Mento sulla mia omosessualità per paura

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Ci risiamo. Per la gioia di Cecchi Paone, tocca ancora una volta parlare di omosessualità nel mondo del pallone. L’ultima dichiarazione arriva dalla Germania. Un giocatore della Bundesliga rivela infatti al magazine “Fluter” la sua omosessualità, spiegano che “se si venisse a scoprire, non sarei al sicuro. Non riesco a reggere la pressione psicologia di dover mentire a me stesso e a chi mi vede dall’esterno”.

 

Se questa situazione gli abbia mai creato problemi con i suoi compagni, risponde: “Assolutamente no. All’inizio alcune situazioni, come fare la doccia insieme, erano imbarazzanti per me e per loro. Adesso non interessa più a nessuno”.

Dichiarazioni che si sprecano nel profondo mare dell’omofobia. Se si pensa che per gli antichi Greci, padri fondatori della nostra società e mentalità, l’essere gay non consisteva in un problema, ma un motivo quasi di vanto comunemente accettato, fa ribrezzo che sia ancora forte un sentimento del genere nel mondo del calcio e dello sport in generale.

In fondo non c’è da meravigliarsi se il capitano della Roma, Francesco Totti, non proprio uno qualsiasi, rispetti un “valore” come l’omofobia. Una gaffe, certo, prontamente smentita, ma in fondo è di questo che stiamo parlando. Perché continuando su questa strada del silenzio, facendo finta di non vedere la realtà, non si fa altro che rispettare ed incentivare l’ignoranza. Non si tratta solo del calcio, ma è una questione di libertà personale che abbraccia ogni singolo individuo. Chiunque deve essere libero di esprimersi per come è,non per come la società impone di essere.
Non poter essere se stessi per paura. Questo è un problema serio, caro Cassano.

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