Bielorussia-Spagna, la partita che gli spagnoli non hanno potuto vedere in tv

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Il match valevole per le qualificazioni ai Mondiali è stato agevolmente vinto dalla Roja per quattro a zero, ma non si può dire che sia stato altrettanto facile per i tifosi spagnoli seguire la partita in diretta: nessuna televisione nazionale ha infatti trasmesso la gara, a causa di una cifra eccessiva richiesta dal broadcaster che detiene i diritti internazionali.

 

Non sembra essere un anno fortunato per i diritti tv del calcio: qui in Italia si è appena usciti da una settimana di polemiche indirizzate a Sky per non aver trasmesso il clásico Barcellona-Real Madrid di Domenica, non avendo la pay-tv di Murdoch rinnovato i diritti della Liga (oltre che della Bundesliga e delle coppe inglesi) perché il prezzo per trasmettere il campionato spagnolo era stato raddoppiato rispetto all’ultimo accordo. In Spagna si è andati oltre, dato che non è stato possibile seguire addirittura la gara della nazionale spagnola, questo poiché le tre reti televisive generaliste (TVE, Mediaset España e Antena 3) si sono rifiutate di pagare l’eccessiva cifra che il broadcaster detentore dei diritti, l’azienda tedesca SportFive, pretendeva per questo match: si parla di una cifra iniziale di ben tre milioni di €, scesa poi a un milione e quattrocentomila a pochi minuti dal fischio d’inizio ma comunque troppo alta per le casse delle tv spagnole, che potevano offrire al massimo poco più della metà, essendo ieri in Spagna giorno festivo e non essendoci possibilità di raccogliere introiti pubblicitari in così poco tempo (senza parlare della crisi economica che investe il paese iberico). SportFive ha rifiutato di abbassare ulteriormente le pretese, giustificandosi con il fatto che l’anno prossimo avrebbe dovuto abbassare anche il prezzo dei diritti per Bielorussia-Francia (partita dello stesso girone, che presumibilmente vedrà i Blues in lotta per la qualificazione) e che avrebbe avuto una perdita tale da mettere in discussione le strategie future, e per gli spagnoli è stato buio totale in tv. I tifosi più esperti hanno potuto seguire la gara tramite canali esteri via satellite, come la pay tv portoghese Sport TV e quella araba Al Jazeera Sports, mentre per gli altri l’unico metodo era trovare uno streaming, più o meno legale, su internet. È stata la seconda volta nella storia della Selección Española che la diretta televisiva nazionale è stata oscurata: la prima volta era stata nel 1983, in una partita giocata a Malta per le qualificazioni agli Europei del 1984, ma in quel caso i problemi furono tecnici. Non è andata bene neanche per le radio: la stessa agenzia possedeva infatti anche i diritti radiofonici e pretendeva venticinquemila € in caso di mancata diretta tv, perciò anche qui nessun accordo e per raccontare i gol di Pedro (tripletta) e Jordi Alba è stato necessario commentare o davanti alla tv (tramite i canali esteri citati in precedenza) oppure addirittura tramite gli inviati a Minsk, che hanno potuto vedere la partita solamente dai rispettivi hotel (in Bielorussia la diretta c’era) perché gli è stato negato l’accredito per entrare in tribuna stampa. Questo episodio è l’ultimo di una serie di eventi che hanno reso la trasmissione delle partite di calcio in diretta sempre più difficile (in Spagna la vendita dei diritti tv per la Liga alle televisioni nazionali è stata chiusa a pochi giorni dal via del campionato e si è rischiato un nuovo sciopero come l’anno scorso) e sarebbe dunque auspicabile una riorganizzazione internazionale della vendita dei diritti (purtroppo difficile perché molte società, specialmente quelle italiane, sopravvivono grazie agli introiti derivanti dalle televisioni, ma già dalle qualificazioni per EURO 2016 la situazione dovrebbe un minimo cambiare), per garantire ai tanti tifosi di poter vedere le partite in diretta senza dover ricorrere a metodi che in certi casi vanno oltre i limiti della legalità.

[Immagine presa da as.com]

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