, La Juventus di Trapattoni nonostante tante vittorie ha avuto anche debacle clamorose, la Juventus di Lippi spesso ha dovuto aspettare l’ultimo turno del girone per qualificarsi e quella di Ancellotti che fece più punti di tutti in due anni in campionato fu eliminata al primo turno nel girone della famosa testata. Quella di Capello, la invincibile squadra di Capello fece gironi eliminatori da urlo prima di incappare in sconfitte con Arsenal e Liverpool. Europa sfortunata? Forse, oppure semplicemente approccio mentale non sempre da Champions».

Infine, impossibile non citarlo, il caso stadio con Agnelli in persona intervistato da tuttosport che si rivolge ai tifosi di casa rei di aver lasciato lo stadio mezzo vuoto con lo Shakhtar. Solo trentamila presenze, con tanti spazi vuoti, complice il caro prezzi. Un biglietto in curva costava 40 euro, in distinti dai 90 ai 130 euro. Ma secondo il presidente della Juve i prezzi non erano così cari. «I prezzi dei biglietti – ha detto in conferenza stampa – non erano così cari. Era una gara di seconda fascia. Ho visto sui diversi forum su internet, e i tifosi lamentano diverse problematiche, chi dice le bandiere, chi  le ricevitorie, chi i prezzi. Noi vogliamo sempre dare il meglio per la Juve, non sempre ce la facciamo. Per noi trentamila tifosi è un dato positivo, al Delle Alpi avremmo fatto sicuramente 10 mila spettatori. Dobbiamo guardare anche ai miglioramenti che ha portato lo stadio. I conti finali comunque, li faremo il 30 giugno».

Intanto aspettando la partita scaccia-polemiche contro il Siena iniziano a circolare voci di riqualifica dell’area intorno allo Juventus Stadium con il progetto Continassa del quale parleremo nei prossimi giorni.

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