Chiude finalmente la “fiera delle illusioni”, adesso alimentiamo la fiammella della speranza.

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Avevo concluso il precedente articolo con una sorta di esortazione a mantenere viva la flebile fiammella della speranza, scossa in questi mesi da venti e raffiche che ne hanno compromesso continuamente la stabilità ed il bagliore, minacciandone l’ intrigante e sinuosa forma.

 

Se provate l’ irrefrenabile desiderio di ribattezzare queste correnti infide e maligne,(una triste moda stagionale molto in voga), sentitevi liberi di identificarle con il nome di “Passivo” e “Bilancio”, da nominare rigorosamente in questo ordine. Nonostante queste avversità , milioni di fiammelle cariche di speranza hanno continuato stoicamente ad ardere all’ unisono, coltivate e difese con pazienza e perseveranza, ingenerando progressivamente un fulgido incendio di rovente passione rossonera, in trepidante attesa di qualche, (inevitabile), notizia benaugurante. Perché la speranza, dea benevola venerata da greci e romani e protettrice del deluso e del vinto, era da riporre naturalmente anche in quest’ ultima intensa settimana di mercato.
Bene, sembra che la divinità abbia accolto le nostre accorate preghiere, spezzando finalmente le catene serrate dell’ immobilismo e del risparmio eccessivo, regalando finalmente qualche innesto necessario ad aumentare la competitività di questa rosa.

Chiariamo subito: il mio è un modo semplice e simpatico per edulcorare una pillola altrimenti troppo amara per essere ingerita. Non  saranno certo tali acquisti a redimere la posizione pesantemente compromessa della società, colpi che comunque contribuiranno ad ammorbidire ed appianare il livore accumulato in questi mesi di gestione non certo irreprensibile, fornendo ad Allegri un novero maggiore di scelte ed una rosa decisamente più attrezzata, pur conservando lacune importanti identificabili soprattutto in difesa, dove sarà necessario verificare l’ affidabilità di un reparto orfano di Thiago e Nesta  e carico di incognite e perplessità.

Parlavamo di rinforzi quindi, che riguardano il centrocampo, potenziato con l’ arrivo dell’ olandese De Yong dal Manchester City, granitico mediano di rottura  dotato di buona mobilità e tanta grinta, destinato a raccogliere l’ eredità vacante di Van Bommel, elemento fondamentale nella trionfale stagione del Milan scudettato. Molto probabilmente sarebbe servito un ulteriore elemento dai piedi più educati e raffinati, con un’ ottima visione di gioco periferica e prolifico in fase realizzativa, ma il reparto beneficerà sicuramente delle doti atletiche e muscolari del giocatore, mastino instancabile della mediana ed esperto frangiflutti davanti alla difesa.

Innesti che hanno arricchito anche il reparto offensivo, dove Bojan, potenziale fenomeno proveniente dalla florida cantera blaugrana ma sterile comparsa nella deludente Roma di Luis Enrique,  e Niang, talentino francese bramato da mezza Europa e strappato alla concorrenza grazie alla sua ferma volontà di vestire il rossonero, (e ad un contratto maggiormente remunerativo), completano un reparto giovane, eterogeneo e variegato, magari input per lo studio di soluzioni tattiche alternative rispetto al già collaudato 4-3-1-2.

Il rischio di trascinare anche questi giovani talenti nella ingloriosa voragine del fallimento è molto elevato, azzardo però inevitabile per tentare di sovvertire le sorti infelici di un pronostico per molti già scontato e prevedibile.

Adesso spetterà a questi nuovi ragazzi dimostrare coraggio, personalità, motivazione ed intraprendenza nell’ approccio a questa difficile e complicata avventura; spetterà alla vecchia guardia, a quei giocatori sopravvissuti alla diaspora estiva, facilitarne l’ integrazione ed il progressivo inserimento; ed infine, spetterà ad Allegri, già ampiamente ed ingiustamente criticato dopo la prima giornata di campionato, valorizzare le qualità di questo gruppo ancora tutte da decifrare e definire, cercando di far ricredere i già numerosi detrattori, incombenti e spietati avvoltoi forieri di cattivi presagi, ombre minacciose su una carcassa inerme e sguarnita. Le persone legate profondamente a questi colori devono sperare che tutto questo si realizzi, un augurio che non dovrebbe però riguardare il solo tifoso milanista ma anche il nutrito movimento di appassionati di calcio italiani, perché un Milan povero e ridimensionato non rappresenta un danno solo per se stesso ma anche per l’ intero panorama calcistico del nostro paese.

Solo il tempo potrà accertare le potenzialità di questa squadra obbligata, per quegli ovvi motivi di bilancio tanto cari a Galliani, a conseguire la qualificazione alla prossima Champions Legue, panacea vitale per garantire la sopravvivenza di un organismo malato e bisognoso di cure, una medicina necessaria per tornare a raggiungere quei traguardi adeguati al blasone e all’ importanza del Milan. Saremo tutti soddisfatti di un’ onorevole ed apprezzabile terzo posto, risultato difficile da ottenere ma raggiungibile con impegno,costanza e determinazione. E’ necessario conservare sempre una buona dose di moderazione quando si identificano gli obiettivi stagionali, una perfetta commistione tra realismo, ragionevolezza  ed ambizione, evitando le solite immotivate, trionfali e pompose dichiarazioni, veri e propri attentati alla serenità del collettivo e dell’ allenatore. Ma queste rappresentano solo delle ovvie banalità per un’ amministratore esperto ed intelligente: ovvie per molti, ma non per tutti.

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